Caldaia e split in diversi vani: quante zone termiche considerare?

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In quante zone termiche va suddivisa l’unità immobiliare? Vediamo cosa dice la normativa (UNI/TS 11300) e facciamo alcuni esempi pratici.

Durante la redazione di un Attestato di Prestazione Energetica (APE), una delle situazioni che più frequentemente ci si trova ad affrontare è la presenza di un impianto combinato di riscaldamento e acqua calda sanitaria (ovvero una comunissima caldaia) e la presenza di uno più condizionatori (mono o multi-split) installati in diversi vani dell’unità immobiliare.

In questi casi, le domande che ci poniamo sono: “come faccio a rappresentare fedelmente tale situazione all’interno del software che utilizzo?” e soprattutto “in quante zone termiche devo suddividere l’unità immobiliare?” 

Iniziamo con qualche cenno sulla normativa.

La UNI/TS 11300-1 definisce la zona termica nel seguente modo:

Parte dell’ambiente climatizzato mantenuto a temperatura (ed eventualmente umidità) uniforme attraverso lo stesso impianto di climatizzazione. In linea generale ogni porzione di edificio, climatizzata ad una determinata temperatura con identiche modalità di regolazione, costituisce una zona termica.

Nel caso di prescrizione legislativa è possibile la suddivisione in funzione della destinazione d’uso e per unità immobiliare.

La zonizzazione non è richiesta se si verificano contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • Le temperature interne di regolazione per il riscaldamento differiscono di non oltre 4 K
  • Gli ambienti non sono raffrescati o comunque le temperature interne di regolazione per il raffrescamento differiscono di non oltre 4 K
  • Gli ambienti sono serviti dallo stesso impianto di climatizzazione
  • Se vi è un impianto di ventilazione meccanica, almeno l’80% dell’area climatizzata è servita dallo stesso impianto di ventilazione con tassi di ventilazione nei diversi ambienti che non differiscono di un fattore maggiore di 4
  • Se vi è il controllo dell’umidità, le umidità relative interne di regolazione differiscono di non oltre 20 punti percentuali.

È possibile che la zonizzazione relativa al riscaldamento differisca da quella relativa al raffrescamento.”

Facciamo un esempio per rafforzare tale definizione.

Villetta due piani con radiatori, termocamino e caldaia

Terminali Emissione: Radiatori

Riscaldamento Piano 1: Termocamino

Riscaldamento Piano 2: Caldaia

Acqua calda villetta: Caldaia

Raffrescamento: Assente

2 ZONE TERMICHE
Zona 1 – Piano 1 Zona 2  Piano 2

Pertanto, in base a quanto riportato dalla normativa, nel caso in cui siano presenti degli split all’interno di alcuni ambienti dell’unità immobiliare, occorrerebbe suddividere l’immobile in zone termiche differenti in modo da calcolare correttamente la prestazione energetica.

 

Facciamo qualche esempio:

Esempio 1: Appartamento con radiatori, caldaia e 2 mono-split

Appartamento con radiatori, caldaia e 2 mono-split Terminali Emissione: Radiatori in ogni vano

Caldaia: Riscaldamento e ACS appartamento

Split 1: Riscaldamento e raffrescamento Soggiorno

Split 2: Riscaldamento e raffrescamento Letto Matrimoniale

 

3 ZONE TERMICHE
Zona 1 – Letto matrimoniale Zona 2 – Soggiorno Zona 3 – Tutti gli altri ambienti

 

Esempio 2: Appartamento con radiatori, caldaia e 3 split (1 mono e 1 dual)

 

Appartamento con radiatori, caldaia e 3 split (1 mono e 1 dual) Terminali Emissione: Radiatori in ogni vano

Caldaia: riscaldamento e ACS appartamento Mono

Split 1: Riscaldamento e raffrescamento Soggiorno

Dual-Split 2: Riscaldamento e raffrescamento Letto Matrimoniale e Letto  

3 ZONE TERMICHE
Zona 1 – Letto matrimoniale e Letto Zona 2 – Soggiorno Zona 3 Tutti gli altri ambienti

 

Dividere in zone termiche un’unità immobiliare, ovviamente, rende complessa anche quella che all’apparenza sembrerebbe la più semplice certificazione energetica!

Infatti, come previsto dalla normativa (UNI/TS 11300), per ciascuna zona termica occorre definire una notevole mole di dati:

  • Geometria (superfici e volumi, lordi e netti)
  • Componenti disperdenti (opachi e trasparenti)
  • Destinazione d’uso, da cui dipendono tanti altri valori quali gli apporti interni dovuti a persone ed apparecchiature, le condizioni termoigrometriche interne (temperatura e umidità, di riscaldamento e raffrescamento)
  • Tipo di ventilazione e relative portate
  • Tipologia di sottosistemi (emissione, regolazione e distribuzione) dell’impianto di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria.

Per risolvere tale problema, in Blumatica Energy è stata implementata una funzionalità per gestire singoli “generatori” installati all’interno di singoli vani, considerando un’unica zona termica.

Ciò consente, infatti, di snellire il lavoro del tecnico certificatore ma, soprattutto, di riuscire a rappresentare ancora più fedelmente la situazione impiantistica all’interno del software, evitando errori o risultati non coerenti con il comportamento reale dell’edificio.

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste questa funzionalità.

Punto di forza di Blumatica Energy è sempre stata la rivoluzionaria gestione degli impianti che consente di definire in maniera puntuale i generatori. In particolare, per ciascun generatore, era possibile definire il servizio energetico soddisfatto (es. riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria, combinato) e le zone termiche servite.

