Equo compenso: in esame lo stop ai bandi gratis

Maria Grazia SavoiaMaria Grazia Savoia13 Febbraio 20204min16900
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Un emendamento al decreto Milleproroghe propone lo stop ai bandi gratuiti della PA ed equo compenso ai professionisti

Un emendamento al decreto Milleproroghe propone lo stop ai bandi gratuiti delle PA ed equo compenso ai professionisti

Basta bandi a zero euro

È quanto prevede un emendamento (Gribaudo-Orlando) al Decreto Milleproroghe sull’equo compenso, all’esame in Parlamento per la conversione in legge. Sarà vietato qualsiasi bando che non preveda un corrispettivo per il professionista incaricato.

L’emendamento prevede nello specifico che la Pubblica Amministrazione possa conferire incarichi professionali o affidare opere pubbliche nell’ambito delle quali siano previsti incarichi professionali solo se il compenso pattuito sarà proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione.

L’emendamento indica che, per la quantificazione dei compensi, bisognerà tenere conto anche “dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi e dei parametri indicati dai DM 140/2012 e DM 55/2014 e successive modifiche”.

Ad ogni modo l’emendamento specifica che saranno considerati nulli i contratti stipulati in violazione delle norme sulla determinazione dell’equo compenso.

L’emendamento al Milleproroghe propone anche di prevedere un sistema di tutele per i professionisti.

Per quanto riguarda i professionisti che non fanno parte di Ordini e Collegi, inoltre, i parametri dovranno essere definiti dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) in accordo con le associazioni più rappresentative del settore.

A livello nazionale, il confronto sta andando avanti. Dopo l’insediamento di un tavolo tecnico nel 2019 e l’impegno di una parte politica di estendere l’equo compenso a tutti i professionisti, a fine anno il Ministro della Giustizia ha messo il tema in cima alle sue priorità.

I risultati migliori si stanno ottenendo a livello locale con una serie di norme che subordinano il rilascio dei permessi (per gli incarichi affidati dai privati) o la chiusura dei procedimenti tecnico-amministrativi (per gli incarichi affidati dalle PA) alla presentazione di documenti che attestino l’avvenuto pagamento dei professionisti.

Al momento hanno legiferato in tal senso Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana e Marche.

 

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