CAD e BIM: differenze, vantaggi e integrazione nei processi AEC

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CAD e BIM sono due tecnologie fondamentali nel mondo della progettazione. Il CAD è ideale per il disegno tecnico di dettaglio, mentre il BIM gestisce l’intero ciclo di vita dell’opera. Capire le differenze e i punti di contatto tra i due strumenti è fondamentale per ottimizzare i processi nel settore AEC.

Nel settore AEC (Architettura, Ingegneria e Costruzioni), le tecnologie digitali hanno trasformato radicalmente il modo di progettare, costruire e gestire le opere. Due strumenti centrali in questo cambiamento sono il CAD (Computer-Aided Design) e il BIM (Building Information Modeling). Capire le differenze, le potenzialità e le relazioni tra questi due approcci è fondamentale per scegliere consapevolmente la soluzione più adatta al proprio flusso di lavoro.

Con il CAD si lavora sulla rappresentazione grafica e geometrica di un’opera. Si creano planimetrie, prospetti, sezioni e modelli 3D tramite strumenti digitali, ottenendo così un controllo preciso sul disegno tecnico. La logica alla base è ancora guidata dalla rappresentazione architettonica dell’opera, anche se più veloce e precisa rispetto alla tavola da disegno tradizionale.

Il BIM, invece, è un approccio multidisciplinare e collaborativo. Non ci si limita a disegnare, ma si costruisce un vero e proprio progetto in 3D dell’edificio: un modello dinamico che integra geometrie, dati tecnici, caratteristiche prestazionali e informazioni gestionali. Tutti i professionisti coinvolti nel progetto possono accedere e contribuire al modello, facilitando così la condivisione, la revisione e l’evoluzione continua dell’opera.

La differenza chiave sta quindi nell’obiettivo: mentre il CAD serve a creare disegni tecnici precisi, il BIM permette di gestire l’intero ciclo di vita dell’edificio, dalla progettazione alla dismissione. Inoltre, il BIM consente modifiche automatiche e coerenti su tutto il progetto, grazie all’uso di oggetti parametrici specifici per il settore AEC.

Nel nostro ultimo articolo scoprirai come questi due strumenti possono lavorare in maniera integrata e quando è preferibile scegliere l’uno o l’altro. Il CAD è ancora uno strumento valido per il disegno architettonico. Il BIM, per progetti complessi, multidisciplinari e condivisi, è oggi la scelta più efficiente. 

Relazione fra CAD e BIM

CAD e BIM, due tecnologie a confronto

Il settore AEC negli ultimi decenni ha vissuto notevoli trasformazioni, dovute alla digitalizzazione dei processi ed alla nascita di strumenti sempre più innovativi. 

Due di questi strumenti sono senz’altro il CAD (Computer-Aided Design) ed il BIM (Building Information Modeling).
Si parla frequentemente delle differenze fra queste due tecnologie, ma bisognerebbe per lo più interrogarsi sul rapporto fra di esse: in quanto hanno finalità diverse, ma sono entrambe funzionali ai processi AEC.
Capiamo qual è il ruolo di ciascuna.

Cosa è il CAD e come viene utilizzato 

La tecnologia CAD (Computer-Aided Design), come oramai tutti sappiamo, consente la creazione di disegni tecnici attraverso strumenti digitali.

Un valido ed apprezzato esempio di questi strumenti è BlumatiCAD.

Nato per sostituire la tavola da disegno tradizionale, il CAD permette ai progettisti di realizzare planimetrie, sezioni, prospetti e modelli tridimensionali (3D) in modo più rapido, preciso e modificabile rispetto alla tecnica grafica manuale.

L’obiettivo è dunque la rappresentazione grafica e geometrica degli oggetti, senza dover necessariamente fornire altre informazioni.

Per questo motivo, il CAD ha trovato largo impiego nella progettazione tecnica di dettaglio, in maniera trasversale a diversi settori: Architettura, Ingegneria Industriale, Design Industriale.

Cosa è il BIM e quali sono i suoi vantaggi 

Il Building Information Modeling (BIM) è un metodo di progettazione collaborativo basato sulla creazione – tramite uno strumento di IFC Authoring – di un digital twin dell’opera reale: un modello informativo dinamico, multidisciplinare e condiviso, che implementa le geometrie, con dati di natura architettonica, strutturale, impiantistica, energetica e gestionale.

Questo modello è accessibile a tutti gli attori coinvolti nel processo, che (in base a ruoli e competenze) possono non solo consultarlo, ma apportare il proprio contributo, in modo da raggiungere soluzioni tecniche integrate e condivise.

Questo approccio riduce il rischio di errori e migliora la qualità del progetto fin dalle prime fasi di sviluppo. La ricchezza di informazioni, inoltre, permette di effettuare simulazioni avanzate per ottenere stime precise dei costi e prevedere il comportamento dell’edificio in condizioni reali, ottimizzando il suo rendimento energetico e funzionale.

Differenze chiave tra CAD e BIM

Se vogliamo parlare di differenze fra il CAD ed il BIM, allora bisogna chiarire che il CAD è una tecnologia per l’automazione del disegno tecnico, che ci consente di produrre in maniera più precisa e veloce documentazione grafica delle geometrie del manufatto.
Per quanto il lavoro sia automatizzato e facilmente condivisibile, la metodologia di disegno rimane rigorosa ed ogni modifica richiede pur sempre un processo oneroso di “demolizione” e “ricostruzione” del modello. 

