Blumatica Ponti Termici FEM: come progettare correttamente qualsiasi ponte termico

Luca Cocozza21 Maggio 202019min2824840
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L’errata progettazione dei ponti termici può generare effetti dannosi sia sul confort termico con formazione di muffa e condensa superficiale, sia sulla prestazione energetica dell’edificio con conseguente aumento dei consumi e quindi costi.

Il calcolo dei ponti termici rappresenta uno degli aspetti più delicati e complessi da affrontare nella valutazione della prestazione energetica di un edificio.

L’errata progettazione, infatti, può generare effetti dannosi sia sul confort termico con formazione di muffa e condensa superficiale, sia sulla prestazione energetica dell’edificio con conseguente aumento dei consumi e quindi costi.

Risulta chiaro che una valutazione accurata dei ponti termici è un elemento imprescindibile sia per raggiungere un’elevata prestazione energetica durante la progettazione di un edificio (quindi durante una redazione di un ex. Legge 10) sia per conoscere le reali dispersioni (quindi durante una redazione di un APE o meglio ancora di una diagnosi energetica).

Cerchiamo, pertanto, di capire insieme cosa sono e come conviene effettuare il calcolo dei ponti termici, anche attraverso qualche esempio pratico con il nuovo software Blumatica Ponti Termici FEM.

Cos’è un ponte termico?

Da un punto di vista normativo un ponte termico è definito come:

 “Parte dell’involucro edilizio dove la resistenza termica, altrove uniforme, cambia in modo significativo per effetto della compenetrazione totale o parziale di materiali con conduttività termica diversa nell’involucro edilizio, e/o della variazione dello spessore della costruzione, e/o delle differenze tra le aree interne ed esterne, come avviene per esempio in corrispondenza dei giunti tra parete e pavimento o parete e soffitto

(rif. UNI EN ISO 10211)

la discontinuità di isolamento termico che si può verificare in corrispondenza agli innesti di elementi strutturali (solai e pareti verticali o pareti verticali tra loro).”

(rif. D.Lgs. 192/2005 – Allegato A)

In generale, un ponte termico è una zona in cui, a causa di una disomogeneità di materiale e/o di forma, si verifica un incremento dei flussi termici e una diminuzione della temperatura superficiale dell’ambiente interno con conseguente aumento della dispersione di calore.

In particolare, è possibile classificare i ponti termici in:

 

Pilastro

Ponti termici di struttura (o di materiale): caratterizzati dalla presenza di elementi nella struttura edilizia con caratteristiche termiche (conduttività) diverse: es. pilastri, setti, travi e cordoli, elementi di collegamento di infissi e porte, sovrastrutture esterne per tende e altro, ecc.


Angolo

Ponti termici di forma (o geometrici): dove la presenza di variazioni di forma dei materiali determina una disomogeneità tra la superficie interna ed esterna con conseguente aumento di flusso termico: es. angoli, giunzioni tra parete e pavimento o parete e soffitto, collegamenti tra pareti divisorie interne e pareti esterne, connessione tra pareti e serramenti, variazione dello spessore della costruzione, ecc.

Angolo con pilastro
Angolo con pilastro

Ponti termici di tipo misto: zone in cui un ponte termico di forma si sovrappone a un ponte termico di struttura: angoli con pilastri.

La presenza di ponti termici nelle costruzioni rappresenta una minaccia grave per una serie di fattori quali:

  • igienico-sanitari: presenza di muffe e macchie dovute alla condensa superficiale;
  • strutturali: condensa che crea le condizioni e accelera il degrado dei materiali diminuendo la vita utile del costruito;
  • comfort-energetiche: temperature non uniformi nei volumi riscaldati e maggior flusso termico (e quindi dispersioni) verso l’esterno.

