
INDICE
- Proroga sì, riapertura no
- 600 milioni di euro: come sono distribuite le risorse
- Quali interventi possono essere finanziati?
- Un intervento aggiuntivo può affiancare il progetto principale
- Quanto può finanziare l’INAIL
- Chi può accedere al Bando ISI
- Per partecipare non basta un buon progetto: servono almeno 130 punti
- Come sono distribuite le risorse sul territorio
- Cosa devono fare adesso le imprese interessate
- Blumatica DVR: la sicurezza aziendale sotto controllo
C’è più tempo per completare la procedura del Bando ISI INAIL, ma attenzione: il bando non è stato riaperto. La fase per presentare nuove domande si è conclusa il 28 maggio 2026. La novità riguarda invece le imprese già coinvolte nella procedura, che avranno tempo fino al 26 ottobre 2026, alle ore 18:00, per completare il caricamento della documentazione prevista.
È questo il principale aggiornamento dell’edizione attualmente in corso, formalmente denominata Bando ISI 2025, pubblicata da INAIL nel dicembre 2025 e sviluppata operativamente nel corso del 2026.
Una distinzione è fondamentale: la proroga non consente di presentare oggi una nuova richiesta di finanziamento. Riguarda le aziende che hanno già partecipato e che devono completare le successive fasi previste dalla procedura.
Proroga sì, riapertura no
INAIL ha prorogato al 26 ottobre 2026, alle ore 18:00, il termine previsto per il caricamento della documentazione relativa alle domande interessate dalle procedure No Click Day e Click Day.
Per le imprese già inserite negli elenchi, questa fase è decisiva: il mancato completamento della documentazione entro il termine previsto può determinare la decadenza della domanda. Il nuovo termine diventa quindi la data da tenere a mente per chi ha già avviato l’iter.

Il punto centrale è quindi chiaro: la possibilità di presentare nuove domande è terminata, mentre prosegue l’iter amministrativo per le imprese che hanno già partecipato.
Perché il Bando ISI resta un’opportunità importante per la sicurezza
La proroga riporta l’attenzione su uno dei principali strumenti attraverso cui INAIL sostiene gli investimenti delle imprese in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
L’edizione attualmente in corso dispone di una dotazione complessiva pari a 600 milioni di euro, destinata a finanziare interventi capaci di migliorare concretamente le condizioni di sicurezza negli ambienti di lavoro.
Le risorse possono sostenere, per esempio, la sostituzione di macchinari, la riduzione dell’esposizione a specifici rischi, gli interventi di bonifica dell’amianto, l’adozione di modelli organizzativi per la sicurezza e gli investimenti delle imprese agricole.
Non si tratta di un unico fondo indistinto: il Bando ISI è articolato in differenti Assi di finanziamento, costruiti per rispondere a esigenze e categorie di intervento diverse.
600 milioni di euro: come sono distribuite le risorse

La quota più consistente, pari a 175 milioni di euro, è destinata alla riduzione dei rischi infortunistici. Seguono i 140 milioni di euro per la bonifica dei materiali contenenti amianto e i complessivi 105 milioni dell’Asse 1. Alle imprese agricole sono invece destinati complessivamente 90 milioni di euro.
Quali interventi possono essere finanziati?
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- L’Asse 1.1 riguarda i rischi capaci di determinare malattie professionali e punta alla riduzione dei cosiddetti rischi tecnopatici.
- L’Asse 1.2 finanzia invece l’adozione di sistemi e modelli organizzativi per la gestione della salute e sicurezza, compresi i sistemi certificati e i modelli previsti dalla normativa.
- L’Asse 2 è rivolto alla prevenzione degli infortuni e comprende interventi legati, per esempio, alle cadute dall’alto, agli ambienti confinati e all’utilizzo di macchinari.
- L’Asse 3 è riservato alla bonifica di materiali contenenti amianto, mentre l’Asse 4 si concentra sulle micro e piccole imprese appartenenti a specifici comparti produttivi.
- L’Asse 5 è invece dedicato alle micro e piccole imprese della produzione agricola primaria.
Un intervento aggiuntivo può affiancare il progetto principale
Per gli Assi 1.1, 2, 3 e 4 è possibile affiancare al progetto principale un intervento aggiuntivo, collegando prevenzione, innovazione tecnologica e sostenibilità.
Tra gli esempi rientrano soluzioni per la protezione dei lavoratori esposti alle condizioni climatiche, DPI intelligenti capaci di monitorare l’ambiente di lavoro, sistemi di gestione certificati e, nei casi previsti, interventi legati alla produzione energetica da fonti rinnovabili.
L’intervento aggiuntivo può essere finanziato fino all’80% del suo valore, per un massimo di 20.000 euro, senza superare, sommando progetto principale e intervento aggiuntivo, il tetto complessivo di 130.000 euro.
Quanto può finanziare l’INAIL
Il sostegno economico cambia in funzione dell’Asse di riferimento. Per gli Assi 1.1, 2, 3 e 4 il contributo può coprire il 65% delle spese ammissibili, mentre per l’Asse 1.2 la percentuale arriva all’80%. Nel settore agricolo il finanziamento può raggiungere il 65% per la generalità delle imprese e l’80% per i giovani agricoltori.

