Caldaia e split in diversi vani: quante zone termiche considerare?

zone-termiche-1-3-1280x667.jpg
In quante zone termiche va suddivisa l’unità immobiliare? Vediamo cosa dice la normativa (UNI/TS 11300) e facciamo alcuni esempi pratici.

Durante la redazione di un Attestato di Prestazione Energetica (APE), una delle situazioni che più frequentemente ci si trova ad affrontare è la presenza di un impianto combinato di riscaldamento e acqua calda sanitaria (ovvero una comunissima caldaia) e la presenza di uno più condizionatori (mono o multi-split) installati in diversi vani dell’unità immobiliare.

In questi casi, le domande che ci poniamo sono: “come faccio a rappresentare fedelmente tale situazione all’interno del software che utilizzo?” e soprattutto “in quante zone termiche devo suddividere l’unità immobiliare?” 

Iniziamo con qualche cenno sulla normativa.

La UNI/TS 11300-1 definisce la zona termica nel seguente modo:

Parte dell’ambiente climatizzato mantenuto a temperatura (ed eventualmente umidità) uniforme attraverso lo stesso impianto di climatizzazione. In linea generale ogni porzione di edificio, climatizzata ad una determinata temperatura con identiche modalità di regolazione, costituisce una zona termica.

Nel caso di prescrizione legislativa è possibile la suddivisione in funzione della destinazione d’uso e per unità immobiliare.

La zonizzazione non è richiesta se si verificano contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • Le temperature interne di regolazione per il riscaldamento differiscono di non oltre 4 K
  • Gli ambienti non sono raffrescati o comunque le temperature interne di regolazione per il raffrescamento differiscono di non oltre 4 K
  • Gli ambienti sono serviti dallo stesso impianto di climatizzazione
  • Se vi è un impianto di ventilazione meccanica, almeno l’80% dell’area climatizzata è servita dallo stesso impianto di ventilazione con tassi di ventilazione nei diversi ambienti che non differiscono di un fattore maggiore di 4
  • Se vi è il controllo dell’umidità, le umidità relative interne di regolazione differiscono di non oltre 20 punti percentuali.

È possibile che la zonizzazione relativa al riscaldamento differisca da quella relativa al raffrescamento.”

Facciamo un esempio per rafforzare tale definizione.

Villetta due piani con radiatori, termocamino e caldaia

Terminali Emissione: Radiatori

Riscaldamento Piano 1: Termocamino

Riscaldamento Piano 2: Caldaia

Acqua calda villetta: Caldaia

Raffrescamento: Assente

2 ZONE TERMICHE
Zona 1 – Piano 1 Zona 2  Piano 2

Pertanto, in base a quanto riportato dalla normativa, nel caso in cui siano presenti degli split all’interno di alcuni ambienti dell’unità immobiliare, occorrerebbe suddividere l’immobile in zone termiche differenti in modo da calcolare correttamente la prestazione energetica.

 

Facciamo qualche esempio:

Esempio 1: Appartamento con radiatori, caldaia e 2 mono-split

Appartamento con radiatori, caldaia e 2 mono-split Terminali Emissione: Radiatori in ogni vano

Caldaia: Riscaldamento e ACS appartamento

Split 1: Riscaldamento e raffrescamento Soggiorno

Split 2: Riscaldamento e raffrescamento Letto Matrimoniale

 

3 ZONE TERMICHE
Zona 1 – Letto matrimoniale Zona 2 – Soggiorno Zona 3 – Tutti gli altri ambienti

 

Esempio 2: Appartamento con radiatori, caldaia e 3 split (1 mono e 1 dual)

 

Appartamento con radiatori, caldaia e 3 split (1 mono e 1 dual) Terminali Emissione: Radiatori in ogni vano

Caldaia: riscaldamento e ACS appartamento Mono

Split 1: Riscaldamento e raffrescamento Soggiorno

Dual-Split 2: Riscaldamento e raffrescamento Letto Matrimoniale e Letto  

3 ZONE TERMICHE
Zona 1 – Letto matrimoniale e Letto Zona 2 – Soggiorno Zona 3 Tutti gli altri ambienti

 

Dividere in zone termiche un’unità immobiliare, ovviamente, rende complessa anche quella che all’apparenza sembrerebbe la più semplice certificazione energetica!