Ad esempio, volendo riprendere la situazione impiantistica riportata nell’“Esempio 1”, in Blumatica Energy era necessario definire 3 zone termiche e, quindi, definire per ciascun generatore (i 2 split e la caldaia) il servizio energetico soddisfatto e le zone servite ottenendo la seguente situazione:

3 zone termiche

Altra grande potenzialità del software è quella di definire, ad esempio nel caso di servizio combinato (riscaldamento + ACS), se per ciascuna zona termica fossero soddisfatti o meno entrambi i servizi. Ad esempio, considerando la situazione rappresentata nell’immagine precedente, si potrebbe gestire con un semplice click il caso in cui la caldaia combinata soddisfi solo per la “Zona termica 3” solo il servizio di ACS e non quello di riscaldamento.

Grazie alla nuova funzionalità, invece, il tecnico può scegliere come zona termica servita da ogni generatore anche il singolo “AMBIENTE”!

Ciò significa che nella situazione considerata (Esempio 1), il tecnico può definire all’interno del software 1 sola zona termica, evitando tutte le difficoltà e perdite di tempo connesse alla creazione di 3 zone.

Esempio 1: Appartamento con radiatori, caldaia e 2 mono-split

 

 Appartamento con radiatori, caldaia e 2 mono-split Terminali Emissione: Radiatori in ogni vano

Caldaia: riscaldamento e ACS appartamento

Split 1: Riscaldamento e raffrescamento Soggiorno

Split 2: Riscaldamento e raffrescamento Letto Matrimoniale

 

 zone termiche

Nuova Funzionalità

1 SOLA ZONA TERMICA
Split 1 Letto matrimoniale Split 2 Soggiorno Caldaia Tutti gli ambienti
zona termica - letto matrimoniale zona termica soggiorno zona termica - tutti gli ambienti

Con le stesse modalità appena descritte, è possibile sfruttare questa nuova funzionalità per qualsiasi tipologia di impianti/generatori presenti all’interno dell’edificio quali ad esempio termocamini, stufe, ecc. (in particolar modo nel caso in cui si stia redigendo una diagnosi energetica).

Scopri maggiori dettagli sul software Blumatica Energy

 

Luca Cocozza

R&S Area Energia


  • Isabella Iannello

    10 Dicembre 2018 at 08:17

    Molto interessante !!!! Questa funzionalità risolve molteplici difficoltà in cui ho incappato.
    Volevo sapere se il blumatica energy che ho è stato aggiornato con questa funzione…penso di si??!

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      10 Dicembre 2018 at 09:24

      Salve,

      molti dei contenuti riportati in questo articolo sono desunti direttamente dai SAAT del software, presenti in ogni schermata dell’applicativo.

      I nuovi contenuti sono ovviamente trattati all’interno dei nostri redazionali e saranno quanto prima integrati anche all’interno dei SAAT in modo da averli sempre a portata di mano durante l’utilizzo del software.

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  • Marina Paletti

    12 Marzo 2019 at 17:54

    Articolo molto interessante, però mi sorge una domanda: Per definire i singoli ambienti dell’appartamento (cucina, letto, etc. etc.) sul software bisogna censire la zona termica con la funzione “multi ambiente (legge 10)” anche per redigere un A.P.E.? Non trovo tutorial sul web per questa nuova funzione, quindi non so come utilizzarla. Grazie!

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      13 Marzo 2019 at 12:09

      Salve,
      Sì, per sfruttare appieno la funzionalità dovrà effettuare il censimento multiambiente (vano per vano).
      Consideri che indistintamente dal tipo di valutazione energetica (APE o Legge 10) che deve effettuare, può decidere quale metodologia di censimento utilizzare (come ambiente unico o multi ambiente ).

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  • gabriele ferro

    24 Marzo 2019 at 22:59

    Ma nel caso si usi tale approccio, il software interpreta come volume raffrescato solo quello degli ambienti selezionati, anche se nell’ape riporta tutto il volume dell’immobile ?

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  • Matteo

    7 Maggio 2019 at 17:49

    Scusate, ma il vantaggio sarebbe solamente quello di evitare il calcolo della S lorda e del V lordo delle altre due zone termiche? O sbaglio? Perché comunque per ogni singolo ambiente è richiesto il calcolo della S netta e del V netto (8 in questo caso) e dei vari componenti. Grazie

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      8 Maggio 2019 at 12:49

      Salve,

      consideri che nel calcolo la zona termica è l’“elemento” fondamentale in quanto, anche se i componenti e superficie/volume netto è definito sui singoli ambienti, il tutto viene comunque comunque raggruppato sotto la zona termica a cui appartengono.

      Infatti, la maggior parte delle informazioni all’interno dei software sono richieste sulle zone termiche, ad esempio: condizioni di progetto (temperature e umidità), destinazione d’uso, capacità termica, tipologia impiantistica (riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria), ecc.

      Quindi il non dividere in più zone termiche consente di ottenere un notevole risparmio di tempo.

      Inoltre, consideri che una divisione errata in zone termiche può comportare anche ad avere una valutazione poco corretta di alcuni parametri. Ad esempio consideriamo il fabbisogno di acqua calda sanitaria per gli edifici residenziali (es. appartamento): tale parametro è calcolato rispetto alla superficie netta di tutto l’appartamento e non delle singole zone termiche che lo compongono (rif. Paragrafo 7.1.2 UN/TS 11300-2) . Pertanto, se per particolari esigenze è costretto a dividere quell’appartamento in diverse zone termiche, dopo dovrà comunque riaggregarle in un’unica zona (almeno per il servizio di acqua calda sanitaria), altrimenti il calcolo di tale fabbisogno sarebbe errato!

      Oltre ad aspetti normativi e di calcolo (come riportato nell’esempio appena esposto), consideri, inoltre, che il riuscire a gestire puntualmente per ciascun generatore quali ambienti riesce a servire, consente di velocizzare notevolmente l’input all’interno del software.

      Nel caso volesse conoscere ulteriori dettagli, non esiti a contattare il nostro settore assistenza, che sarà lieto di fornirle tutte i chiarimenti del caso https://www.blumatica.it/supporto/assistenza-base/

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      • Giovanni

        1 Ottobre 2020 at 14:41

        Buongiorno, vorrei un chiarimento. Se utilizzo questa funzione in cui vado ad indicare vani con presenza di riscaldamento con caldaia e split, tutti i rendimenti di emissione , regolazione e distribuzione a quale dei due sistemi vanno riferiti? A quello prevalente della zona termica?