I ponti termici rivestono un ruolo chiave nella progettazione energetica di un edificio, sia nel caso di nuova costruzione che durante la riqualificazione energetica di un edificio già esistente. In particolare, in base a quanto prescritto dal D.M. 26/06/2015 (“Requisiti Minimi”), il tecnico redattore della relazione tecnica (ex. Legge 10) dovrà verificare:

  • l’assenza di rischio di formazione di muffe in tutte le strutture e ponti termici;
  • la trasmittanza delle strutture sottoposte a riqualificazione energetica di edifici esistenti, considerando la presenza dei relativi ponti termici associati.

Pertanto, siccome i valori limite di trasmittanza riportati nelle tabelle del decreto si considerano comprensivi dell’effetto dei ponti termici, quando consideriamo un componente non occorre badare esclusivamente al valore della trasmittanza derivante dalla stratigrafia ma bensì considerando il valore di “trasmittanza media” ottenuto considerando anche gli n-ponti termici che insistono su di esso:

dove:

Uparete,m trasmittanza media del componente, considerando anche i ponti termici [W/m2K]
Uparete trasmittanza del componente, funzione della sola stratigrafia della struttura [W/m2K]
Aparete area del componente [m2 ]
i(Ψi·li·ci) sommatoria dei contributi di tutti i ponti termici presenti sul componente, dove:
  Ψi trasmittanza termica lineica dell’i-esimo ponte termico [W/mK]
  li lunghezza dell’i-esimo ponte termico [m]
  ci Coefficiente di assegnazione dell’i-esimo ponte termico, pari a 1 nel caso sia da assegnare interamente al componente (es. pilastro) o a 0,5 nel caso in cui il ponte sia condiviso tra due componenti (es. angoli, solai intermedi, ecc.).

Ad esempio, considerando una parete con il pilastro, il valore di trasmittanza da confrontare con i limiti del decreto è calcolato come:

Uparete = 0,30 W/m2K Uparete = 0,564

 

Ulimite = 0,340

 

 

NON

 

VERIFICATO

Aparete = 10 m2K
Ψi = 0,80 W/mK
li = 3,30 m
ci = 1,0

Quindi, occhio ai ponti termici in quanto, pur essendo la trasmittanza della sola struttura al di sotto del limite di legge, considerando anche i ponti termici, la verifica potrebbe non essere rispettata.

 

Come si calcolano i ponti termici?

“Lo scambio di energia termica per trasmissione attraverso i ponti termici deve essere calcolato secondo il punto 5 della UNI EN ISO 14683.

Nella valutazione sul progetto i valori di trasmittanza termica lineare devono essere determinati esclusivamente attraverso il calcolo numerico in accordo alla UNI EN ISO 10211 oppure attraverso l’uso di atlanti di ponti termici conformi alla UNI EN ISO 14683.

Per gli edifici esistenti è ammesso, in aggiunta, l’uso di metodi di calcolo manuali conformi alla UNI EN ISO 14683. È sempre da escludersi l’utilizzo dei valori di progetto della trasmittanza termica lineare riportati nell’allegato A della UNI EN ISO 14683.”

(Rif. UNI TS 11300-1, punto 11.1.3)

 

In base a quanto riportato sulla UNI/TS 11300, non è più possibile calcolare l’incidenza del ponte termico attraverso le percentuali di maggiorazione della trasmittanza delle strutture e l’abaco semplificato riportato sulla UNI EN ISO 14683.

La norma consente di calcolare i ponti termici con due diversi metodi:

  • Calcolo numerico agli elementi finiti secondo la UNI EN ISO 10211
  • Abaco precalcolato conforme UNI EN ISO 14683 (es. Abaco CENED): utilizzabile solo per i ponti termici

 

Calcolo numerico FEM (software Blumatica Ponti Termici FEM) Abaco CENED

 

Mentre un metodo agli elementi finiti garantisce una maggiore accuratezza e, soprattutto, può essere utilizzato per qualsiasi configurazione di ponte termico, gli abachi ed atlanti possono essere utilizzati solo per le casistiche da essi contemplati e nei limiti di ammissibilità del modello: ad esempio, nell’abaco CENED, per ogni schema di ponte termico viene definito il range di valori (campo di validità) delle proprietà termofisiche entro cui è possibile ottenere un valore corretto della trasmittanza.

