Abachi nel flusso BIM: dalla modellazione alla gestione delle informazioni

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Nel BIM non basta inserire informazioni nel modello: bisogna poterle leggere, controllare e utilizzare. Scopri come gli abachi trasformano i dati del progetto in strumenti dinamici per documentazione, verifica e analisi.

Quando si parla di BIM, l’attenzione si concentra spesso sulla modellazione tridimensionale, sugli oggetti parametrici e sull’interoperabilità. Tutti aspetti fondamentali, ma c’è un passaggio altrettanto importante che rischia di essere sottovalutato: la capacità di leggere e interrogare le informazioni contenute nel modello.

Il modello BIM non è soltanto una rappresentazione digitale dell’edificio, ma il luogo nel quale geometria e informazioni convivono e si evolvono insieme, garantendo che il dato sia unico, strutturato e continuamente disponibile lungo tutto il ciclo di vita del progetto.
È proprio questa unicità del dato a rendere possibile uno dei principali vantaggi del BIM: un’informazione inserita e gestita correttamente nel modello può essere utilizzata in molteplici contesti, senza dover essere ogni volta ricopiata, reinterpretata o ricostruita.
Una modifica apportata a un elemento non dovrebbe quindi richiedere l’aggiornamento manuale di una serie di documenti indipendenti. Il dato deve poter seguire il progetto, alimentando viste, elaborati, analisi e documentazione.
È proprio in questo punto che entrano in gioco gli abachi.
Un abaco non è semplicemente una tabella che riporta un elenco di elementi. In un flusso BIM ben strutturato rappresenta una vera e propria interfaccia tra il modello e i suoi dati: consente di estrarre informazioni, organizzarle secondo criteri specifici, verificarne la coerenza e trasformarle in un contenuto immediatamente utilizzabile dal progettista.
In altre parole, se il modello BIM rappresenta il patrimonio informativo del progetto, l’abaco è uno degli strumenti attraverso cui quel patrimonio può essere interrogato e valorizzato.

 

Dal disegno alla lettura del modello

Nel metodo tradizionale molte informazioni vengono ricavate attraverso elaborazioni separate: si disegnano gli elementi, si compilano manualmente tabelle, si conteggiano quantità e si preparano elenchi destinati a essere aggiornati ogni volta che il progetto cambia. Il rischio è evidente: più documenti indipendenti significano più possibilità di introdurre errori, dimenticanze o informazioni non allineate.
Nel BIM il paradigma cambia: un elemento modellato non è soltanto una geometria. Un muro, una porta, una finestra, un solaio o un oggetto possono essere associati a proprietà, classificazioni, dimensioni, materiali e altre informazioni utili alla gestione del progetto.
L’abaco permette di interrogare direttamente queste informazioni, trasformandole in una rappresentazione tabellare dinamicamente collegata al modello.
Questo è il vero valore dell’abaco: non duplicare le informazioni, ma leggerle dove sono già state generate.

 

Perché gli abachi sono importanti nel processo BIM

L’utilità degli abachi emerge soprattutto quando il progetto cresce di complessità. Immaginiamo, ad esempio, di dover controllare tutti i serramenti presenti in un edificio. In un approccio tradizionale potremmo predisporre un elenco e aggiornarlo manualmente.
In un modello BIM, invece, possiamo costruire un abaco che restituisca automaticamente le informazioni necessarie: tipologia, dimensioni, piano, quantità e ulteriori proprietà associate agli elementi. Ogni volta che si inserisce un pilastro, si modifica la tipologia di una finestra o si riorganizza la destinazione d’uso di un vano, l’abaco recepisce la variazione e aggiorna immediatamente le informazioni correlate. 
La modifica del modello produce quindi una conseguenza importante: anche la lettura tabellare del progetto può evolvere insieme al modello.
Questo introduce almeno quattro vantaggi operativi:

    • controllo, perché possiamo verificare rapidamente ciò che è stato modellato;
    • coerenza, perché i dati provengono direttamente dagli elementi del progetto;
    • rapidità, perché non è necessario ricostruire manualmente le tabelle a ogni modifica;
    • riutilizzabilità, perché uno stesso schema (tipo) di abaco può diventare parte dello standard di lavoro dello studio.

L’abaco diventa così uno strumento che accompagna il progetto, e non un elaborato da produrre soltanto alla fine.

 

Non solo quantità: l’abaco come strumento di controllo

Uno degli equivoci più frequenti consiste nel considerare gli abachi esclusivamente come strumenti per ottenere quantità. Certamente possono essere utilizzati per contare porte, finestre, oggetti, superfici o altri elementi, ma limitarsi a questo significa sfruttarne soltanto una parte delle potenzialità.
Un abaco può diventare anche uno strumento di controllo informativo. Possiamo, ad esempio, utilizzarlo per individuare:

    • elementi privi di determinate informazioni;
    • oggetti appartenenti a una categoria o classificazione specifica;
    • elementi presenti su un determinato piano;
    • tipologie utilizzate nel progetto;
    • proprietà che devono essere verificate prima della consegna;
    • quantità e caratteristiche utili per successive elaborazioni.

Questa possibilità è particolarmente interessante in un flusso BIM perché consente di spostare una parte del controllo dal documento al modello.
Non ci limitiamo più a chiederci: “La tavola è corretta?”, bensì possiamo iniziare a chiederci: “Il modello contiene le informazioni corrette?”. La differenza è sostanziale.

 

Gli abachi come strumento di qualità del modello

Un modello BIM efficace non è necessariamente quello che contiene il maggior numero di informazioni, ma quello nel quale le informazioni presenti sono coerenti, strutturate e utilizzabili. Da questo punto di vista, l’abaco può essere considerato una sorta di “finestra diagnostica” sul modello. Se, per esempio, abbiamo definito una determinata proprietà che dovrebbe essere compilata per tutti gli elementi di una certa categoria, possiamo utilizzare un abaco per verificare rapidamente la situazione.
Lo stesso principio può essere applicato alle classificazioni, alle tipologie, agli identificativi e alle caratteristiche geometriche.  L’abaco diventa quindi parte di un processo di quality check informativo.
Questo approccio è particolarmente importante quando il modello deve essere utilizzato non solo per produrre elaborati grafici, ma anche per successive attività di computazione, analisi, coordinamento o scambio tramite IFC.
Un modello ben controllato a monte rende infatti più affidabili anche le elaborazioni che verranno effettuate a valle.

 

Il valore degli abachi in Blumatica BIM Modeler

In Blumatica BIM Modeler, l’abaco è concepito all’interno dello stesso ambiente nel quale viene costruito e gestito il modello informativo. La logica è quella di mantenere strettamente collegati elementi, proprietà e rappresentazione dei dati.
Gli abachi possono essere utilizzati per filtrare, ordinare e classificare le informazioni presenti nel modello, consentendo al professionista di costruire viste tabellari coerenti con le proprie esigenze operative. Come dicevamo, questo aspetto diventa particolarmente interessante quando l’abaco non viene considerato un semplice output finale, ma viene inserito nel flusso di lavoro quotidiano.
Possiamo infatti pensare a diverse famiglie di abachi, ciascuna con una specifica funzione:

    • Abachi per la documentazione
      Sono quelli più immediatamente riconoscibili: elenchi di porte, finestre, oggetti, ambienti e altri componenti del progetto.
      Servono a trasformare le informazioni del modello in contenuti leggibili e pronti per essere utilizzati nella documentazione.
    • Abachi per il controllo
      Sono pensati principalmente per il progettista. Il loro obiettivo non è necessariamente quello di essere inseriti in una tavola destinata al committente, ma quello di verificare che il modello sia stato costruito correttamente.
      Possono, ad esempio, diventare delle vere e proprie check list informative.
    • Abachi per quantità e analisi
      In questo caso l’obiettivo è ottenere quantità e dati utili alle successive attività del processo, come analisi economiche, computazioni o valutazioni progettuali.

 

L’abaco come tipo: perché conviene prepararlo prima

Un altro concetto importante è quello del template (ovvero del tipo). Se sappiamo che determinati controlli o determinati elenchi vengono utilizzati con frequenza, perché crearli da zero ogni volta? La logica del tipo nel BIM dovrebbe essere anche quella di predisporre in anticipo gli strumenti che fanno parte dello standard operativo dello studio.
In quest’ottica, insieme a librerie, oggetti, proprietà, viste, stili e tavole, anche gli abachi possono diventare parte integrante dell’ambiente di lavoro.
Il vantaggio non è soltanto risparmiare tempo nella fase iniziale di un nuovo progetto, infatti
un abaco standardizzato contribuisce anche a rendere standardizzato il modo in cui il team controlla il modello. Questo significa che due professionisti che lavorano sullo stesso progetto possono utilizzare gli stessi criteri di verifica e leggere le stesse informazioni secondo una logica condivisa. È un passaggio importante: lo standard non riguarda soltanto il modo in cui si modella, ma anche il modo in cui si controlla ciò che è stato modellato.

 

Figura 1 - Esempio di Abaco dei muri con Blumatica BIM Modeler
Figura 1 – Esempio di Abaco dei muri con Blumatica BIM Modeler

 

Abachi: dal dato all’informazione utile

In conclusione, in un progetto BIM, avere molti dati non significa necessariamente avere un modello efficace. Il vero valore emerge quando queste informazioni possono essere lette, organizzate e trasformate in contenuti utili alle decisioni.

È questo il ruolo degli abachi: offrire una lettura strutturata del progetto e rendere più semplice passare dal dato alla sua applicazione concreta, dalla verifica del modello alla produzione della documentazione.

Per questo rappresentano molto più di una semplice funzionalità di visualizzazione tabellare: sono uno strumento attraverso cui il patrimonio informativo del modello diventa realmente accessibile e operativo.

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Valentina Piermatteo

Senior R&D Engineer