Appalti pubblici oltre il milione: BIM obbligatorio dal 2025

Vito Donato Sabia20 Luglio 202210min6830
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Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili sancisce l’obbligatorietà dell’adozione della metodologia BIM per tutti gli appalti pubblici di importo superiore al milione di euro a partire dal 1° gennaio 2025

Con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 312 del 2 agosto 2021, emanato ai sensi dell’art. 48, comma 6 del Decreto Semplificazioni-bis e Governance PNRR, viene modificato il precedente decreto del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti n. 560 del 1° dicembre 2017.

Il suddetto decreto, introduce una diversa tempistica di introduzione dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione BIM per l’edilizia e le infrastrutture negli appalti pubblici e, in particolare, secondo quanto previsto dall’articolo 95 del Codice dei contratti pubblici D.L. n.50 del 18 aprile 2016, prevede la possibilità di assegnare punteggi premiali per le offerte che prevedono l’uso del BIM negli appalti pubblici.

Punteggi premiali BIM

Punteggi premiali BIMLe stazioni appaltanti, pertanto, possono introdurre nell’ambito dei criteri di aggiudicazione dell’offerta e nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 95 del medesimo codice, dei punteggi premiali per l’uso di metodi e strumenti elettronici specifici.

Nell’ambito di tali criteri possono rientrare, a titolo esemplificativo:

    1. proposte metodologiche per integrare gli aspetti di gestione del progetto con la gestione della modellazione informativa;
    2. proposte metodologiche per l’implementazione dell’offerta di gestione informativa e del piano di gestione informativa in relazione alle esigenze di cantierizzazione, anche con strumenti innovativi di realtà aumentata e di interconnessione tra le entità presenti in cantiere;
    3. proposte metodologiche volte a consentire un’analisi efficace dello studio, tra l’altro, di varianti migliorative e di mitigazione del rischio;
    4. proposte che consentano alla stazione appaltante di disporre di dati e informazioni utili per l’esercizio delle proprie funzioni ovvero per il mantenimento delle caratteristiche di interoperabilità dei modelli informativi;
    5. previsione di modalità digitali per la tracciabilità dei materiali e delle forniture e per la tracciabilità dei processi di produzione e montaggio, anche ai fini del controllo dei costi del ciclo di vita dell’opera;
    6. proposte volte ad utilizzare i metodi e gli strumenti elettronici per raggiungere obiettivi di sostenibilità ambientali anche attraverso i principi del green public procurement;
    7. previsione di strumenti digitali per aumentare il presidio di controllo sulla salute e sicurezza dei lavori e del personale coinvolto nell’esecuzione;
    8. previsione di modelli digitali che consentano di verificare l’andamento della progettazione e dei lavori e/o che consentano di mantenere sotto controllo costante le prestazioni del bene, compresi i sistemi di monitoraggio e sensoristica.

Ulteriori criteri premiali possono prevedere l’assegnazione di un punteggio aggiuntivo all’offerente che impieghi metodi e strumenti digitali che consentano alla stazione appaltante di monitorare, in tempo reale, l’avanzamento del cronoprogramma e dei costi dell’opera.

 

BIM: le nuove scadenze per gli appalti pubblici

Le nuove scadenze per gli appalti pubbliciRicordiamo che tra le varie modifiche apportate al decreto 560/2017, la più rilevante è quella relativa al calendario dell’obbligatorietà dell’adozione del BIM negli appalti pubblici.

Le disposizioni del DM 312/2021, in vigore il 3 agosto 2021, si applicano agli affidamenti i cui bandi o avvisi sono pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure i cui inviti a presentare le offerte o i preventivi sono inviati successivamente alla medesima data.

 

Di seguito proponiamo la tabella di riepilogo con i nuovi importi e le relative scadenze introdotte dal DM 312/2021.

Art.6 del DM 560/2017 – Tempi di introduzione obbligatoria dei metodi e strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture

1. Le stazioni appaltanti richiedono, in via obbligatoria, l’uso dei metodi e degli strumenti elettronici di cui all’articolo 23, comma 1, lettera h), del codice dei contratti pubblici secondo la seguente tempistica:

Tipologia di lavori Importo Data
Lavori Complessi ≥ 100 milioni di euro Dal 1° gennaio 2019
≥ 50 milioni di euro Dal 1° gennaio 2020
≥ 15 milioni di euro Dal 1° gennaio 2021
Per le opere di nuova costruzione ed interventi su costruzioni esistenti, fatta eccezione per le opere di ordinaria manutenzione di importo a base di gara pari o superiore a 15 milioni di euro.  

≥ 15 milioni di euro

 

≥ 5,382 milioni di euro

Dal 1° gennaio 2022
Per le opere di nuova costruzione, ed interventi su costruzioni esistenti, fatta eccezione per le opere di ordinaria e straordinaria manutenzione di importo a base di gara pari o superiore alla soglia di cui all’articolo 35 del codice dei contratti pubblici (euro 5.382.000 per gli appalti pubblici di lavori e per le concessioni).

≥ 5,382 milioni di euro

 

≥ 1 milione di euro

Dal 1° gennaio 2023
Per le opere di nuova costruzione, ed interventi su costruzioni esistenti, fatta eccezione per le opere di ordinaria e straordinaria manutenzione di importo a base di gara pari o superiore a 1 milione di euro.

≥ 1 milione di euro

 

≤ 1 milione di euro

Dal 1° gennaio 2025

*Modifiche apportate dal DM 312/2021

*DM 560/2017

 

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Vito Donato Sabia

R&S Area Progettazione


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