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        • Ufficio Stampa

          1 Ottobre 2020 at 15:27

          Salve,
          in casistiche come quella illustrata, può tranquillamente riferire le caratteristiche dei diversi sottosistemi (emissione, regolazione, distribuzione) al sistema impiantistico prevalente (inteso anche in termini di perdite), ovvero la caldaia.
          Consideri, infatti, che i sottosistemi dei condizionatori hanno delle perdite irrilevanti: inoltre, le eventuali perdite di “distribuzione” dovute magari ad una eccessiva distanza tra l’unità esterna ed interna, viene tenuta in considerazione con gli specifici campi editati direttamente sul generatore.
          Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
          Cordiali saluti.

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  • Antonino

    21 Agosto 2019 at 16:49

    mi chiedo perchè avendo una sola porzione di superficie raffrescata, nell’APE viene riportata la superficie -ed anche il volume- dell’intera unità immobiliare trattata

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      26 Agosto 2019 at 14:14

      Salve,

      i valori di superficie e volume raffrescato riportati sull’APE derivano dall’associazione centrale termica – zona termica.

      Pertanto, se nel progetto è stata inserita una sola zona termica con la presenza del servizio di raffrescamento, il software considererà la superficie/volume raffrescato di tutta l’unità immobiliare.

      Nel caso in cui si voglia calcolare la singola porzione di superficie/volume, occorre separare l’unità immobiliare in due zone termiche diverse.

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      • Carla

        25 Settembre 2020 at 04:45

        Mi riallaccio per chiedere, nel caso di un appartamento con un solo split in una camera e un boiler elettrico da 80 lt, alla luce del nuovo decreto, come sia corretto procedere. grazie

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        • Ufficio Stampa Blumatica

          28 Settembre 2020 at 16:06

          Salve,
          per il mero calcolo energetico è possibile considerare in questi casi una sola zona termica, la quale poi sarà associata ai due generatori: split per riscaldamento e scaldacqua elettrico per l’acqua calda sanitaria.
          Ovviamente, occorre fare una precisazione alla luce del Superbonus che presuppone la presenza di un impianto termico nell’unità immobiliare: come precisato dall’ENEA (nella FAQ 9.D), anche se il condizionatore, in quanto generatore “fisso”, potrebbe considerarsi come impianto, siccome non consente di coprire tutto il fabbisogno invernale (essendo installato in un solo vano rispetto ad es. 4-5 ambienti effettivamente presenti nell’unità), non può rappresentare in questo caso un vero e proprio impianto termico (almeno per come inteso nel Superbonus).

          Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
          Cordiali saluti

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          • Andreuzza Giovanni

            1 Ottobre 2020 at 14:08

            Buongiorno, approfitto del post per rilanciare su questo argomento interessante e direi quantomeno fondamentale per noi tecnici. Se interpreto bene la risposta, si intendono conformi ad accedere al superbonus 110% i soli immobili che presentano una pompa di calore ad epansione diretta di potenza adeguata a soddisfare tutte l’intero fabbisogno e con presenza di uno split in tutti i vani costituenti l’unità?
            A questo punto mi sorge un’altra domanda: come comportarsi conmoltissime abitazioni dotate di caminetti, stufe a legna/ termocucine per le quali la nuova definizione di impianto termico a fatto venire meno anche il limite di potenza per considerali impianti?

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            • Ufficio Stampa Blumatica

              1 Ottobre 2020 at 15:23

              Salve,
              in virtù della nuova definizione introdotta dal D. Lgs. 48, può essere considerato impianto termico qualsiasi impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva. Pertanto, possono essere considerati quanto tali anche i condizionatori/split, camini, stufe (ovviamente fisse).
              Tuttavia, secondo anche le indicazioni fornite da ENEA, non è detto che se all’interno di un’unità immobiliare (costituita da n-vani) sia installato un unico split o stufa, questa possa considerarsi climatizzata. Infatti, ENEA precisa che deve essere il tecnico ad effettuare una specifica valutazione, considerando il reale contributo che tale sistema riesce a dare sul soddisfacimento dei fabbisogni invernali dell’intera unità.
              Ad esempio: se lo split/camino (essendo installato in un unico vano) riesce a soddisfare solo parzialmente il fabbisogno di tutta l’unità immobile, allora quest’ultima non può essere considerata dotata di impianto (o meglio totalmente climatizzata) e di conseguenza non potrà beneficiare delle detrazioni fiscali.
              Si precisa che, non essendoci ancora pubblicate dei chiarimenti ufficiali, questa risulta una nostra interpretazione, frutto di diversi chiarimenti richiesti direttamente ai diversi enti preposti (ENEA, Agenzia delle Entrate).
              Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
              Cordiali saluti.

              Commenta

              • Giuseppe

                26 Febbraio 2021 at 15:45

                Salve, secondo Il D.LGS 48 qualsiasi stufa o radiatore fisso è assimilabile ad un impianto ,; nel caso in cui in un appartamento ho dei termoconvettori elettrici installati a parete in ogni vano , come li gestisco in Blumatica energy? Posso assimilarli a delle pompe di calore in assorbimento con rendimento 1?

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                • Alessio

                  12 Novembre 2021 at 16:34

                  Sono nella stessa situazione
                  Come potremmo risolvere?
                  Grazie

                  Commenta

                  • Ufficio Blumatica

                    15 Novembre 2021 at 09:14

                    Salve,

                    questa tipologia di “impianti” può essere schematizzata mediante l’opzione “Generatori elettrici (a effetto Joule)” che il software propone durante l’inserimento dei generatori.

                    Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
                    Cordiali saluti

                    Commenta

  • pamela

    2 Settembre 2020 at 15:37

    Nel primo caso “villetta a due piani”, dobbiamo definire 2 zone termiche. Come ci comportiamo con i componenti comuni, esempio solaio interpiano? va definito una sola volta o lo assegniamo sia alla zona 1 che alla zona 2?