Infatti, come previsto dalla normativa (UNI/TS 11300), per ciascuna zona termica occorre definire una notevole mole di dati:

  • Geometria (superfici e volumi, lordi e netti)
  • Componenti disperdenti (opachi e trasparenti)
  • Destinazione d’uso, da cui dipendono tanti altri valori quali gli apporti interni dovuti a persone ed apparecchiature, le condizioni termoigrometriche interne (temperatura e umidità, di riscaldamento e raffrescamento)
  • Tipo di ventilazione e relative portate
  • Tipologia di sottosistemi (emissione, regolazione e distribuzione) dell’impianto di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria.

Per risolvere tale problema, in Blumatica Energy è stata implementata una funzionalità per gestire singoli “generatori” installati all’interno di singoli vani, considerando un’unica zona termica.

Ciò consente, infatti, di snellire il lavoro del tecnico certificatore ma, soprattutto, di riuscire a rappresentare ancora più fedelmente la situazione impiantistica all’interno del software, evitando errori o risultati non coerenti con il comportamento reale dell’edificio.

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste questa funzionalità.

Punto di forza di Blumatica Energy è sempre stata la rivoluzionaria gestione degli impianti che consente di definire in maniera puntuale i generatori. In particolare, per ciascun generatore, era possibile definire il servizio energetico soddisfatto (es. riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria, combinato) e le zone termiche servite.

Ad esempio, volendo riprendere la situazione impiantistica riportata nell’“Esempio 1”, in Blumatica Energy era necessario definire 3 zone termiche e, quindi, definire per ciascun generatore (i 2 split e la caldaia) il servizio energetico soddisfatto e le zone servite ottenendo la seguente situazione:

3 zone termiche

Altra grande potenzialità del software è quella di definire, ad esempio nel caso di servizio combinato (riscaldamento + ACS), se per ciascuna zona termica fossero soddisfatti o meno entrambi i servizi. Ad esempio, considerando la situazione rappresentata nell’immagine precedente, si potrebbe gestire con un semplice click il caso in cui la caldaia combinata soddisfi solo per la “Zona termica 3” solo il servizio di ACS e non quello di riscaldamento.

Grazie alla nuova funzionalità, invece, il tecnico può scegliere come zona termica servita da ogni generatore anche il singolo “AMBIENTE”!

Ciò significa che nella situazione considerata (Esempio 1), il tecnico può definire all’interno del software 1 sola zona termica, evitando tutte le difficoltà e perdite di tempo connesse alla creazione di 3 zone.

Esempio 1: Appartamento con radiatori, caldaia e 2 mono-split

 

 Appartamento con radiatori, caldaia e 2 mono-split Terminali Emissione: Radiatori in ogni vano

Caldaia: riscaldamento e ACS appartamento

Split 1: Riscaldamento e raffrescamento Soggiorno

Split 2: Riscaldamento e raffrescamento Letto Matrimoniale

 

 zone termiche

Nuova Funzionalità

1 SOLA ZONA TERMICA
Split 1 Letto matrimoniale Split 2 Soggiorno Caldaia Tutti gli ambienti
zona termica - letto matrimoniale zona termica soggiorno zona termica - tutti gli ambienti

Con le stesse modalità appena descritte, è possibile sfruttare questa nuova funzionalità per qualsiasi tipologia di impianti/generatori presenti all’interno dell’edificio quali ad esempio termocamini, stufe, ecc. (in particolar modo nel caso in cui si stia redigendo una diagnosi energetica).

Scopri maggiori dettagli sul software Blumatica Energy

 





Vuoi essere aggiornato su questo argomento e su tutte le novità in materia di edilizia e sicurezza?
Iscriviti GRATIS alla Newsletter

Luca Cocozza

Luca Cocozza

R&S Area Energia


  • Avatar
    Isabella Iannello

    10 Dicembre 2018 at 08:17

    Molto interessante !!!! Questa funzionalità risolve molteplici difficoltà in cui ho incappato.
    Volevo sapere se il blumatica energy che ho è stato aggiornato con questa funzione…penso di si??!

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica
      Ufficio Stampa Blumatica

      10 Dicembre 2018 at 09:24

      Salve,

      molti dei contenuti riportati in questo articolo sono desunti direttamente dai SAAT del software, presenti in ogni schermata dell’applicativo.

      I nuovi contenuti sono ovviamente trattati all’interno dei nostri redazionali e saranno quanto prima integrati anche all’interno dei SAAT in modo da averli sempre a portata di mano durante l’utilizzo del software.

