Aspetti ambientali ISO 14001: metodologia per la valutazione di significatività

Francesca De Santis12 Maggio 202215min35461
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Non essendoci un’indicazione obbligatoria, è possibile adoperare la metodologia proposta dalle linee guida ex ISPESL, ossia attraverso l’utilizzo di idonei criteri di significatività e la predisposizione di una matrice 

Non essendoci un’indicazione obbligatoria, è possibile adoperare la metodologia proposta dalle linee guida ex ISPESL, ossia l’utilizzo di idonei criteri di significatività e la predisposizione di una matrice

Un’organizzazione che intende applicare i requisiti previsti dalla ISO 14001 deve valutare tutte le attività svolte nell’insediamento e quelle che l’azienda svolge direttamente al di fuori dell’insediamento (trasporti, ecc.), nonché le attività svolte da terzi nell’insediamento aziendale e che possono interferire con le proprie attività (appaltatori) al fine di individuare gli aspetti ambientali che possono influire significativamente sull’ambiente.

 

Cos’è un aspetto ambientale?

 

Vediamo, innanzitutto, qual è la definizione di aspetto ambientale proposta dalla norma.

Secondo l’ISO (International Stardard Organization) l’aspetto ambientale è definito come “elemento delle attività, prodotti o servizi di un’organizzazione che interagisce o può interagire con l’ambiente. Gli aspetti ambientali possono causare uno o più impatti ambientali o cambiamenti nell’ambiente”.

Inoltre, sono classificati come significativi o non significativi. Un aspetto significativo implica che la modifica è abbastanza nota per generare un cambiamento significativo nell’ambiente.

Un’altra classificazione degli aspetti ambientali riguarda se sono diretti o indiretti. La valutazione tiene conto sia degli aspetti ambientali diretti (che l’azienda può tenere sotto controllo) che di quelli indiretti (sui quali l’azienda può esercitare solo un’influenza).

Un elenco di aspetti ambientali da valutare è proposto dalla norma UNI EN ISO 14001:

  • emissioni in atmosfera;
  • scarichi nei corpi idrici;
  • rilasci nel suolo;
  • utilizzo di materie prime e risorse naturali;
  • utilizzo dell’energia;
  • energia emessa (ad esempio calore, radiazioni, vibrazioni);
  • rifiuti e sottoprodotti;
  • caratteristiche fisiche (ad esempio dimensioni, forma, colore, aspetto).

Gli aspetti ambientali, inoltre, vengono valutati considerando le seguenti condizioni operative:

  • normali;
  • anormali;
  • di emergenza.

 

Valutazione aspetti ambientali

 

Per la valutazione di significatività degli aspetti ambientali, non essendoci un’indicazione obbligatoria, è possibile adoperare la metodologia proposta dalle linee guida ex ISPESL, attraverso l’utilizzo di idonei criteri di significatività e la predisposizione di una matrice che individua, a valle di un semplice algoritmo, la significatività dell’aspetto considerato.

Di seguito, sono mostrati gli step principali della valutazione di significatività degli aspetti ambientali.

 

  1. IDENTIFICAZIONE DI PROCESSI, PRODOTTI E SERVIZI

 

L’analisi inizia individuando i processi e le relative fasi di lavoro. Per ogni fase del processo sono identificate e descritte le condizioni in cui tale fase può presentare aspetti ambientali:

  • le condizioni normali di regolare gestione del processo (per esempio: la normale operatività di una cabina di verniciatura);
  • le condizioni anormali/anomale (dette anche “non routine activities”, quali, per esempio, le attività manutentive svolte in un reparto di produzione); ad esse è necessario associare una Frequenza di Accadimento F, con valore:
    • 1 ≤ F < 2 per Frequenza Bassa
    • 2 < F < 3 per Frequenza Media
    • F = 3 per Frequenza Alta

 

  • le condizioni incidentali e/o di potenziale emergenza. Ad esse è necessario associare la Probabilità P di accadimento della situazione di emergenza stessa:
    • P = 1 Probabilità Estremamente Bassa
    • 1 < P ≤ 2 Probabilità Media
    • 2 < P ≤ 3 Probabilità Alta

 

  1. INDIVIDUAZIONE DEGLI ASPETTI AMBIENTALI

 

Vengono presi in considerazione i seguenti aspetti ambientali:

  • emissioni in atmosfera;
  • scarichi nei corpi idrici;
  • rilasci nel suolo;
  • utilizzo di materie prime e risorse naturali;
  • utilizzo dell’energia;
  • energia emessa, per esempio calore, radiazioni, vibrazioni;
  • rifiuti e sottoprodotti;
  • caratteristiche fisiche, per esempio dimensioni, forma, colore, aspetto.

Tale lista, se necessario, potrà essere arricchita di ulteriori aspetti ambientali.

 

 

  1. IDENTIFICAZIONE DEGLI ASPETTI AMBIENTALI SIGNIFICATIVI

 

Per ogni processo, prodotto o servizio, occorre descrivere:

  • l’aspetto ambientale;
  • il tipo di aspetto (diretto ed indiretto);
  • l’impatto ambientale.

E’ possibile individuare, per ogni aspetto, eventuali parametri e limiti imposti dalla normativa nazionale vigente al fine di monitorare l’andamento del relativo aspetto.

 

Criteri di significatività

Per procedere alla definizione degli aspetti ambientali significativi sono utilizzati i seguenti criteri di significatività:

  • aspetto regolato da norme di legge, autorizzazioni, accordi;
  • situazioni soggette a recenti sanzioni comminate dall’autorità competente;
  • rilevanza quantitativa dell’aspetto considerato;
  • tossicità, pericolosità relativamente all’aspetto considerato;
  • importanza per le parti interessate e altri impatti sulla collettività; lagnanze o proteste ricevute.

Ad ogni criterio è possibile assegnare un peso compreso tra 1 e 3 per differenziarne l’importanza. Se si sceglie di non stabilire dei pesi diversificati, si utilizzerà un peso uguale per tutti i criteri e pari a 3.

 

Valutazione di significatività

Ad ogni criterio viene associata una valutazione, secondo una scala di valutazione semi-quantitativa:

 

Valutazione (V) Descrizione
0 Criterio assente o non applicabile
1 Criterio di scarso rilievo
2 Criterio rilevante
3 Criterio molto rilevante

 

Per ottenere una “valutazione complessiva di significatività“, VcS, per ciascuno degli aspetti ambientali individuati, si utilizza la seguente formula (in funzione delle condizioni in cui si presenta l’aspetto):

 

Condizioni normali:

dove:

i = i-esimo criterio
Vi = valutazione semi-quantitativa del criterio di significatività, esprime la singola valutazione di applicabilità/importanza di un criterio rispetto ad un aspetto ambientale
Pi = peso i-esimo assegnato al criterio di significatività
3 = fattore indicativo della condizione normale

 

Condizioni anormali:

dove:

i = i-esimo criterio
Vi = valutazione semi-quantitativa del criterio di significatività, esprime la singola valutazione di applicabilità/importanza di un criterio rispetto ad un aspetto ambientale
Pi = peso i-esimo assegnato al criterio di significatività
F = frequenza di accadimento associata alla condizione anormale

 

Condizioni di emergenza:

dove:

i = i-esimo criterio
Vi =valutazione semi-quantitativa del criterio di significatività, esprime la singola valutazione di applicabilità/importanza di un criterio rispetto ad un aspetto ambientale
Pi = peso i-esimo assegnato al criterio di significatività
Pa = probabilità di accadimento associata alla condizione di emergenza

 

Effettuato il calcolo si confrontano i valori ottenuti utilizzando la seguente “Matrice di significatività”:

 

VcS Significatività
0 ≤ VcS ≤ 3 Aspetto non significativo
3 < VcS ≤ 6 Aspetto significativo
6 ≤ VcS ≤ 9 Aspetto molto significativo

 

A valutazione effettuata è possibile intraprendere le misure applicabili per gestire al meglio gli aspetti significativi e monitorarne l’andamento nel tempo.

 

 

Andamento storico degli aspetti ambientali

 

L’organizzazione monitora l’andamento nel tempo degli aspetti ambientali, misurando gli indicatori imposti da norme o da regolamenti interni.

Per alcuni aspetti ambientali sono già definiti i parametri ed i valori da rispettare secondo i requisiti del testo unico dell’ambiente.

Per gli scarichi idrici, ad esempio, sono monitorati:

  • la domanda chimica di ossigeno (COD), ossia un indice che esprime il grado di inquinamento in funzione della quantità di ossigeno necessaria per la completa ossidazione dei composti organici presenti nelle acque reflue. La normativa impone il rispetto di un limite massimo che, per le acque superficiali, è posto pari a 160 mg/l;
  • i solidi sospesi totali, indica la quantità di solidi presenti in sospensione nelle acque, il cui limite superiore è pari a 80 mg/l;
  • l’acidità, ossia la misura del pH delle soluzioni acquose il cui limiti inferiore previsto per lo scarico è pari a 5,5 mentre quello superiore a 9,5.

 

Blumatica SHEQ è il sistema gestionale Blumatica che consente di implementare e mantenere attivi i Sistemi di gestione mediante lo sviluppo di specifici work flow e della relativa documentazione.

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Seguendo la struttura delle norme di riferimento, i prototipi propongono già gli elementi fondamentali di un sistema, in modo da agevolare l’utente sia nella fase di implementazione che in quella di mantenimento del proprio sistema.

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Francesca De Santis

R&S Area Sicurezza


Un commento

  • francesco

    25 Maggio 2022 at 12:03

    avere continui stimoli per le modifiche in corso e legislative è essenziale.

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