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      7 Settembre 2020 at 12:41

      Salve,
      i componenti di separazione tra due locali climatizzati, seppur non influenzano direttamente le dispersioni del locale, vanno censiti in entrambe le zone termiche in quanto influiscono nel calcolo della capacità termica di ciascuna zona.
      Nel caso in cui stia procedendo con il censimento mediante il CAD, le basterà semplicemente selezionare il componente (parete o solaio) ed indicare come confine l’opzione “Ambiente climatizzato generico”. Se invece sta procedendo con il censimento “tabellare”, le basterà semplicemente inserire tale componente come “partizione”.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

      Commenta

  • Marco

    18 Settembre 2020 at 10:46

    Salve,
    c’è un modo per dire al software che la stessa pompa di calore per il riscaldamento gestisce anche il raffrescamento? (Casa singola, senza split ma con distribuzione aria tramite condotte e bocchette a soffitto).

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      21 Settembre 2020 at 09:08

      Salve,
      al momento per poter gestire una pompa di calore che consente di soddisfare sia il fabbisogno invernale che estivo è necessario inserire 2 centrali termiche (una per ogni servizio energetico). Ciò è dovuto, purtroppo, al disallineamento delle UNI/TS 11300 parte 3 e 4.
      Tuttavia, anche se tale gestione garantisce un correttezza dei risultati di calcolo, stiamo già provvedendo ad integrare delle nuove funzionalità nel software (per via anche del nuovo aggiornamento normativo che si avrà per fine anno), in modo da consentire una gestione più snella di tali situazioni.
      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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      • Denis

        19 Luglio 2021 at 15:33

        Buonasera, avete risolto la problematica relativa ai generatori a pompa di calore che fungono sia da riscaldamento che da raffrescamento?
        Grazie
        Cordiali Saluti

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        • Ufficio Stampa Blumatica

          19 Luglio 2021 at 17:34

          Salve,

          non ci risulta nessuna problematica: in particolare, siccome le norme di riferimento UNI/TS 11300 parte 3 (raffrescamento) e parte 4 (riscaldamento) sono state emanate in momenti differenti (seguendo anche procedure di calcolo diverse), nel software abbiamo preferito tenere separati i due servizi.
          Pertanto, per inserire una pompa di calore che serve sia per riscaldamento che per raffrescamento, occorre inserire due centrali termiche con i relativi servizi, riscaldamento (ed eventuale produzione di acqua calda sanitaria) e raffrescamento.

          Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
          Cordiali saluti.

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  • Andrea

    22 Ottobre 2020 at 17:33

    Salve,
    Mi trovo nel caso di una villetta a 2 piani.
    Il servizio Acs al piano primo e al piano terra è costituito da due distinti boiler elettrici.
    Il riscaldamento è costituito da diversi monosplit presenti in ogni vano sia del sia del piano terra che del piano primo, (tranne che nei corridoi e nei bagni).
    Io ho provato 2 soluzioni.
    Soluzione 1 – senza zoonizzazione. (tipo Ape)
    Ho creato 2 zone termiche : piano terra (come ambiente unico)
    e piano secondo (sempre come ambiente unico)
    Poi ho creato 2 centrali termiche, una per il piano terra e una per il piano primo.
    Centrale termica 1 – ho aggiunto in successione tutti i condizionatori a pompa di calore a servizio del piano terra;
    Centrale termica 2 – ho aggiunto in successione tutti i condizionatori a pompa di calore a servizio del piano primo.

    Soluzione 2 – con zoonizzazione (tipo legge10)
    Ho creato sempre due zone termiche (piano terra e primo)
    Poi ho creato tante centrali termiche quanti sono gli split (6) assegnando di volta di volta il singolo split al singolo vano. Così facendo però vengono esclusi i corridoi e i bagni.
    I valori delle due soluzioni vengono completamente diversi.
    Qual è la soluzione più corretta in questi casi?

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      27 Ottobre 2020 at 10:33

      Salve,

      per poterle dare una risposta più completa ci occorrerebbe visionare il file di lavoro. Tuttavia, in linea generale la soluzione più corretta è la seconda. In questo caso però faccia attenzione a non lasciare ambienti non serviti da nessuna centrale: infatti, in base anche a quanto riportato sulla UNI/TS 11300 nel caso in cui ci siano all’interno della zona termica locali (con dimensioni ridotte rispetto a tutto il resto dell’unità: es ripostiglio, bagno, ecc.) non serviti dall’impianto, questi possono essere comunque considerati climatizzati. Pertanto le consigliamo di associare tali vani comunque ad una delle centrali termiche.

      La differenza di risultati, inoltre, potrebbe dipendere dal fatto che nella soluzione 1, i generatori sono stati disposti in serie (e non in parallelo), e quindi i generatori funzionano sempre i massimi fattori di carico. Pertanto, nel caso volesse adottare la 1° soluzione, le consigliamo comunque di disporre i generatori in parallelo in modo che il software in automatico ripartisca il carico su ogni macchina (in base alla propria potenza nominale) ed effettui un calcolo più veritiero.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

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  • Antonio

    12 Dicembre 2020 at 15:09

    Buongiorno, nel caso di una villetta con piano interrato garage e due piani superiori zona notte e zona giorno, ma con scala interna posta al centro della villetta e non sulla parete esterna, come faccio a creare l’involucro delle pareti e della soletta della scala che mi ricadono al centro dell’abitazione? Logicamente quel vano scala è un locale non riscaldato e confina su tutti i lati con l’ambiente climatizzato. Grazie

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      15 Dicembre 2020 at 13:31

      Salve,
      premesso che la UNI/TS 11300 consente di includere nella zona termica anche piccole porzioni dell’unità non riscaldata, nel caso in cui volesse scartare tale ambiente può tranquillamente censire la zona termica disegnando una polilinea che raggiri tale locale.
      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti

      Commenta

  • Giuseppe Assennato

    17 Dicembre 2020 at 18:30

    Salve,
    mi riaggancio al vano scala interno all’appartamento. Disegnando una polilinea che raggira il vano scala, come da voi suggerito, quando censisco come ambente unico tutto il piano il software considera per intero tutta la superficie incluso il vano scala centrale racchiuso dalla polilinea. Sono quindi a chiedere qual è la corretta procedura.