      Commenta

  • Avatar
    Marina Paletti

    12 Marzo 2019 at 17:54

    Articolo molto interessante, però mi sorge una domanda: Per definire i singoli ambienti dell’appartamento (cucina, letto, etc. etc.) sul software bisogna censire la zona termica con la funzione “multi ambiente (legge 10)” anche per redigere un A.P.E.? Non trovo tutorial sul web per questa nuova funzione, quindi non so come utilizzarla. Grazie!

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica
      Ufficio Stampa Blumatica

      13 Marzo 2019 at 12:09

      Salve,
      Sì, per sfruttare appieno la funzionalità dovrà effettuare il censimento multiambiente (vano per vano).
      Consideri che indistintamente dal tipo di valutazione energetica (APE o Legge 10) che deve effettuare, può decidere quale metodologia di censimento utilizzare (come ambiente unico o multi ambiente ).

      Commenta

  • Avatar
    gabriele ferro

    24 Marzo 2019 at 22:59

    Ma nel caso si usi tale approccio, il software interpreta come volume raffrescato solo quello degli ambienti selezionati, anche se nell’ape riporta tutto il volume dell’immobile ?

    Commenta

  • Avatar
    Matteo

    7 Maggio 2019 at 17:49

    Scusate, ma il vantaggio sarebbe solamente quello di evitare il calcolo della S lorda e del V lordo delle altre due zone termiche? O sbaglio? Perché comunque per ogni singolo ambiente è richiesto il calcolo della S netta e del V netto (8 in questo caso) e dei vari componenti. Grazie

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica
      Ufficio Stampa Blumatica

      8 Maggio 2019 at 12:49

      Salve,

      consideri che nel calcolo la zona termica è l’“elemento” fondamentale in quanto, anche se i componenti e superficie/volume netto è definito sui singoli ambienti, il tutto viene comunque comunque raggruppato sotto la zona termica a cui appartengono.

      Infatti, la maggior parte delle informazioni all’interno dei software sono richieste sulle zone termiche, ad esempio: condizioni di progetto (temperature e umidità), destinazione d’uso, capacità termica, tipologia impiantistica (riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria), ecc.

      Quindi il non dividere in più zone termiche consente di ottenere un notevole risparmio di tempo.

      Inoltre, consideri che una divisione errata in zone termiche può comportare anche ad avere una valutazione poco corretta di alcuni parametri. Ad esempio consideriamo il fabbisogno di acqua calda sanitaria per gli edifici residenziali (es. appartamento): tale parametro è calcolato rispetto alla superficie netta di tutto l’appartamento e non delle singole zone termiche che lo compongono (rif. Paragrafo 7.1.2 UN/TS 11300-2) . Pertanto, se per particolari esigenze è costretto a dividere quell’appartamento in diverse zone termiche, dopo dovrà comunque riaggregarle in un’unica zona (almeno per il servizio di acqua calda sanitaria), altrimenti il calcolo di tale fabbisogno sarebbe errato!

      Oltre ad aspetti normativi e di calcolo (come riportato nell’esempio appena esposto), consideri, inoltre, che il riuscire a gestire puntualmente per ciascun generatore quali ambienti riesce a servire, consente di velocizzare notevolmente l’input all’interno del software.

      Nel caso volesse conoscere ulteriori dettagli, non esiti a contattare il nostro settore assistenza, che sarà lieto di fornirle tutte i chiarimenti del caso https://www.blumatica.it/supporto/assistenza-base/

      Commenta

      • Avatar
        Giovanni

        1 Ottobre 2020 at 14:41

        Buongiorno, vorrei un chiarimento. Se utilizzo questa funzione in cui vado ad indicare vani con presenza di riscaldamento con caldaia e split, tutti i rendimenti di emissione , regolazione e distribuzione a quale dei due sistemi vanno riferiti? A quello prevalente della zona termica?

        Commenta

        • Ufficio Stampa
          Ufficio Stampa

          1 Ottobre 2020 at 15:27

          Salve,
          in casistiche come quella illustrata, può tranquillamente riferire le caratteristiche dei diversi sottosistemi (emissione, regolazione, distribuzione) al sistema impiantistico prevalente (inteso anche in termini di perdite), ovvero la caldaia.
          Consideri, infatti, che i sottosistemi dei condizionatori hanno delle perdite irrilevanti: inoltre, le eventuali perdite di “distribuzione” dovute magari ad una eccessiva distanza tra l’unità esterna ed interna, viene tenuta in considerazione con gli specifici campi editati direttamente sul generatore.
          Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
          Cordiali saluti.

