Direttore lavori ed esecuzione: le novità introdotte dal Decreto 49 del 7 Marzo 2018

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Funzioni, responsabilità e controllo amministrativo contabile. Il 30 maggio sono entrate in vigore le linee guida sulle modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore di esecuzione”, rispettivamente, nei contratti di lavori pubblici e nei contratti di servizi e forniture.

Funzioni, responsabilità e controllo amministrativo contabile

Il 30 maggio 2018 è entrato in vigore il DM n.49 del 07/03/2018 recante “approvazione delle linee guida sulle modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore di esecuzione”, rispettivamente, nei contratti di lavori pubblici e nei contratti di servizi e forniture.

Diversi sono i temi di interesse che riguardano la figura del Direttore dei Lavori, disciplinata al titolo II del decreto. Prima di procedere all’analisi sottolineiamo che, con tale decreto, sono stati abrogati gli articoli del DPR 207/2010 inerenti la contabilità (artt. da 178 a 210).

Consegna lavori

Qualora la consegna avvenga in ritardo per causa imputabile alla stazione appaltante, l’esecutore può chiedere di recedere dal contratto. Il nuovo decreto prevede che la stazione appaltante può indicare nel capitolato i casi in cui è facoltà della stessa non accogliere l’istanza di recesso dell’esecutore.

Accettazione materiali

L’articolo 6 del decreto, al comma 1, stabilisce che il direttore dei lavori, oltre ai controlli che può disporre autonomamente, deve eseguire tutti quelli previsti dalle norme nazionali ed europee, dal piano nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi della Pubblica Amministrazione e dal capitolato speciale d’appalto. Il DL deve, inoltre, verificare il rispetto delle norme in tema di sostenibilità ambientale, tra cui le modalità poste in atto dall’esecutore in merito al riuso di materiali di scavo e al riciclo entro lo stesso confine di cantiere.

Tali specifiche sono state necessarie a seguito dell’entrata in vigore del decreto del ministero dell’ambiente dell’11 gennaio 2017 inerente l’adozione dei criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici, adeguato dal D.M. 11/10/2017.

Modifiche, variazioni e varianti contrattuali

Riprendendo l’articolo 132 del D.Lgs. 163/2006, viene stabilito che il direttore dei lavori può disporre modifiche di dettaglio non comportanti aumento o diminuzione dell’importo contrattuale, comunicandole preventivamente al RUP. Si nota, tuttavia, una differenza sostanziale: il D.Lgs. 163/2006 prevedeva, infatti, anche un limite di importo per tali modifiche che non è stato inserito nel nuovo decreto.

È stata specificata, inoltre, la modalità per la formulazione dei nuovi prezzi (articolo 9 comma 5) per la quale non vi erano riferimenti nel Codice dei Contratti.

Riserve

Tema molto discusso è quello delle riserve; l’articolo 9, infatti, afferma che il direttore dei lavori deve attenersi alla disciplina prevista dalla stazione appaltante riportata nel capitolato speciale d’appalto.

Il legislatore, dunque, a differenza della precedente disciplina (artt. 190 e 191 del DPR 207/2010), ha preferito demandare alle singole stazioni appaltanti la regolamentazione di un aspetto molto delicato.

Sospensione dei lavori

Per quanto concerne la sospensione dei lavori, vi è una novità che riguarda il contenuto del contratto di appalto. L’articolo 10, infatti, prevede che debba essere inserita una clausola penale per la quantificazione del risarcimento dovuto all’esecutore in caso di sospensioni totali o parziali dei lavori disposte per cause diverse da quelle di cui a commi 1, 2 e 4 dell’articolo 107 del codice dei contratti.

Gestione sinistri

Del tutto nuova è la specificazione della disciplina dei sinistri introdotta dall’articolo 11: in caso di sinistri alle persone o danni alle proprietà, il direttore compila una relazione nella quale descrive il fatto e le cause e adotta i provvedimenti per ridurre le conseguenze dannose. La relazione va trasmessa al RUP.

Attività di controllo amministrativo contabile

Il DM conferma le indicazioni relative alla contabilità già previste dal DPR 207/2010; resta, infatti, inalterato l’elenco dei documenti contabili che viene confermato nel seguente:

  • giornale dei lavori
  • libretti di misura delle lavorazioni e delle provviste
  • liste settimanali
  • registro di contabilità
  • sommario del registro di contabilità
  • stati d’avanzamento dei lavori.

Anche se i documenti sono invariati, la contabilità è un aspetto di grande interesse perché è stato introdotto l’obbligo di utilizzo di strumenti elettronici specifici. Qualora la direzione dei lavori sia affidata a professionisti esterni, i programmi informatizzati devono essere preventivamente accettati dal RUP che ne verifica l’idoneità e la conformità alle prescrizioni del regolamento.

Il mancato utilizzo di programmi di contabilità computerizzata è permesso solo per uno stretto periodo di tempo, quanto necessario per consentire alla stazione appaltante l’adeguamento al nuovo obbligo e deve essere motivato e comunicato all’Anac.

Si evidenzia infine che, nel comma 3 dell’articolo 15, è prevista la tenuta di una contabilità semplificata per i lavori di importo inferiore a 40.000 euro, previa verifica da parte del direttore dei lavori della corrispondenza del lavoro svolto con quanto fatturato, tenendo conto dei lavori effettivamente eseguiti.

Alla luce delle numerose modifiche introdotte, entro fine luglio 2018 sarà disponibile un nuovo aggiornamento di Blumatica CSA, il software sviluppato da Blumatica per la redazione del contratto d’appalto, del capitolato speciale e generale che consente di recepire in automatico tutte le disposizioni normative. Affrettati a stipulare il contratto di aggiornamento per non trovarti impreparato e ricevere senza ulteriori costi questo importante aggiornamento

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Giulio Botta

Giulio Botta

Responsabile Tecnico presso Blumatica S.r.l.


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