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      23 Dicembre 2020 at 17:59

      Salve,

      le confermiamo che raggirare il vano scala risulta la soluzione migliore per scomputare tale vano.

      Per risolvere agevolmente tale situazione le consigliamo di contattare il nostro settore assistenza, aprendo un ticket anche direttamente dal software.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti

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  • Luca Boscaino

    20 Dicembre 2020 at 14:07

    Salve,
    nel caso di ristrutturazione importante di II livello, ho notato che è possibile selezionare come sottotipologia solo due opzioni, vale a dire ristrutturazione oppure nessun intervento sugli impianti. Vi chiedo come mai non sia contemplata una terza casistica, vale a dire una mera sostituzione del generatore. La domanda si rifà al caso pratico in cui affrontiamo una ristrutturazione importante di II livello (incidenza > 25% della superficie disperdente lorda) e nessuna ristrutturazione di impianto ma soltanto, appunto, una sostituzione del generatore. Molte grazie per il chiarimento.

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      23 Dicembre 2020 at 18:00

      Salve,

      nel caso di mera sostituzione del generatore di calore, le basterà semplicemente indicare come sub finalità di intervento “nessun intervento sugli impianti” e attivare il check “Oggetto di intervento” direttamente sul generatore.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti

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  • Manuel Sammarco

    12 Gennaio 2021 at 16:20

    Nel caso in cui alcuni ambienti sono riscaldati con una caldaia (terminali di emissione termosifoni), mentre altri sono riscaldati e raffrescati con una una PDC (terminali emissione fancoil) sono costretto a censire più zone termiche. Così facendo i muri di confine delle zone termiche li devo impostare come confinanti con l’ambiente climatizzato adiacente. Tuttavia facendo una prova, ed impostando i muri come confinanti con zona climatizzata generica, mi ritrovo un calcolo della potenza invernale diverso. Quindi presumo che impostando un muro confinante con ambiente climatizzato mi vada a calcolare delle dispersioni anche in inverno. Mi sarei invece aspettato per il carico termico invernale di ritrovare la stessa potenza termica nei due casi, visto che gli ambienti vengono climatizzati in maniera diversa solo in estate.

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      13 Gennaio 2021 at 10:58

      Salve,

      per gestire tali situazioni è corretto dividere l’unità in due zone termiche in modo da associare i diversi impianti termici.

      Impostando il confine delle pareti di separazione tra le zone termiche come “confinante con ambiente non climatizzato generico”, il software interpreta in automatico tali componenti come non disperdenti e pertanto non incidono sulla potenza termica di progetto, ma solo sul calcolo della capacità termica interna.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

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  • Giuseppe

    25 Gennaio 2021 at 18:40

    Salve, avrei due domande.
    1. Questa funzionalità posso utilizzarla anche se ho definito l’involucro con CAD Energy? Ho fatto un modello con CAD Energy, definendo ZT e Ambienti in modalità “legge 10”, ma al momento di aggiungere le zone servite posso selezionare solo zone termiche e non singoli ambienti.
    2. Nel caso in cui avessi una zona termica servita da caldaia (combinata) con terminali di emissione radiatori + camino a pellet con emissione bocchette (canalizzato – diretto), come posso fare? Noto che il software nella definizione dei servizi presenti nella singola zona termica mi dà la possibilità di definire una sola configurazione impiantistica per ogni servizio. Mi sfugge qualcosa a livello normativo? Chiedo scusa ma sono un neofita.

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      27 Gennaio 2021 at 16:18

      Salve,

      se ha effettuato il censimento delle zone termiche/ambienti tramite il CAD, può tranquillamente selezionare sulla centrale termica singoli ambienti. Tale funzionalità, tuttavia, risulta inibita solo nel caso di centrali termiche che producono esclusivamente ACS o nel caso di redazione APE per un edificio sito in Lombardia, in quanto il motore CENED non consente di gestire tali configurazioni.

      In merito alla seconda casistica illustrata, può tranquillamente indicare sulla zona termica come terminali i radiatori, essendo sicuramente il sistema prevalente con le maggiori dispersioni.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti

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      • Giuseppe

        2 Febbraio 2021 at 21:20

        Buonasera, vi ringrazio per la precisa risposta. Sul primo punto tutto ok, il problema era proprio dovuto al fatto che l’immobile si trova in Lombardia.
        Torno sul secondo punto e faccio un esempio (lato progettista) per capire se mi è chiaro: intervento di superbonus in cui tra gli interventi trainati volessi installare un termocamino a pellet da canalizzare, nonostante tutti gli ambienti abbiano i radiatori. Mi troverei almeno una zona termica con due sistemi: caldaia-radiatori (risc+ACS) + termocamino-canalizzato (solo risc). Nella definizione di zona termica indico radiatori (a favore di sicurezza perché con dispersioni maggiori) e poi su “Dati impianti” inserisco due differenti Centrali Termiche? Ovviamente nella centrale con la biomassa su “Tipologia generatore” indicherei fludio aria e tipologia generatore caminetto. Scusate se mi sono dilungato. Grazie

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        • Ufficio Stampa Blumatica

          3 Febbraio 2021 at 09:42

          Salve,
          le confermiamo che la procedura da lei illustrata è corretta: sulle zone inserisce come terminali i radiatori e distribuzione “aria e acqua”, mentre in dati impianto inserirà due centrali termiche diverse, una per ogni generatore, dato che questi ricoprono servizi energetici differenti.

          Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
          Cordiali saluti

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          • Giuseppe

            12 Febbraio 2021 at 22:00

            Buonasera, nel caso di canalizzato tutto ok, ho compreso la procedura ed inserendo opportuni valori dei condotti e dei ventilatori funziona tutto benissimo. Ora avrei un’altra domanda, per un caso simile: stessa configurazione precedente, dove anziché avere una biomassa canalizzata ne abbiamo una non canalizzata (senza ventilatori e ausiliari elettrici, bivalente con quota rinnovabili 30% come da norma UNI TS 11300-4 e con potenza 17 kW), mentre la caldaia è a servizio di tutti gli ambienti. Quindi ho almeno un ambiente servito sia dalla centrale termica contenente la biomassa che dalla centrale termica contenente la caldaia. Come posso modellare tale configurazione? Se in “distribuzione” indico “aria e acqua” e non inserisco dati relativi alle canalizzazioni i risultati non variano, quindi deduco non sia la configurazione corretta. Noto invece che invertendo la priorità delle centrali termiche ho un effetto migliorativo sulla prestazione energetica. E’ la procedura corretta? In un caso del genere bisogna indicare la biomassa come prioritaria? O diversamente, non ci sono variazioni nei risultati proprio perché la centrale termica a biomassa è secondaria in presenza di un impianto “principale” e quindi è giusto così?

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            • Ufficio Stampa Blumatica

              16 Febbraio 2021 at 12:30

              Salve,

              in base alla UNI/TS 11300 le perdite della distribuzione aeraulica sono calcolate sempre in maniera analitica in funzione delle caratteristiche dei diversi canali: quindi se non sono presenti canali le perdite saranno pari a 0.

              Nel suo caso può indicare lato zona termica la presenza solo di una distribuzione idronica; lato centrale può decidere tranquillamente anche lei la priorità tra i generatori inserendo due centrali termiche differenti (una per la caldaia e una per la biomassa) e agire sull’ordine di quest’ultime sull’albero. Consideri che se posiziona per prima la centrale della caldaia, molto probabilmente la biomassa non entrerà mai in funzione!

              Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
              Cordiali saluti.

              Commenta

  • Domenico

    15 Febbraio 2021 at 21:25

    Ho un problema con l’inserimento di un sistema ibrido utilizzato per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda. Ho inserisco una prima zona termica con servizio riscaldamento e acs, seconda zona termica per raffrescamento. il risultato è uno spropositato consumo di energia elettrica annuo che supera di gran lunga la produzione di energia del fotovoltaico (impianto da 5,7Kw). Dove sbaglio? dato che ho controllato decine di volte i dati inseriti per le macchine e sono corretti!!!

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      16 Febbraio 2021 at 12:26

      Salve,

      purtroppo, per suggerirle in maniera precisa la soluzione da adottare sarebbe necessario visionare il suo progetto.
      Ad ogni modo, può contattare il nostro settore assistenza (aprendo un ticket anche direttamente dal software).

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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  • Gigi

    20 Febbraio 2021 at 12:02

    Buongiorno, se nel caso in esempio il corridoio non fosse riscaldato direttamente in quanto non ci sarebbero terminali di emissione, come dovrei censirlo?

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      22 Febbraio 2021 at 17:48

      Salve,

      in un’unita immobiliare esistono frequentemente vani non dotati di terminali e quindi non riscaldati (es. corridoio, ripostiglio, ecc.). Tuttavia, nel caso in cui il volume di tali ambienti sia inferiore del 10% del volume complessivo dell’unità, possono essere anch’essi assunti come climatizzati.

      Nel caso in cui si dovesse eccedere tale percentuale, è necessario dividere in due zone termiche l’unità immobiliare, assumendo una zona come climatizzata (quindi dotata di impianto reale) l’altra non climatizza (in cui viene assunto l’impianto di riferimento previsto dalle linee guida per la certificazione energetica).

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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  • Giuseppe

    26 Febbraio 2021 at 15:38

    Salve, mi trovo nella situazione di valutare un appartamento in cui sono installati in tutti i vani radiatori elettrici . Come inserisco questa tipologia di impianto in Blumatica Energy?

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      1 Marzo 2021 at 17:47

      Salve,

      la normativa (UNI/TS 11300) non contempla questa tipologia di generatori, pertanto, nel suo caso dovrà procedere per analogia, inserendo come generatore una caldaia (scegliendo come metodo di calcolo “rendimenti precalcolati”) con combustibile energia elettrica.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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  • Giuseppe Ciavarella

    21 Marzo 2021 at 17:01

    Buongiorno. Espongo il quesito d’esempio molto banale (ma non troppo). Appartamento 60 mq calpestabili, riscaldamento+ACS con caldaia tradizionale quindi superficie riscaldata 60mq. Nel soggiorno c’è uno split solo per raffrescamento. Il soggiorno è 16mq calpestabili. Quando esporto il mio file in .xml e lo carico sul portale SACE dell’emilia romagna, mi considera 60mq di superficie raffrescata anzichè 16mq. Non capisco se è un problema del software o mio. Io ho creato due zone climatiche come suggerito da quest’articolo in particolare nel giorno (26 Agosto 2019 at 14:14 dal vostro ufficio stampa). Grazie per l’eventuale risposta.

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      22 Marzo 2021 at 16:28

      Salve,

      purtroppo, per questo tipo di problematiche è necessario visualizzare il file di lavoro. Pertanto, la invitiamo a contattare direttamente il nostro settore assistenza aprendo un ticket anche direttamente dal software.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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  • maurizio

    18 Aprile 2021 at 16:30

    Salve, mi trovo a dover redigere l’ape pre di una villetta su due piani. Al piano terra è presente un garage non riscaldato e comunicante con porta interna alla zona giorno dell’abitazione. In che modo censisco il piano terra? Devo contornare con polilinea l’intero perimetro del fabbricato compreso i muri esterni relativi al garage ovvero devo escludere il garage dal perimetro considerando le pareti interne, a questo punto perimetrali, confinanti con un vano non riscaldato? La porta di comunicazione la devo considerare esterna?
    Grazie.