          Commenta

  • Avatar
    Antonino

    21 Agosto 2019 at 16:49

    mi chiedo perchè avendo una sola porzione di superficie raffrescata, nell’APE viene riportata la superficie -ed anche il volume- dell’intera unità immobiliare trattata

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica
      Ufficio Stampa Blumatica

      26 Agosto 2019 at 14:14

      Salve,

      i valori di superficie e volume raffrescato riportati sull’APE derivano dall’associazione centrale termica – zona termica.

      Pertanto, se nel progetto è stata inserita una sola zona termica con la presenza del servizio di raffrescamento, il software considererà la superficie/volume raffrescato di tutta l’unità immobiliare.

      Nel caso in cui si voglia calcolare la singola porzione di superficie/volume, occorre separare l’unità immobiliare in due zone termiche diverse.

      Commenta

      • Avatar
        Carla

        25 Settembre 2020 at 04:45

        Mi riallaccio per chiedere, nel caso di un appartamento con un solo split in una camera e un boiler elettrico da 80 lt, alla luce del nuovo decreto, come sia corretto procedere. grazie

        Commenta

        • Ufficio Stampa Blumatica
          Ufficio Stampa Blumatica

          28 Settembre 2020 at 16:06

          Salve,
          per il mero calcolo energetico è possibile considerare in questi casi una sola zona termica, la quale poi sarà associata ai due generatori: split per riscaldamento e scaldacqua elettrico per l’acqua calda sanitaria.
          Ovviamente, occorre fare una precisazione alla luce del Superbonus che presuppone la presenza di un impianto termico nell’unità immobiliare: come precisato dall’ENEA (nella FAQ 9.D), anche se il condizionatore, in quanto generatore “fisso”, potrebbe considerarsi come impianto, siccome non consente di coprire tutto il fabbisogno invernale (essendo installato in un solo vano rispetto ad es. 4-5 ambienti effettivamente presenti nell’unità), non può rappresentare in questo caso un vero e proprio impianto termico (almeno per come inteso nel Superbonus).

          Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
          Cordiali saluti

          Commenta

          • Avatar
            Andreuzza Giovanni

            1 Ottobre 2020 at 14:08

            Buongiorno, approfitto del post per rilanciare su questo argomento interessante e direi quantomeno fondamentale per noi tecnici. Se interpreto bene la risposta, si intendono conformi ad accedere al superbonus 110% i soli immobili che presentano una pompa di calore ad epansione diretta di potenza adeguata a soddisfare tutte l’intero fabbisogno e con presenza di uno split in tutti i vani costituenti l’unità?
            A questo punto mi sorge un’altra domanda: come comportarsi conmoltissime abitazioni dotate di caminetti, stufe a legna/ termocucine per le quali la nuova definizione di impianto termico a fatto venire meno anche il limite di potenza per considerali impianti?

            Commenta

            • Ufficio Stampa Blumatica
              Ufficio Stampa Blumatica

              1 Ottobre 2020 at 15:23

              Salve,
              in virtù della nuova definizione introdotta dal D. Lgs. 48, può essere considerato impianto termico qualsiasi impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva. Pertanto, possono essere considerati quanto tali anche i condizionatori/split, camini, stufe (ovviamente fisse).
              Tuttavia, secondo anche le indicazioni fornite da ENEA, non è detto che se all’interno di un’unità immobiliare (costituita da n-vani) sia installato un unico split o stufa, questa possa considerarsi climatizzata. Infatti, ENEA precisa che deve essere il tecnico ad effettuare una specifica valutazione, considerando il reale contributo che tale sistema riesce a dare sul soddisfacimento dei fabbisogni invernali dell’intera unità.
              Ad esempio: se lo split/camino (essendo installato in un unico vano) riesce a soddisfare solo parzialmente il fabbisogno di tutta l’unità immobile, allora quest’ultima non può essere considerata dotata di impianto (o meglio totalmente climatizzata) e di conseguenza non potrà beneficiare delle detrazioni fiscali.
              Si precisa che, non essendoci ancora pubblicate dei chiarimenti ufficiali, questa risulta una nostra interpretazione, frutto di diversi chiarimenti richiesti direttamente ai diversi enti preposti (ENEA, Agenzia delle Entrate).
              Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
              Cordiali saluti.

