È possibile utilizzare il calcolo dinamico orario per la prestazione energetica degli edifici?

sistemi-1280x667.jpg
ll pacchetto delle norme UNI EN ISO 52016 sostituisce le UNI/TS 11300.

È possibile utilizzare il calcolo dinamico orario (UNI EN ISO 52016) per valutare la prestazione energetica degli edifici?

La risposta è NO.

A chiarirlo è stato direttamente il Mise, che ha detto che

tutte queste norme (UNI EN e UNI/TS 11300) richiamate dalla legislazione vigente potranno essere utilizzate solo quando saranno tutte disponibili nella loro versione aggiornata, di modo che sarà possibile garantire agli operatori e ai cittadini un’applicazione coerente, omogenea ed efficace del quadro per il calcolo della prestazione energetica negli edifici. I più impazienti dovranno così attendere che il lavoro sugli allegati nazionali e sui moduli aggiuntivi/sostitutivi sia portato a termine…

Il calcolo della prestazione energetica degli edifici ci ha abituato in questi anni a continui e repentini cambiamenti normativi, creando il più delle volte confusione tra tecnici del settore.

A questa si aggiungono poi campagne pubblicitarie poco “chiare” che, invece di chiarire la situazione normativa, tendono ad insinuare ulteriori dubbi nei professionisti per puri scopi commerciali.

Cerchiamo pertanto di fare un po’ di chiarezza sulla possibilità dell’utilizzo del metodo orario per il calcolo della prestazione energetica degli edifici.

Il 21 giugno 2017 è stata pubblicata la ISO 52016-1:2017 che sostituisce un’altra norma europea, la UNI EN 13790, dalla quale sono derivate le UNI/TS 11300 ovvero le normative italiane di riferimento per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici.

La ISO 52016 fa parte del nuovo pacchetto di norme europee che aggiornerà il metodo di calcolo dei fabbisogni energetici che non sarà più su base mensile ma su base oraria.

Il pacchetto di queste norme andrà a sostituire le attuali UNI/TS 11300.

Ma quando avverrà tutto ciò?

La risposta a tale quesito è stata data direttamente dal CTI nel numero di “Energia e Dintorni” di settembre 2017 di cui riportiamo i punti salienti.

“Innanzitutto qualche riga per spiegare quelli che da un lato possono sembrare tecnicismi burocratici ma dall’altro servono a chiarire, anche ai non addetti ai lavori, come avverrà l’intero processo di adozione di queste nuove norme. Capiamo un po’ meglio cosa è appena avvenuto. Sostanzialmente le norme EN, sviluppate da Comitati Tecnici (TC) del CEN sono state approvate e quindi inoltrate ai vari enti di normazione nazionali per il recepimento. L’UNI ha quindi preso tutti questi documenti e li ha resi disponibili sul proprio catalogo come norme “UNI EN”. Facendo parte dell’Europa, questo è quello che normalmente succedere per qualsiasi norma “EN” o anche “EN ISO”.

Tuttavia questo pacchetto di norme presenta una particolarità intrinseca. Un buon numero di queste, tra le quali tutte le fondamentali, è corredato da cosiddette “appendici nazionali” che non sono altro che allegati contenenti una serie di tabelle, attualmente vuote, che dovranno essere completate dai vari enti normatori. Valori e parametri da definire a livello nazionale sono sostanzialmente di due tipologie: dati di contesto (un esempio su tutti, i dati climatici, che sono chiaramente diversi a seconda della località) oppure scelte sull’utilizzo dell’algoritmo di calcolo (selezione di uno tra più metodi proposti, scelta di considerare in maniera più o meno analitica alcune variabili, ecc.). Tali possibilità di scelta consentono, così come richiesto dalla Commissione Europea, di adattare la metodologia alle legislazioni dei vari Paesi. È possibile infatti ottenere il risultato voluto senza modificare le formule ma agendo solamente su questi parametri di controllo. In altre parole l’algoritmo di calcolo si presenta naturalmente molto flessibile e può essere regolato e modellato sulla base di specifiche esigenze o politiche.