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      21 Aprile 2021 at 17:39

      Salve,

      essendo il garage un locale non riscaldato, durante il censimento della zona termica del piano terra dovrà escludere tale porzione. In particolare, per i componenti (pareti e porta) confinanti con il vano scala potrà indicare come confine uno degli ambienti non riscaldati semplificati previsti dalla UNI/TS 11300-1 (suggeriti dal menu a tendina del software) oppure, può procedere con il censimento del garage in maniera analitica come una “zona non climatizzata”, in modo da indicare precisamente il confine delle diverse strutture.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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  • Filippo Calamusa

    14 Giugno 2021 at 10:14

    Salve, ho un problema con SPF minimo per pdc. Il mio impianto è costituito da:
    1) solare termico solo per ACS
    2) pdc 1 integrata nell’accumulo del Solare termico solo per ACS
    3) pdc 2 a servizio del solo riscaldamento e raffrescamento (che verifica COP e EER)

    Tra le verifiche Energy mi dice che la pdc 1 non soddisfa SPF minimo di 2.875. So che tale valore dipende dal rendimento di trasformazione da energia primaria a energia elettrica che viene calcolato automaticamente dal programma.
    C’è la possibilità di dire al software che la pdc 1 è di ausilio al solare termico?
    Come posso risolvere?

    Grazie.

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      14 Giugno 2021 at 12:14

      Salve,

      premesso che per darle una risposta più precisa occorrerebbe visionare il file di lavoro (a tal proposito può contattare il nostro settore assistenza), la mancata verifica del SPF può dipendere anche da un errato dimensionamento della pompa di calore: infatti, un eccessivo sovradimensionamento della pompa può comportare una riduzione del valore di SPF.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti

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  • Geom. Danilo

    30 Giugno 2021 at 18:41

    Salve, sto utilizzando Blumatica Energy aggiornato alla versione 6.2.1.9, ma non trovo la nuova funzionalità della gestione zone termiche per ogni singolo ambiente come descritto nell’articolo. Dovrei acquistare un’ulteriore versione del programma? La funzione descritta non è prevista negli aggiornamenti per i programmi acquistati in precedenza? Grazie.

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      1 Luglio 2021 at 10:45

      Salve,

      la funzionalità è disponibile negli aggiornamenti successivi del software. Per informazioni contatti il suo commerciale di riferimento o scriva direttamente a commerciali@blumatica.it

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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  • Aral

    10 Luglio 2021 at 10:59

    Buongiorno, nel caso di presenza di soli monosplit (caldo/freddo) in tutti i vani eccetto il bagno(<10% vol)
    – è corretto procedere al censimento come unico ambiente mettendo tutti gli split in parallelo una volta per il riscaldamento ed una per il raffrescamento?
    – nel censimento dati involucro – zona climatizzata – riscaldamento tipologia terminale split cosa si intende per "sempre in funzione"?
    Cordiali saluti

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica

      19 Luglio 2021 at 16:02

      Salve,

      in questi casi può procedere sia assegnando esplicitamente ad ogni locale il relativo generatore, sia creare un’unica zona termica e un gruppo di generatori in parallelo: infatti, in quest’ultimo caso, il software provvederà in automatico a ripartire il fabbisogno dell’unità immobiliare tra i vari generatori in funzione della potenza termica.

      Il campo “Sempre in funzione” si riferisce alla tipologia di funzionamento degli ausiliari dei terminali di emissione: ovvero sempre in funzione (nel caso di funzionamento continuo) o funzionamento intermittente (con controllo automatico).

      Le ricordiamo che nel caso di split, gli ausiliari sono già presi in considerazione all’interno delle prestazioni (COP) dichiarati dal produttore.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti

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  • Flavio CAMMARANO

    16 Luglio 2021 at 06:01

    Buongiorno, nel caso di villetta su due piani con unico impianto termico che serve entrambi i piani vanno comunque create due zone termiche distinte (una per piano)?
    grazie

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      19 Luglio 2021 at 17:28

      Salve,

      se procede tramite CAD occorre necessariamente censire due zone termiche, le quali saranno servite poi dalla medesima centrale termica. Ad ogni modo, nel menu “Status energetico – Efficienza energetica”, sull’albero delle zone termiche che partecipano al calcolo, è presente un comando “definizione avanza zonizzazione” (rappresentata dall’icona dell’ingranaggio) che le consente di riaccorpare in un’unica zona termica i due livelli: in particolare, cliccando sull’icona si apre una finestra in cui sono riportate per ogni servizio energetico i codici associati alle zone termiche; per accorpare due o più zone in una sola, le basterà modificare la descrizione presente nella cella, inserendo il medesimo codice (es. per il riscaldamento ZH1 per entrambi i livelli).

      Nel caso di input tabellare, invece, è possibile associare tutte e due i livelli ad un’unica zona termica.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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  • Andrea

    1 Ottobre 2021 at 13:55

    Salve, le vorrei porre qualche domanda riguardo un ape pre-post di un immobile unifamiliare.
    Stato di fatto: 1 zona termica e riscaldamento costituito da monosplit in ogni vano ( che ho suddiviso in 1 centrale termica e 4 pompe di calore che ho posto in parallelo).
    Progetto: sistema a pompa di calore VRF (costituita da 1 unità esterna e 4 unità interne canalizzate “a cassetta” nel controsoffitto, che poi penso sia il caso simile ad un multisplit).
    In questo caso nel progetto, nella sezione impianti:
    1) E’ più corretto inserire sempre 1 centrale termica e 1 sola pompa di calore prendendo i dati (COP e pot.nominale) dell’unità esterna? (però così come faccio a far capire al programma che ci sono 4 terminali?);
    oppure è più corretto inserire 1 centrale termica e 4 pompe di calore in parallelo? ed in questo caso prendo i dati del COP riferito all’unità esterna e quelli delle potenze nominali riferite alle singole unità interne?
    2) Nella sezione “zona termica” > “riscaldamento” come tipologia “terminale” indico sempre “condizionatori(split)? perchè così facendo risulta disattivata la sezione “regolazione”.
    3) In previsione di dover fare la relazione ex L.10, avendo censito come unica zona termica, il programma non consente successivamente di suddividere la stessa in vani?, cioè quando dovrò fare la L.10 dovrò fare tutto dall’inizio?