              Commenta

  • Avatar
    pamela

    2 Settembre 2020 at 15:37

    Nel primo caso “villetta a due piani”, dobbiamo definire 2 zone termiche. Come ci comportiamo con i componenti comuni, esempio solaio interpiano? va definito una sola volta o lo assegniamo sia alla zona 1 che alla zona 2?

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica
      Ufficio Stampa Blumatica

      7 Settembre 2020 at 12:41

      Salve,
      i componenti di separazione tra due locali climatizzati, seppur non influenzano direttamente le dispersioni del locale, vanno censiti in entrambe le zone termiche in quanto influiscono nel calcolo della capacità termica di ciascuna zona.
      Nel caso in cui stia procedendo con il censimento mediante il CAD, le basterà semplicemente selezionare il componente (parete o solaio) ed indicare come confine l’opzione “Ambiente climatizzato generico”. Se invece sta procedendo con il censimento “tabellare”, le basterà semplicemente inserire tale componente come “partizione”.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

      Commenta

  • Avatar
    Marco

    18 Settembre 2020 at 10:46

    Salve,
    c’è un modo per dire al software che la stessa pompa di calore per il riscaldamento gestisce anche il raffrescamento? (Casa singola, senza split ma con distribuzione aria tramite condotte e bocchette a soffitto).

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica
      Ufficio Stampa Blumatica

      21 Settembre 2020 at 09:08

      Salve,
      al momento per poter gestire una pompa di calore che consente di soddisfare sia il fabbisogno invernale che estivo è necessario inserire 2 centrali termiche (una per ogni servizio energetico). Ciò è dovuto, purtroppo, al disallineamento delle UNI/TS 11300 parte 3 e 4.
      Tuttavia, anche se tale gestione garantisce un correttezza dei risultati di calcolo, stiamo già provvedendo ad integrare delle nuove funzionalità nel software (per via anche del nuovo aggiornamento normativo che si avrà per fine anno), in modo da consentire una gestione più snella di tali situazioni.
      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

      Commenta

  • Avatar
    Andrea

    22 Ottobre 2020 at 17:33

    Salve,
    Mi trovo nel caso di una villetta a 2 piani.
    Il servizio Acs al piano primo e al piano terra è costituito da due distinti boiler elettrici.
    Il riscaldamento è costituito da diversi monosplit presenti in ogni vano sia del sia del piano terra che del piano primo, (tranne che nei corridoi e nei bagni).
    Io ho provato 2 soluzioni.
    Soluzione 1 – senza zoonizzazione. (tipo Ape)
    Ho creato 2 zone termiche : piano terra (come ambiente unico)
    e piano secondo (sempre come ambiente unico)
    Poi ho creato 2 centrali termiche, una per il piano terra e una per il piano primo.
    Centrale termica 1 – ho aggiunto in successione tutti i condizionatori a pompa di calore a servizio del piano terra;
    Centrale termica 2 – ho aggiunto in successione tutti i condizionatori a pompa di calore a servizio del piano primo.

    Soluzione 2 – con zoonizzazione (tipo legge10)
    Ho creato sempre due zone termiche (piano terra e primo)
    Poi ho creato tante centrali termiche quanti sono gli split (6) assegnando di volta di volta il singolo split al singolo vano. Così facendo però vengono esclusi i corridoi e i bagni.
    I valori delle due soluzioni vengono completamente diversi.
    Qual è la soluzione più corretta in questi casi?

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica
      Ufficio Stampa Blumatica

      27 Ottobre 2020 at 10:33

      Salve,

      per poterle dare una risposta più completa ci occorrerebbe visionare il file di lavoro. Tuttavia, in linea generale la soluzione più corretta è la seconda. In questo caso però faccia attenzione a non lasciare ambienti non serviti da nessuna centrale: infatti, in base anche a quanto riportato sulla UNI/TS 11300 nel caso in cui ci siano all’interno della zona termica locali (con dimensioni ridotte rispetto a tutto il resto dell’unità: es ripostiglio, bagno, ecc.) non serviti dall’impianto, questi possono essere comunque considerati climatizzati. Pertanto le consigliamo di associare tali vani comunque ad una delle centrali termiche.