Alla luce di quanto appena esposto, appare chiaro che il primo passo per rendere effettivamente applicabili le nuove norme EN è la compilazione di questi allegati nazionali con i valori che meglio rappresentano il contesto legislativo e normativo Italiano. Su questo le varie Commissioni Tecniche del CTI sono già al lavoro da qualche mese. Ma non è finita qui: nel corso dell’esame delle nuove norme sono state purtroppo rilevate alcune criticità e lacune. Del resto, in un pacchetto di norme così complesso (91 documenti in totale), è anche giustificabile il fatto che qualche cosa possa essere sfuggito. Al fine di rimediare alle mancanze e con l’obiettivo di fornire al mercato la miglior metodologia possibile, sono stati messi in lavorazione anche alcuni moduli aggiuntivi o sostitutivi di parti delle EN. Dalle prime riunioni è emerso che tra i moduli critici ve ne siano alcuni sviluppati dal CEN TC 228, ad esempio quelli riguardanti l’emissione, le pompe di calore, la cogenerazione e poi qualche altro aspetto da correggere nelle norme sull’accumulo e distribuzione idronica (pompe di circolazione). Si pensa che tutte queste parti saranno sostanzialmente riviste e riscritte a livello nazionale, cercando di essere comunque fedeli al format europeo. Il risultato sarà quello di avere appunto una serie di “moduli sostitutivi” ad alcune norme europee.

inoltre, si è ipotizzato che alcune parti di metodologia vengano aggiunte ex novo, attraverso “moduli aggiuntivi”. Un esempio in tal senso è l’attuale UNI/TS 11300-6 sul calcolo della prestazione energetica di ascensori e scale mobili, richiesto dalla legislazione italiana…

Ma quindi, quando si potranno applicare le nuove EN?

La risposta a questa domanda è pervenuta direttamente da Mise, che ha detto che tutte queste norme (UNI EN e UNI/TS 11300) richiamate dalla legislazione vigente potranno essere utilizzate solo quando saranno tutte disponibili nella loro versione aggiornata, di modo che sarà possibile garantire agli operatori e ai cittadini un’applicazione coerente, omogenea ed efficace del quadro per il calcolo della prestazione energetica negli edifici. I più impazienti dovranno così attendere che il lavoro sugli allegati nazionali e sui moduli aggiuntivi/sostitutivi sia portato a termine….

…Possiamo quindi dire che di cambiamenti ce ne saranno, ma non nel breve periodo.

Pertanto, chiarito che questo importante cambiamento non avrà, nell’immediato, alcuna ripercussione a livello nazionale, possiamo tranquillamente affermare che, fino ad inizio 2019, sarà possibile procedere al calcolo della prestazione energetica degli edifici con la “classica” metodologia prevista dalla UNI/TS 11300.

Scopri maggiori dettagli sui software per la certificazione energetica





Vuoi essere aggiornato su questo argomento e su tutte le novità in materia di edilizia e sicurezza?
Iscriviti GRATIS alla Newsletter

Luca Cocozza

Luca Cocozza

Responsabile tecnico presso Blumatica S.r.l.


    • Ufficio Stampa Blumatica

      25 settembre 2018 at 3:15 pm

      Nell’articolo dell’ing. Nidasio del CTI si legge esattamente quanto da noi riportato:

      “Applicazione delle nuove EN in Italia.
      Ma quindi, quando si potranno applicare le nuove EN? La risposta a questa domanda è pervenuta direttamente da Mise, che ha detto che tutte queste norme (UNI EN e UNI/TS 11300) richiamate dalla legislazione vigente potranno essere utilizzate solo quando saranno tutte disponibili nella loro versione aggiornata, di modo che sarà possibile garantire agli operatori e ai cittadini un’applicazione coerente, omogenea ed efficace del quadro per il calcolo della prestazione energetica negli edifici. I più impazienti dovranno così attendere che il lavoro sugli allegati nazionali e sui moduli aggiuntivi/sostitutivi sia portato a termine.”

      Commenta

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati *