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Con l’arrivo dell’estate, le temperature record non sono più una semplice eccezione meteorologica passeggera, ma un rischio tangibile per la salute dei lavoratori.
Lavorare sotto il sole, in ambienti non ventilati o in capannoni surriscaldati causa uno stress psicofisico importante: disidratazione, stanchezza e calo dell’attenzione aumentano drasticamente la probabilità di errori e infortuni.
Oggi il rischio microclimaSi definisce "microclima" il complesso dei parametri fisici ambientali che caratterizzano l'ambiente (non necessariamente confinato) e che, assieme ai parametri individuali quali l'attività metabolica e l'abbigliamento, determinano gli scambi termici fra l'ambiente stesso e gli individui che vi operano. Per ottenere situazioni di benessere in un ambiente di lavoro dal punto di vista del microclima, occorre garantire condizioni accettabili relativamente alle grandezze termo-igro-anemometriche. Facendo riferimento a quanto riportato nella "UNI EN ISO 7730", si definisce la sensazione di massimo confort... (e nello specifico lo stress termico da calore) rappresenta una priorità vigilata con estrema attenzione da ASL e Ispettorato del Lavoro. Molte regioni stanno introducendo ordinanze d’urgenza che impongono la sospensione delle attività all’aperto e nei cantieri nelle ore più calde, richiamando i datori di lavoro alle precise responsabilità previste dal D.Lgs. 81/08.
Per Datori di Lavoro, RSPP e consulenti, l’adempimento prioritario consiste nell’integrazione di procedure al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), strutturando una prevenzione reale.
Cosa prevedono le ordinanze regionali?
Diverse regioni hanno emanato ordinanze che bloccano le attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria centrale della giornata (solitamente dalle 12:30 alle 16:00) nei giorni in cui il rischio caldo è stimato come “ALTO” attraverso piattaforme previsionali di riferimento quale Worklimate.
I settori maggiormente colpiti dai divieti sono:
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- Edilizia: cantieri all’aperto, lavori stradali e affini.
- Agricoltura e florovivaismo: attività nei campi e serre.
- Estrazione: attività in cave.
- Logistica: movimentazione merci in piazzali aperti e consegne urbane.
Perché l’adeguamento del DVR non è opzionale?
Il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/08) impone l’obbligo di valutare tutti i rischi, inclusi quelli derivanti dallo stress termico e dalle radiazioni solari, che rientrano a pieno titolo tra i rischi fisici (Titolo VIII).
Non aggiornare il DVR espone l’azienda a sanzioni penali e amministrative, oltre a una responsabilità aggravata in caso di infortunio o malore del lavoratore.
La valutazione richiede un approccio metodologico rigoroso, generalmente basato sulle linee guida INAIL e sulle norme tecniche internazionali (come la norma internazionale UNI EN 27243 per valutare lo stress termico nei luoghi di lavoro con ambienti severi caldi).
I passaggi chiave da integrare sono:
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- Identificazione delle mansioni esposte: distinguere tra chi lavora all’aperto (es. edilizia, agricoltura) e chi lavora in ambienti chiusi non condizionati (es. fonderie, stamperie, cucine).
- Calcolo degli indici di stress termico: utilizzo di indici oggettivi come l’indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature)
- Definizione delle misure di prevenzione e protezione: fornitura di acqua fresca, aree di sosta condizionate (gazebo, tettoie, aree riparate), DPI idonei (indumenti traspiranti, protezione UV), addestramento sul colpo di calore e una sorveglianza sanitaria mirata per i lavoratori più vulnerabili.
- Identificazione delle mansioni esposte: distinguere tra chi lavora all’aperto (es. edilizia, agricoltura) e chi lavora in ambienti chiusi non condizionati (es. fonderie, stamperie, cucine).
La gestione del rischio da calore nei cantieri edili
Nei cantieri temporanei o mobili, il rischio microclimatico raggiunge i massimi livelli di criticità, data la natura di lavorazioni svolte prevalentemente all’aperto come il montaggio di ponteggi, lavori su coperture, le opere stradali o l’installazione di impianti fotovoltaici.
In questo scenario, le figure della sicurezza devono agire in modo sinergico:
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- verificando ogni giorno le condizioni meteoclimatiche tramite il portale Worklimate con sospensione immediata delle lavorazioni in caso di rischio “ALTO”.
- Comunicazione immediata di modifiche d’orario o sospensioni delle attività al Committente, al Coordinatore per la Sicurezza e alla Direzione Lavori.
- Diffusione delle procedure di sicurezza a tutti i soggetti presenti in cantiere.
- Allestimento di aree di sosta ombreggiate o rinfrescate, approvvigionamento costante di acqua fresca, fornitura di creme solari e indumenti protettivi traspiranti.
Ottimizzare la valutazione del rischio da calore con Blumatica
Affrontare questa valutazione manualmente può rivelarsi un incubo di calcolo per datori di lavoro, RSPP e consulenti.
La soluzione software Blumatica DVR integra tutti i moduli necessari per eseguire la valutazione dei rischi normati in modo guidato, tra cui:
– Stress da caldo (ambienti severi caldi): valutazione secondo il metodo dell’indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature) ed in accordo con la norma internazionale UNI EN 27243.

– Radiazioni Solari: valutazione del rischio secondo i principi della norma UNI EN 14255-3:2008, attraverso l’indicazione di una serie di fattori caratteristici (latitudine geografica, stagione, durata dell’esposizione, ecc.).

– Radiazioni Solari: valutazione del rischio secondo i principi della norma UNI EN 14255-3:2008, attraverso l’indicazione di una serie di fattori caratteristici (latitudine geografica, stagione, durata dell’esposizione, ecc.).
Al termine della valutazione, il software suggerisce automaticamente le misure di sicurezza specifiche in base all’entità del rischio rilevato (ad es. pause, approvvigionamento idrico, formazione sul colpo di calore).
Scopri e prova gratuitamente BlumaticaDVR per garantire ai tuoi dipendenti di lavorare in ambienti sicuri e controllati al 100%

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