In generale, il contributo richiesto deve essere compreso tra 5.000 e 130.000 euro. Il limite minimo non si applica alle imprese con non più di 50 dipendenti che presentano progetti dell’Asse 1.2.
Per contributi superiori a 30.000 euro può inoltre essere richiesta un’anticipazione pari al 50%, subordinata alla costituzione di una garanzia fideiussoria. Per le micro e piccole imprese degli Assi 4 e 5 l’anticipazione può raggiungere il 70%, sempre nel rispetto delle condizioni previste.
Chi può accedere al Bando ISI
In linea generale, l’accesso è rivolto alle imprese, comprese quelle individuali, iscritte alla Camera di Commercio, fermo restando il rispetto dei requisiti specifici previsti per ciascun Asse.
In alcuni casi possono accedere anche gli Enti del Terzo settore, limitatamente agli interventi e alle condizioni espressamente previste.
Tra i requisiti generali rientrano l’assoggettamento dell’impresa alla gestione assicurativa prevista e, nei casi indicati dal bando, la presenza di almeno 1 ULA – Unità Lavorativa Annua. È inoltre necessario verificare eventuali limitazioni derivanti da finanziamenti ottenuti attraverso precedenti edizioni del Bando ISI.
Ogni impresa può presentare una sola domanda.
Per partecipare non basta un buon progetto: servono almeno 130 punti
Il Bando prevede un sistema di attribuzione dei punteggi basato sulle caratteristiche dell’impresa, sulla rischiosità dell’attività e sulla qualità dell’intervento proposto. Per poter proseguire nell’iter è necessario raggiungere una soglia minima di 130 punti.
Tra gli elementi che possono incidere sul punteggio rientrano, per esempio, la dimensione aziendale, il livello di rischio, le caratteristiche tecniche dell’intervento e alcuni elementi premianti collegati alla gestione strutturata della sicurezza.
Il principio alla base del Bando ISI è preciso: il finanziamento deve sostenere interventi capaci di produrre un miglioramento concreto e dimostrabile delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro.
Come sono distribuite le risorse sul territorio
I 600 milioni di euro sono ripartiti anche su base regionale. Gli stanziamenti iniziali vengono determinati applicando criteri che tengono conto, a seconda dell’Asse, di fattori quali numerosità degli addetti, gravità degli infortuni, domanda registrata nelle precedenti edizioni e distribuzione delle malattie professionali.

La Lombardia dispone dello stanziamento iniziale più elevato, con oltre 113,8 milioni di euro, seguita da Veneto e Toscana. Alla Campania sono destinati inizialmente oltre 35,7 milioni di euro.
È importante parlare di stanziamenti iniziali: le somme possono essere oggetto di successivi meccanismi di redistribuzione in funzione delle domande effettivamente presentate e ammesse.
Cosa devono fare adesso le imprese interessate
Per chi non ha presentato domanda entro il 28 maggio 2026, questa edizione del Bando ISI è ormai chiusa. Per chi invece è già all’interno della procedura, l’attenzione deve concentrarsi sulle prossime fasi e, soprattutto, sul nuovo termine del 26 ottobre 2026.
Diventa quindi fondamentale verificare la propria posizione negli elenchi, predisporre correttamente la documentazione richiesta e rispettare tutte le tempistiche previste.
La proroga offre più tempo, ma non modifica la natura della procedura: documentazione completa, correttezza degli adempimenti e rispetto delle scadenze restano elementi decisivi per mantenere l’accesso al finanziamento.
Blumatica DVR: la sicurezza aziendale sotto controllo
Il Bando ISI mette ancora una volta al centro un principio fondamentale: la sicurezza non può essere gestita soltanto in prossimità di una scadenza o di un finanziamento.
Serve un sistema capace di mantenere nel tempo sotto controllo rischi, documenti, lavoratori, DPI, formazione e aggiornamenti.
Blumatica DVR permette di gestire in maniera strutturata la valutazione dei rischi e la documentazione relativa alla sicurezza aziendale, supportando professionisti e imprese nella redazione e nell’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi.
Il software consente di organizzare valutazioni generali e rischi specifici, mansioni, lavorazioni, DPI, DUVRI e formazione dei lavoratori, trasformando la sicurezza da insieme di adempimenti separati a processo organizzato e costantemente aggiornabile.
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