Effetto Dunning Kruger: Comprendere l’Overconfidence sul Lavoro

Effetto Dunning Kruger
L'effetto Dunning-Kruger è un bias cognitivo di chi è meno esperto e sopravvaluta le proprie effettive competenze. Per questo è pericoloso in ambito lavorativo. Scopriamo insieme perché e come siamo soggetti a questa distorsione.

 

L’effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva, che porta, chi è meno abile in un certo campo, a sopravvalutare le proprie oggettive competenze.

Questo bias comporta spesso che chi ne è soggetto, imponga le proprie idee, condizionando il proprio team e mettendo a rischio la sicurezza sul posto di lavoro.

 

Effetto Dunning-Kruger: perché sono iniziati gli studi

Tutto inizia dagli studi dei socio-psicologi David Dunning e Justin Kruger. I due, venuti a conoscenza di un particolare caso di cronaca, si chiesero se proprio l’essere incompetenti ci renda inconsapevoli della nostra incompetenza.

A metà degli anni novanta, infatti, a Pittsburgh, un individuo rapinò due banche, in pieno giorno, senza coprirsi il viso con alcuna maschera. La sua individuazione e l’arresto, come si può facilmente immaginare, furono immediati.

Ciò che appare più scioccante è come l’uomo avesse organizzato i colpi. Egli, infatti, riteneva che, una volta applicato del succo di limone sul suo volto, sarebbe diventato invisibile. 

Questo perché un amico gli aveva mostrato che il succo di limone rende invisibile l’inchiostro su carta.

Come riprova della sua invisibilità, provò a scattarsi una foto. Sbagliò inquadratura. E proprio il fatto di non apparire raffigurato nella foto, gli valse come riprova dell’efficacia del metodo.

La percezione distorta della realtà è dovuta alla mancanza di competenze di un determinato ambito. Senza conoscere una materia, è difficile stimare le effettive difficoltà che si potrebbero incontrare sul campo. E, di conseguenza, avere consapevolezza sia dei propri punti di forza, sia dei limiti.

 

L’esperimento e le sue conseguenze

Lo studio condotto da Dunning e Kruger ha avuto proprio lo scopo di correlare autovalutazione ed effettive capacità degli individui.

Così, un gruppo di studenti fu sottoposto ad un test in cui avrebbe dovuto autovalutare le proprie competenze su umorismo, grammatica e logica. In un secondo momento, poi, avrebbero eseguito dei compiti per valutare i propri risultati in questi tre ambiti.

Il risultato dello studio fu che i partecipanti che avevano conseguito i punteggi più bassi, in realtà, nel test di autovalutazione avevano sopravvalutato di molto le proprie abilità. Invece, le persone con i risultati migliori erano portati, per indole, a sottovalutare le proprie competenze.

Infatti, conoscendo, anche solo in minima parte, un argomento, si è più consapevoli del proprio livello di competenze e quanto sforzo, studio e approfondimento è necessario per padroneggiare una materia.

 

Quando una falsa autovalutazione porta ad errori sul posto di lavoro

Un dirigente, conoscendo le attività della sua azienda e dei suoi collaboratori, potrebbe decidere di ricoprire il ruolo di responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), non avendo, però, approfondite competenze in merito. 

Così, ritenere di poter svolgere un ruolo diverso da quello per cui si è stati formati, e di poter essere in grado comunque di gestire efficacemente la sicurezza del lavoro, ricade nell’effetto Dunning Kruger.

 

Effetto Dunning Kruger: trasformare l’incompetenza in un atto di crescita

Comunemente capita che un lavoratore venga premiato per il lavoro svolto, ricevendo un incarico di prestigio, che esula, anche se di poco dalle sue precedenti mansioni. Questo fa di lui poco esperto nel nuovo ambito. Egli, però, potrebbe non riconoscere le difficoltà intrinseche del compito. E, focalizzandosi solo sulla fiducia riposta in lui, potrebbe non approfondire gli studi sulle nuove mansioni. 

Decisioni avventate e potenzialmente pericolose sono altamente probabili, specialmente in ambiti di lavoro ad alto rischio.

 

L’effetto Dunning-Kruger, però, non è una condanna. Rappresenta solo un ostacolo nel percorso di crescita professionale.

 

Sottostimare compiti complessi fa prendere decisioni senza avere i giusti mezzi a disposizione, in termini di competenze e conoscenze. 

Intraprendere un cammino di crescita e uscire dall’illusione della conoscenza è certamente difficile. 

È necessario, quindi, cercare di affrontare ogni lavoro con umiltà. Avere consapevolezza dei propri limiti e la volontà di imparare, acquisire competenze ed impegnarsi è la base per essere dei professionisti capaci ed affidabili.

 

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Cynthia Fiorillo


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