 

Perché scegliere un modello agli elementi finiti?

La scelta dell’abaco piuttosto che di un calcolo numerico agli elementi finiti dipende innanzitutto dal tipo di valutazione che sta effettuando e, quindi, dal grado di precisione che è necessario avere.

Nel caso di progettazione di un edificio di nuova costruzione è “obbligatorio” valutare i ponti termici con un calcolo agli elementi finiti: tale obbligo deriva dal fatto che il D.M. Requisiti Minimi 26/06/2015 richiede la verifica di assenza di formazione di muffa in particolar modo in corrispondenza dei ponti termici. Ciò presuppone la conoscenza non solo del valore di trasmittanza lineica (Ψ) del ponte termico, ma soprattutto delle temperature superficiali di tutta la struttura che gli abachi non consentono ovviamente di calcolare. Un calcolo agli elementi finiti, invece, consente di valutare sia la trasmittanza (Ψ) che il rischio di formazione di muffa.

Stesso discorso vale anche nel caso di ristrutturazione o riqualificazione energetica di un edificio esistente, in quanto il decreto, oltre alla verifica della trasmittanza termica dei diversi componenti oggetto di intervento (calcolata tenendo conto del contributo ponti termici), richiede anche la verifica termoigrometrica delle strutture (assenza di condensa interstiziale, superficiale e muffa).

In caso di redazione di attestati di prestazione energetica (APE) di edifici esistenti, invece, è possibile valutare la trasmittanza dei ponti termici sia attraverso un calcolo agli elementi finiti che attraverso un abaco conforme alla UNI EN 14683.

Tuttavia, gli abachi non riescono il più delle volte a ricoprire la totalità delle casistiche che il certificatore si trova ad affrontare. Infatti, i principali limiti di abachi o atlanti sono 2:

  • numero di schemi limitati: ad esempio nell’abaco CENED non viene contemplato il ponte termico dovuto al contatto del solaio su terreno o particolari tipologie di isolamento dei componenti)
  • i valori di trasmittanza ricavabili dall’abaco sono utilizzabili solo nel caso in cui le caratteristiche termofisiche del ponte termico (conducibilità, geometria, ecc.) rientrino all’interno del campo di validità dell’abaco stesso (solitamente molto stringente). Infatti, nel caso in cui non siano rispettate le condizioni previste dall’abaco, è necessario ricorrere obbligatoriamente a un metodo numerico conforme alla norma UNI EN ISO 10211.

Pertanto, oltre ad aspetti legati ad obblighi normativi, un metodo agli elementi finiti è l’unica strada che consente di valutare con massima precisione qualsiasi tipologia di ponte termico, soprattutto nei casi in cui è necessario conoscere con estrema accuratezza le dispersioni dell’involucro (progettazione, APE per edifici di nuova costruzioni, diagnosi energetiche, ecc.).

 

Il software Blumatica Ponti Termici FEM

Blumatica Ponti Termici FEM consente di effettuare il calcolo della trasmittanza lineica e la verifica della formazione di muffa dei ponti termici con solutore agli elementi finiti.

Per qualsiasi tipologia di ponte termico calcoli:

  • la trasmittanza lineica interna (Ψ int ) ed esterna (Ψ est ) secondo la UNI EN ISO 10211;
  • i flussi termici di ciascun elemento e totale;
  • le temperature interne e superficiali;
  • il coefficiente di accoppiamento termico (L2D ) del ponte termico;
  • la formazione di muffa superficiale secondo la UNI EN ISO 13788, evidenziando la minima temperatura superficiale sulla faccia interna, la temperatura critica, il fattore di temperatura critico (frSi, max) e il mese critico.

 

La modellazione del ponte termico può avvenire:

  1. con Wizard che guida nella selezione della tipologia e nella definizione dei dati geometrici e termici;
  2. con disegno libero della geometria, partendo anche da un file DWG/DXF di sfondo.

Visualizzi tutti i risultati in forma numerica e grafica, e non solo!

Visualizzi anche l’andamento del flusso termico, la distribuzione della temperatura all’interno della struttura e la discretizzazione (mesh) del modello.

Hai sempre a disposizione quanto necessario per sviluppare in modo completo i tuoi progetti grazie ad archivi personalizzabili relativi a materiali da costruzione, strutture isolate e dati climatici di tutti i comuni d’Italia.

Elabori la relazione tecnica progettuale con il dettaglio di tutti i risultati e di tutte le immagini dei ponti termici analizzati.

 

Blumatica Ponti Termici FEM si integra con i progetti realizzati con Blumatica Energy e Blumatica BIM

Ulteriori dettagli qui.

Luca Cocozza

R&S Area Energia


  • alessandro

    8 Dicembre 2020 at 17:58

    Salve,
    inserendo un progetto per un ponte termico per un solaio su sottotetto non isolato, da normativa devo usare come lunghezza per analisi la distanza minima di 1 metro o 3 volte lo spessore dell’elemento. Nel caso del solaio su sottotetto, devo utilizzare solo lo spessore del solaio o devo sommare quest’ultimo allo spessore della falda inclinata della copertura?

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      10 Dicembre 2020 at 16:56

      Salve,

      i piani di taglio vanno effettuati su ogni componente, quindi per il solaio deve considerare solo il suo spessore. Nel caso in cui valuta nel ponte termico l’innesto di tutti e tre i componenti (falda, parete e solaio) tale operazione va effettuata per ogni componente, considerando il relativo spessore.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento
      Cordiali saluti

      Commenta

      • alessandro

        22 Dicembre 2020 at 17:49

        mentre per i solai su terreno e pareti su terreno, in parte o totalmente (un caso come questo: urly.it/39gkh), i valori A, B, C, D, che la normativa definisce come 0.5 x dimensione del pavimento e 2.5 x larghezza del pavimento, si riferisce semplicemente all’area della stanza e alla lunghezza del pavimento su cui si trova il ponte?

        grazie.

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  • Luciana

    19 Dicembre 2020 at 15:08

    Salve, sto facendo i Ponti termici sul Fem e li sto importando su Energy. Praticamente Energy si importa il valore della trasmittanza lineica esterna, non dovrebbe importarsi quella interna? C’è un errore nelle impostazioni?
    Grazie

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      23 Dicembre 2020 at 18:02

      Salve,

      il software importa entrambi i valori e, in funzione della “tipologia di misura” settata sul ponte termico, il software utilizzerà la trasmittanza lineica lato esterno o interno.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti

      Commenta

  • Manuel Sammarco

    19 Gennaio 2021 at 15:11

    Salve, utilizzando il censimento tramite CAD, il ponte termico di copertura viene attribuito solo alla parete verticale. Tuttavia nel caso di legge 10 in cui bisogna assegnare il ponte termico per metà alla parete verticale e per metà alla copertura (per verificare le trasmittanze) mi è necessario aggiungere un ponte termico da attribuire alla copertura in forma tabellare. Chiedo se è corretto fare così o se è possibile inserire tale ponte termico direttamente dal CAD.
    Vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità!

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      21 Gennaio 2021 at 09:46

      Salve,
      di default i ponti termici vengono assegnati tutti alle pareti. Tuttavia nel caso voglia cambiare l’associazione, ripartendo il ponte tra due strutture, può modificare stesso nel cad il coefficiente di assegnazione ed inserire stesso nel cad un nuovo ponte termico da associare alla copertura. Ovviamente, se le risulta più agevole, la creazione di un nuovo ponte termico può farla anche con input tabellare dato che le due modalità di censimento (cad e tabellare) possono coesistere.
      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

      Commenta

  • Antonio

    24 Gennaio 2021 at 22:07

    Salve in merito al calcolo della trasmittanza media di parete, il programma determina in modo automatico la suddivisione del ponte termico di solaio? Ossia moltiplica la trasmittanza lineica per 0,5 in quanto ponte condiviso da due componenti? O bisogna dividere il kl per 0,5?

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      25 Gennaio 2021 at 09:20

      Salve,

      in funzione della tipologia di confine del solaio, il software in automatico assegna il coefficiente di assegnazione (1 per confini esterni o 0,5 per confine con altre unità climatizzate), con cui poi suddivide il valore del ponte termico.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

      Commenta

      • Mario

        1 Febbraio 2022 at 22:57

        Salve,
        riporto testualmente:
        in funzione della tipologia di confine del solaio, il software in automatico assegna il coefficiente di assegnazione (1 per confini esterni o 0,5 per confine con altre unità climatizzate), con cui poi suddivide il valore del ponte termico.

        e nel caso di solaio o balcone che confina con zone non climatizzate? il coefficiente è sempre 0,5?

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        • Ufficio Blumatica

          3 Febbraio 2022 at 13:31

          Salve,
          per analizzare e risolvere il suo problema le suggerisco di contattare l’assistenza tramite il software o dall’apposita sezione sul sito: http://www.blumatica.it/supporto/

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  • Antonio

    28 Gennaio 2021 at 16:08

    Nel calcolo ed inserimento dei ponti termici, è corretto inserire anche i ponti termici parete interna?
    O lo stesso può essere anche trascurato?

    Chiedo questo in quanto la Umedia tende a salire notevolmente e quindi non rientra all’interno dei requisiti minimi.

    Cordiali saluti.

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  • Giuseppe

    29 Marzo 2021 at 19:02

    La parete verso un giunto sismico come va considerata? Disperdente verso esterno, verso ambiente non climatizzato o verso ambiente climatizzato a T diversa? La stratigrafia deve comprendere anche la parete dell’edificio adiacente? E quindi a quale valore limite della trasmittanza bisogna far riferimento?
    Grazie

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      1 Aprile 2021 at 15:22

      Salve,

      nella stratigrafia non dovrà considerare gli strati della parete adiacente. In particolare, potrà assumere tale componente confinante o con esterno (se il giunto è aperto) o con ambiente non riscaldato (scegliendo una delle opzioni previste dalla UNI/TS 11300-1).

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

      Commenta

  • luigi

    3 Giugno 2021 at 20:50

    Salve,
    nell’assegnazione dei ponti termici con il metodo di calcolo analitico, nel caso in cui la casella in basso a sinistra del campo di validità non è spuntata, quindi non è valida, si deve ricorrere al metodo FEM oppure ci sono altri parametri da modificare. Grazie

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica

      4 Giugno 2021 at 12:26

      Salve,

      l’abaco parametrico CENED può essere utilizzato solo nel caso in cui siano rispettati gli intervalli di validità in esso riportati. Nel caso in cui non si dovesse rispettare tale intervallo di validità, è necessario utilizzare un calcolo FEM.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

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  • Giovanni Oteri

    11 Luglio 2021 at 19:23

    Salve,
    non riesco a verificare con Fem il ponte termico infisso in alluminio. Nonostante abbia adottato svariate soluzioni la verifica della muffa non è mai soddisfatta. Mi chiedo se il problema sia la modellazione dell’infisso in alluminio. Come si simula con Fem un infisso in alluminio a taglio termico?

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica

      19 Luglio 2021 at 16:00

      Salve,

      nel calcolo agli elementi finiti, per ogni regione occorre indicare la conducibilità termica del materiale: pertanto, nel caso del telaio può ricavare tale parametro dalla trasmittanza termica dichiarata dal produttore.

      In merito alla verifica di formazione della muffa, per gli infissi risulta quasi sempre fondamentale andare ad eliminare soglie passanti: ovvero, per eliminare la formazione di muffa, occorre dividere la soglia in tre regioni, in modo da interporre alla soglia un materiale isolante.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti

      Commenta

      • Antonino

        10 Settembre 2021 at 20:06

        Anche nel mio caso, pur interrompendo la soglia in marmo sotto ll profilo dell’infisso con EPS Alta Densità, il calcolo FEM continua a dare la presenza di muffa. Il valore 2,5 della conducibilità termica del telaio è stato ricavato dal produttore. Si fa rilevare che la formazione della muffa avviene proprio al centro del profilato. Richiede come correggere questo errore. Grazie

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  • Andrea

    30 Luglio 2021 at 03:26

    Salve, vorrei un chiarimento nella definizione dei ponti termici, in caso di sottotetto non riscaldato il ponte termico parete solaio confinante con ambiente non riscaldato come va definito nel software Energy ed in abbinamento a Blumatica FEM? Vorrei conoscere il procedimento esatto per il corretto inserimento dei dati di progetto grazie

    Commenta

    • Ufficio Stampa Blumatica

      30 Luglio 2021 at 13:11

      Salve,

      Blumatica Energy le consente di calcolare tutte le tipologie di ponte termico mediante l’abaco semiparametrico CENED.

      Tuttavia, nel caso di interventi di ristrutturazione (e in particolar modo per il Superbonus 110%), per i quali nella relazione tecnica (ex. Legge 10) è necessario valutare anche la verifica di presenza di muffa dei ponti termici, è consigliabile effettuare una valutazione agli elementi finiti dei ponti termici.

      Pertanto, in Energy per ogni ponte termico abbiamo introdotto la possibilità di scegliere il metodo con cui effettuare la valutazione: scegliendo l’opzione “FEM”, viene aperto il software Blumatica Ponti Termici FEM, in cui può valutare i diversi ponti termici sia utilizzando il wizard (che contempla le casistiche più comuni di ponte termico), sia creando un ponte termico ex-novo importando e ricalcando un file DWG da lei predisposto.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

      Commenta

  • Filippo

    1 Settembre 2021 at 15:59

    Salve, nel censimento multiambiente di Blumatica Energy vengono creati 2 ponti termici tra pareti esterne e tramezzature interne relativi ai due ambienti limitrofi. Nel caso in cui la parete interna ricade su un pilastro esterno è necessario definire per lo stesso punto due ponti termici sovrapposti (per esempio parete interna ed angolo rientrante con pilastro)?
    Se modello il PT con FEM posso usare solo il singolo ponte termico calcolato o devo comunque sovrapporre i PT diversi? Grazie.

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      2 Settembre 2021 at 10:06

      Salve,

      nel suo caso può anche calcolare con FEM l’effetto complessivo del ponte termico dovuto ad innesto con la parete interna e il pilastro.

      Tale ponte termico (che non va trattato come un angolo) occorrerà comunque inserirlo due volte nel progetto (sostituendo eventualmente quello censito in automatico dal software per le pareti interne), in modo da avere da avere la giusta assegnazione tra le due pareti/ambienti che lo compongono.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

      Commenta

  • Luca

    25 Settembre 2021 at 11:49

    Buongiorno, vorrei approfondire la questione del ponte termico relativo agli infissi, in quanto ho notato che il programma per il calcolo FEM non fa differenza tra finestra e portafinistra, viene calcolato per tutto il perimetro dell’infisso (ad esempio, nel caso in cui vi è la presenza della soglia in marmo ma non degli stipiti rivestiti in marmo come va effettuato il calcolo?) ed inoltre, lo schema che rappresenta il ponte termico è visto in planimetria o in sezione?

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    • Ufficio Blumatica

      4 Ottobre 2021 at 17:11

      Salve,

      all’interno del software è schematizzata di default una vista in sezione del ponte termico dell’infisso. Ovviamente, agendo sui settaggi del wizard o creando un nuovo ponte termico da dwg potrà calcolare qualsiasi altro schema di ponte termico.

      All’interno del CAD Energy, invece, di default il ponte termico viene associato a tutto il perimetro dell’infisso: tuttavia, può modificare tale impostazione nella finestra delle proprietà a destra, specificando la reale lunghezza da associare in funzione della tipologia di ponte termico.

      Nel caso, poi, volesse valutare diverse tipologie di ponte termico per l’infisso (es. soglia, mazzette, cassonetto, ecc.) può inserire manualmente all’interno dell’area CAD ulteriori ponti termici.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

      Commenta

  • Nicola

    4 Ottobre 2021 at 11:48

    Buongiorno, il ponte termico nodo parete esterna solaio confinante con locale non riscaldato( o controterra) non è presente sull’abaco CENED. Premesso che effettuo il calcolo agli elementi finiti. Il coefficiente di assegnazione del ponte termico sarà sempre uno anche se isolo solo la parete e non il solaio ? in questo modo per verificare la trasmittanza media, ho necessità di sproporzionati spessori di isolamento a cappotto.
    Grazie

    Commenta

    • Ufficio Blumatica

      4 Ottobre 2021 at 17:43

      Salve,

      di default il software assegna il ponte termico tutto alla parete. Nel caso in cui voglia dividere il contributo del ponte termico tra parete e solaio, le basterà semplicemente inserire un nuovo ponte termico (con le medesime caratteristiche), in modo che ciascuno dei ponti termici abbia un coefficiente di assegnazione pari a 0,5 e sia associato alla relativa struttura.

      Le anticipiamo che stiamo lavorando ad una serie di ottimizzazione sul software: tra queste vi è la possibilità di poter assegnare un ponte termico anche a più strutture, in modo da non essere costretti ad inserire più ponti termici.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

      Commenta

  • Silvio

    7 Ottobre 2021 at 15:52

    Salve, volevo chiedere: se un ponte termico è stato corretto è comunque necessario inserirlo nel calcolo delle dispersioni? Grazie.

    Commenta

    • Ufficio Blumatica

      11 Ottobre 2021 at 12:33

      Salve,

      le confermiamo che i ponti termici vanno sempre presi in considerazione nel calcolo, anche nel caso si sia già provveduto a “correggerli”.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

      Commenta

  • FRANCESCO

    16 Ottobre 2021 at 17:15

    Salve,
    ho potuto constatare che di default i ponti termici, quali ad esempio angolo sporgente che il programma inserisce in automatico in modalità cad, vengono assegnati alle pareti ma non a tutte, dando un coefficiente di assegnazione pari a 1 relativo ad una parete che concorre al ponte termico, trascurando l’altra che non risulta risentire così di un aggravio di trasmittanza.
    Tale condizione conduce ad un risultato corretto ai fini delle verifiche della legge 10?

    Commenta

    • Ufficio Blumatica

      18 Ottobre 2021 at 15:52

      Salve,

      considerato che la verifica di trasmittanza (richiesta ad esempio nei casi di ristrutturazione di 2° livello o Riqualificazione energetica) è effettuata considerando tutti i componenti su cui vengono eseguiti interventi di coibentazione, a prescindere dall’orientamento e dalla stratigrafia, se si interviene su entrambi le pareti che generano l’angolo, tale approccio non genera nessun problema sulle verifiche di legge.

      Ovviamente nel caso in cui, l’intervento interessi una sola delle due pareti, è possibile inserire un nuovo ponte termico, in modo da assegnare a ciascuna parete parte del contributo del ponte termico (fissando per ogni ponte un coefficiente di assegnazione pari a 0,5).

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

      Commenta

  • Walter

    10 Novembre 2021 at 18:08

    Salve,
    nel caso di NON verifica a muffa di un ponte termico (calcolo FEM) di componenti solo parzialmente oggetto di intervento (esempio: nodo tra parete con cappotto e solaio intermedio tra unità residenziale e box auto, senza possibilità di posa di isolamento) è obbligatorio risolvere il ponte termico oppure è possibile andare in deroga alla verifica e quindi allegare una relazione tecnica con esito di verifica negativo? Purtroppo la normativa non è molto chiara sul tema poiché richiede la verifica per i soli componenti oggetto di intervento… Grazie in anticipo

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    • Ufficio Blumatica

      11 Novembre 2021 at 13:10

      Salve,

      premesso che siamo perfettamente con lei in merito alla poca chiarezza della normativa, secondo la nostra interpretazione nel caso da lei esposto è necessario verificare il ponte termico in oggetto: in particolare, laddove possibile, si potrebbe pensare ad un’estensione, limitata ovviamente, del cappotto termico (o eventuale risvolto per altre situazioni particolari), il cui scopo non è la coibentazione del vano non riscaldato ma la riduzione del ponte termico.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.

      Cordiali saluti.

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  • Gerardo

    10 Dicembre 2021 at 18:15

    Quando calcolo un ponte termico controterra, Blumatica FEM mi chiede la stratigrafia della parete verticale e del pavimento (oltre altri dati) e area e perimetro del pavimento.
    a)significa che calcola il contributo di tutte le pareti verticali di quella stanza, quindi su energy basta indicare una sola volta quel ponte termico per quella stanza?
    b)oppure il calcolo del ponte va applicato a tutte le pareti della stanza (ma perchè chiedere area e perimetro)?
    c)area e perimetro da indicare su FEM sono interni alla stanza o lordi (comprensivi della muratura verticale)
    Grazie

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    • Ufficio Blumatica

      14 Dicembre 2021 at 11:11

      Salve,

      il calcolo dello scambio termico con il terreno va effettuato secondo la metodologia riportata nella UNI EN 13370. In particolare per il calcolo è necessario calcolare la trasmittanza equivalente delle strutture (al fine di tener conto dei diversi contributi di parete e solaio), che avviene tenendo conto della superficie e perimetro del solaio a contatto con il terreno.

      Una volta calcolato poi tale valore, è necessario inserire un ponte termico con lunghezza pari a tutta la lunghezza di solaio a contatto con il terreno (che ovviamente può essere ripartito anche in più ponti termici, ciascuno con lunghezza pari a quella della parete perimetrale).

      Nel caso avesse bisogno di ulteriori dettagli non esiti a contattare il nostro settore di assistenza, aprendo un ticket direttamente da software oppure dal nostro sito https://www.blumatica.it/supporto/assistenza-base/.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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      • Gerardo Marrazzo

        30 Dicembre 2021 at 19:38

        Grazie della risposta (se possibile rispondere anche al punto c).
        Sempre nel caso di zona termica con solaio controterra, nel caso di muratura portante INTERNA (in cui la parete interna sia a contatto col terreno ma che non ci sia differenza di temperatura tra i due ambienti che tale parete separa) va modellato il PT via FEM ed attribuito, con Energy, anche il contributo di queste pareti?
        Grazie

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        • Ufficio Blumatica

          3 Gennaio 2022 at 11:12

          Salve,

          in questi casi va considerato solo il contributo delle pareti perimetrali.

          Per il calcolo le conviene utilizzare l’area lorda del pavimento, quindi comprensiva dello spessore delle pareti perimetrali.

          Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
          Cordiali saluti.

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  • alessandro

    25 Gennaio 2022 at 12:28

    Caso di PT in un serramento con cassonetto e avvolgibile: per calcolare tutto alla perfezione bisognerebbe inserire (quindi creare) almeno 3 PT differenti:
    1. quello laterale tra infisso e parete
    2. quello verticale superiore tra parete, cassonetto e infisso
    3. quello verticale inferiore tra parete, soglia ed infisso
    Ognuno poi inserito su Energy con la lunghezza corretta
    Giusto?
    Oppure? C’è un modo più semplice?

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    • Ufficio Blumatica

      25 Gennaio 2022 at 15:02

      Salve,
      sì, le confermiamo che è la procedura corretta.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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