ENEA e CTI: rapporto annuale sulla certificazione energetica

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Il rapporto evidenzia i miglioramenti ottenuti nel periodo 2016-2019 in termini di efficienza sul rendimento energetico del parco edilizio nazionale.

Il rapporto evidenzia i miglioramenti ottenuti nel periodo 2016-2019 in termini di efficienza sul rendimento energetico del parco edilizio nazionale.

Il Rapporto annuale 2020, dal titolo “Certificazione energetica degli edifici”, frutto della collaborazione dell’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) con il CTI (Comitato Termotecnico Italiano Energia e Ambiente), è certamente uno strumento di monitoraggio utile a valutare l’efficacia dei meccanismi d’incentivazione, a delineare l’andamento degli obiettivi di transizione energetica del parco edilizio italiano, a quantificare il contributo potenziale del settore agli obiettivi comunitari di risparmio energetico attraverso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e riduzione delle emissioni di CO2.

 Il rapporto – si legge sul sito dell’ENEA – è basato su oltre 4,5 milioni di attestati di prestazione energetica (APE)[1] del periodo 2016-2019, di cui l’85% riguardanti immobili residenziali[2] . Dal rapporto emerge anche come oltre il 60% del parco immobiliare italiano sia nelle classi energetiche meno efficienti (F-G), anche perché costruito principalmente tra il 1945 e il 1972; le nuove costruzioni rappresentano solo il 3,4% degli APE e di questi più del 90% sono ad elevate prestazioni energetiche (A4-B). Il settore non residenziale, che pesa per il 15% sul totale degli APE, ricade per oltre il 50% degli attestati nelle classi energetiche intermedie (C-D-E) e per più del 10% in quelle più efficienti (A4-B).

 “[1] L’Attestato di Prestazione Energetica (APE, o, comunemente, “certificato energetico”) è un documento che, mediante una scala da A4 a G, attesta la prestazione e la classe energetica di un immobile e indica gli interventi migliorativi più convenienti. Attraverso l’APE il cittadino viene a conoscenza di caratteristiche quali il fabbisogno energetico dell’edificio o dell’unità edilizia, la qualità energetica del fabbricato, le emissioni di anidride carbonica e l’impiego di fonti rinnovabili di energia, che incidono sui costi di gestione e sull’impatto ambientale dell’immobile, ed è guidato verso una scelta consapevole nel caso di acquisto, locazione o di recupero (ristrutturazione o riqualificazione). La prestazione energetica è la quantità di energia necessaria per soddisfare annualmente le esigenze legate a un uso standard dell’immobile per il riscaldamento, il raffrescamento, la ventilazione, la produzione di acqua calda sanitaria e, negli edifici non residenziali, anche per l’illuminazione, gli ascensori e le scale mobili. Da ottobre 2015 l’APE ha un formato standard su tutto il territorio nazionale. Le prime due pagine dell’APE contengono le informazioni essenziali per il cittadino.

[2] I dati sono stati raccolti attraverso il SIAPE (Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica) e forniti dalle singole Regioni e Province Autonome nel periodo di riferimento (2016-19).”

 Il rapporto si compone di tre parti:

  • la prima descrive il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE) che rappresenta il catasto nazionale degli Attestati di Prestazione Energetica
  • la seconda parte riporta i dati della ricerca in base all’analisi della distribuzione degli APE a seconda degli indici di ricerca (motivazione, anno di costruzione, destinazione d’uso, indici di prestazione ed emissioni di CO2, ecc.)
  • la terza parte rappresenta un riepilogo del quadro italiano, suddiviso per Regione e per Provincia Autonoma, relativamente agli APE.

Completano la ricerca altri tre allegati che ne forniscono ulteriori dettagli.

Per scaricare il Rapporto sulla Certificazione Energetica degli Edifici clicca qui

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Maria Grazia Savoia

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