Il BIM, invece, è una metodologia di progettazione e gestione dell’intero ciclo di vita di una costruzione: che fornisce nel modello informativo dell’edificio, un’unica, coerente sorgente per tutte le informazioni associate ad esso.

Nello specifico, il BIM si avvale di uno strumento di IFC Authoring, che  consente al progettista (e non solo) di sviluppare e modificare questo modello dell’opera e di esportarlo nel formato IFC (Industry Foundation Classes)*.

*Questo formato è lo standard aperto per l’interoperabilità tra software BIM, che garantisce la compatibilità tra diverse piattaforme e favorisce la collaborazione tra professionisti che utilizzano software differenti.

 


L’ IFC Authoring, fra le altre cose, consente di ottenere in maniera automatica le rappresentazioni grafiche del modello informativo – sia bidimensionali che tridimensionali –  con dei semplici input dell’utente.

Questa tecnologia, infatti, si basa sull’uso di oggetti parametrici e di editor specifici, dedicati al settore AEC.

Rispetto ad un tradizionale progetto CAD, un modello BIM accoglie informazioni, oltre che geometriche, anche legate alla qualità ed alle prestazioni dell’opera.

Per fare un esempio pratico: mentre nei tradizionali software CAD si lavora utilizzando oggetti bidimensionali quali linee, cerchi, archi e poligoni, in un modello BIM si inseriscono oggetti parametrici quali finestre, solai, muri, tetti, etc: ai quali vengono associate informazioni geometriche (spessore, altezza, etc) ma anche prestazionali (quali trasmittanza termica, resistenza al fuoco, costo, produttore), in modo da supportare non solo progettazione e realizzazione, ma anche manutenzione e dismissione.

Potremmo piuttosto parlare di integrazione fra gli strumenti CAD e quelli BIM, che ne sono una naturale evoluzione, sia in termini di tecnologie che di contenuti: infatti, all’interno degli applicativi di IFC Authoring è possibile importare modelli CAD, che possono essere utilizzati come riferimento per la costruzione del modello, nel caso per esempio si debba partire da un rilievo tradizionale.

Di seguito vediamo alcuni aspetti caratterizzanti le due metodologie di lavoro e le relative tecnologie:

Aspetto CAD BIM  
Approccio Geometrico Informativo e collaborativo
Modellazione 2D/3D statici Modello 3D dinamico con dati integrati
Collaborazione Limitata, tramite scambio di file Alta, con accesso e lavoro sullo stesso modello condiviso:
Con Blumatica potrai avvalerti anche del lavoro simultaneo sullo stesso modello.
Modifiche Manuali e localizzate Automatiche e propagate in tutto il progetto, grazie all’uso di oggetti parametrici con editor dedicati al settore AEC
Utilizzo Disegni tecnici Progettazione, costruzione e gestione, fino allo smaltimento
Costi e tempi Maggiore rischio di errori e revisioni Ottimizzazione dei processi e riduzione dei costi

Quando scegliere il CAD e quando il BIM?

La scelta tra CAD e BIM è legata al tipo di progetto ed al metodo di lavoro.

Se l’oggetto della rappresentazione è un elemento specifico, di cui si debba realizzare un disegno esecutivo o un dettaglio costruttivo, se si lavora in modo autonomo o si realizza una documentazione specifica: può risultare conveniente la scelta di uno strumento CAD.

Se il progetto è più complesso, coinvolge più discipline e richiede un lavoro in team; se si ha bisogno di gestire l’intero ciclo di vita dell’opera, si vogliono riunire tutti i dati dell’opera in un unico modello condiviso ed integrato: allora stiamo parlando di Building Information Modeling.

Inoltre dal 2025, in Italia, l’adozione del BIM è obbligatoria per appalti pubblici – nuova costruzione o interventi su esistenti (escluse manutenzioni ordinarie o straordinarie) – con valore del progetto (stima parametrica) superiore a 2 milioni di euro.
Per i beni culturali, la soglia rimane quella comunitaria di circa 5,5 milioni di euro. ( D.L. n. 36/2023, aggiornato dal Correttivo approvato nel 2024)

Il futuro della progettazione: BIM come standard per l’edilizia.

Negli ultimi anni, molti governi e grandi aziende hanno adottato il BIM come standard obbligatorio per la progettazione pubblica e infrastrutturale.
In Europa – come in Italia – molti paesi richiedono l’uso del BIM nei bandi pubblici: questo perché il BIM migliora l’efficienza, la trasparenza e la qualità dei progetti, riducendo errori, ritardi e costi.

In un contesto in cui sostenibilità, digitalizzazione e interoperabilità stanno diventando centrali, il BIM dunque si impone come lo strumento del futuro.

Le aziende e i professionisti che investono oggi in competenze BIM si preparano a rispondere alle sfide di un mercato in continua evoluzione, restando competitivi e aggiornati.

Corsi per la formazione e la qualificazione certificata in ambito BIM 

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Valentina Piermatteo

Senior R&D Engineer


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