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    • Ufficio Blumatica

      4 Ottobre 2021 at 17:42

      Salve,

      1) Come nel caso di macchine multisplit (dual/trial/ecc), nel software occorre sempre indicare le prestazioni della macchina esterna: pertanto, nel caso sistema VRF occorre inserire un’unica pompa di calore, specificando i parametri riportati sulla scheda tecnica.

      2) Solitamente i sistemi ad espansione diretta hanno delle perdite lato utenza (emissione/regolazione/distribuzione) pari a 0, in quanto tutte le perdite vengono considerate lato centrale termica. Nel caso in cui volesse indicare delle perdite lato utenza, invece di selezionare l’opzione “Condizionatori split” le basterà indicare un’altra tipologia di terminali modificando manualmente i rendimenti dei diversi sottosistemi.

      3) Sì, la tipologia di censimento va definita all’inizio del progetto (singolo vano o multiambiente).

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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  • Giovanni

    3 Febbraio 2022 at 23:45

    Buonasera, trovo molto utile la funzionalità di poter attribuire l’impianto che va a servire il vano creato. Vorrei un chiarimento: mi sono accorto stampando un attestato di prestazione energetica che utilizzando tale funzione (per esempio in caso di servizio di raffrescamento in due vani rispetto all’intero immobile) viene riportato il volume lordo e la superficie utile della zona termica in cui è inserito il vano e non le grandezze caratteristiche del vano stesso. Il motivo di questo? Grazie e buon lavoro

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  • riccardo

    27 Febbraio 2022 at 15:15

    Salve sto modellando un condominio per una pratica 110% è volevo capire alcuni aspetti.
    Devo intervenire sul cappotto termico (trainante) e sostituire le caldaie con caldaie a condensazione collegate a collettori solari per ACS oltre che sostituire gli infissi. Mi chiedo se si tratta di intervento di primo livello o secondo livello. Per quanto riguarda gli impianti devo solo sostituire il generatore ed integrare con collettori per ACS e metterò anche fotovoltaico. Si tratta di ristrutturazione di impianto?? Dato che integro anche i collettori ACS??
    Inoltre nella scheda del generatore nel riquadro dei “dati aggiuntivi del generatore ” devo inserire i dati della nuova caldaia??? o quella esistente che devo rimuovere???
    saluti

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    • Ufficio Blumatica

      28 Febbraio 2022 at 09:46

      Salve,

      la ristrutturazione di un impianto termico è definita nel d.lgs. 192/2005 come un insieme di opere che comportano la modifica sostanziale sia dei sistemi di produzione che dei sistemi di distribuzione ed emissione del calore.

      Per modifica sostanziale di un impianto termico si intende:

      – sostituzione contemporanea di tutti i sottosistemi (generazione, distribuzione ed emissione);

      – sostituzione combinata della tipologia del sottosistema di generazione, anche con eventuale cambio di vettore energetico, e dei sottosistemi di distribuzione e/o emissione.

      Pertanto, se non si agisce su tutti i sottosistemi non si può parlare di ristrutturazione impianto e di conseguenza si ricade in Ristrutturazione di 2° Livello.

      Nella sezione “Dati aggiuntivi” sono richiesti i parametri del nuovo generatore, ad eccezione dei campi “Tipologia di generatore sostituito” e “Potenza utile nominale del generatore sostituito” che si riferiscono al generatore pre-intervento.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

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  • Cesare

    6 Maggio 2022 at 15:02

    Buongiorno, sto utilizzando la zona termica multiambiente. ho un riscaldamento per tutta la zona termica e uno split in un ambiente come raffrescamento è normale che superficie utile riscaldata e superficie utile raffrescata siano uguali?

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  • ivan

    23 Maggio 2022 at 17:56

    Buongiorno, nella GUIDA PER LA TRASMISSIONE ASSEVERAZIONE SUPERBONUS 110%
    in particolare nel paragrafo: Impianto termico esistente nella situazione pre intervento, alla voce tipo e numero di generatori presenti prima dell’intervento vi è la dscrizione del parametro di rendimento al 100% della potenza della pompa di calore/impianto geotermico.
    Nel mio caso particolare il rendimento è espresso in 2,7% il numero di generatori è 3 e la potenza utile nominale è 8,4kW.
    Vorrei sapere perchè da un valore cosi basso di 2,7%. come viene calcolato?

    vi ringrazio anticipatemente

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    • Ufficio Blumatica

      27 Maggio 2022 at 09:30

      Salve,

      come indicato sul portale ENEA, mentre per le altre tipologie di generatori è necessario inserire il rendimento percentuale, per le pompe di calore è necessario indicare nel campo rendimento la PEA, ovvero la potenza elettrica assorbita.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

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  • Ivan

    21 Giugno 2022 at 09:40

    Buongiorno, utilizzando la nuova funzionalità Multiambiente sorge un problema: se, come da esempio, aggiungo uno split in soggiorno come raffrescamento e clicco su analizza il lavoro, blumatica risponde che tutti gli altri ambienti non sono serviti da un servizio raffrescamento con un grado di gravita giallo. è un problema che inficia sul risultato dell’APE?
    Grazie.

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    • Ufficio Blumatica

      21 Giugno 2022 at 13:16

      Salve,

      per definizione stessa di zona termica, tutti gli ambienti di una stessa zona devono condividere i medesimi servizi energetici e tipologie impiantistiche.

      Quindi l’approccio multiambiente può essere utilizzato solo nel caso in cui tutti gli ambienti della zona siano serviti da uno split. Nel caso suo caso, pertanto, dovrà gestire l’ambiente con lo split come una zona termica a parte.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

      Commenta

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