      La differenza di risultati, inoltre, potrebbe dipendere dal fatto che nella soluzione 1, i generatori sono stati disposti in serie (e non in parallelo), e quindi i generatori funzionano sempre i massimi fattori di carico. Pertanto, nel caso volesse adottare la 1° soluzione, le consigliamo comunque di disporre i generatori in parallelo in modo che il software in automatico ripartisca il carico su ogni macchina (in base alla propria potenza nominale) ed effettui un calcolo più veritiero.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

      Commenta

  • Avatar
    Antonio

    12 Dicembre 2020 at 15:09

    Buongiorno, nel caso di una villetta con piano interrato garage e due piani superiori zona notte e zona giorno, ma con scala interna posta al centro della villetta e non sulla parete esterna, come faccio a creare l’involucro delle pareti e della soletta della scala che mi ricadono al centro dell’abitazione? Logicamente quel vano scala è un locale non riscaldato e confina su tutti i lati con l’ambiente climatizzato. Grazie

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica
      Ufficio Stampa Blumatica

      15 Dicembre 2020 at 13:31

      Salve,
      premesso che la UNI/TS 11300 consente di includere nella zona termica anche piccole porzioni dell’unità non riscaldata, nel caso in cui volesse scartare tale ambiente può tranquillamente censire la zona termica disegnando una polilinea che raggiri tale locale.
      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti

      Commenta

  • Avatar
    Giuseppe Assennato

    17 Dicembre 2020 at 18:30

    Salve,
    mi riaggancio al vano scala interno all’appartamento. Disegnando una polilinea che raggira il vano scala, come da voi suggerito, quando censisco come ambente unico tutto il piano il software considera per intero tutta la superficie incluso il vano scala centrale racchiuso dalla polilinea. Sono quindi a chiedere qual è la corretta procedura.

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica
      Ufficio Stampa Blumatica

      23 Dicembre 2020 at 17:59

      Salve,

      le confermiamo che raggirare il vano scala risulta la soluzione migliore per scomputare tale vano.

      Per risolvere agevolmente tale situazione le consigliamo di contattare il nostro settore assistenza, aprendo un ticket anche direttamente dal software.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti

      Commenta

  • Avatar
    Luca Boscaino

    20 Dicembre 2020 at 14:07

    Salve,
    nel caso di ristrutturazione importante di II livello, ho notato che è possibile selezionare come sottotipologia solo due opzioni, vale a dire ristrutturazione oppure nessun intervento sugli impianti. Vi chiedo come mai non sia contemplata una terza casistica, vale a dire una mera sostituzione del generatore. La domanda si rifà al caso pratico in cui affrontiamo una ristrutturazione importante di II livello (incidenza > 25% della superficie disperdente lorda) e nessuna ristrutturazione di impianto ma soltanto, appunto, una sostituzione del generatore. Molte grazie per il chiarimento.

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica
      Ufficio Stampa Blumatica

      23 Dicembre 2020 at 18:00

      Salve,

      nel caso di mera sostituzione del generatore di calore, le basterà semplicemente indicare come sub finalità di intervento “nessun intervento sugli impianti” e attivare il check “Oggetto di intervento” direttamente sul generatore.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti

      Commenta

  • Avatar
    Manuel Sammarco

    12 Gennaio 2021 at 16:20

    Nel caso in cui alcuni ambienti sono riscaldati con una caldaia (terminali di emissione termosifoni), mentre altri sono riscaldati e raffrescati con una una PDC (terminali emissione fancoil) sono costretto a censire più zone termiche. Così facendo i muri di confine delle zone termiche li devo impostare come confinanti con l’ambiente climatizzato adiacente. Tuttavia facendo una prova, ed impostando i muri come confinanti con zona climatizzata generica, mi ritrovo un calcolo della potenza invernale diverso. Quindi presumo che impostando un muro confinante con ambiente climatizzato mi vada a calcolare delle dispersioni anche in inverno. Mi sarei invece aspettato per il carico termico invernale di ritrovare la stessa potenza termica nei due casi, visto che gli ambienti vengono climatizzati in maniera diversa solo in estate.

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica
      Ufficio Stampa Blumatica

      13 Gennaio 2021 at 10:58

      Salve,

      per gestire tali situazioni è corretto dividere l’unità in due zone termiche in modo da associare i diversi impianti termici.

      Impostando il confine delle pareti di separazione tra le zone termiche come “confinante con ambiente non climatizzato generico”, il software interpreta in automatico tali componenti come non disperdenti e pertanto non incidono sulla potenza termica di progetto, ma solo sul calcolo della capacità termica interna.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

      Commenta

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati *