Eredità pt. 3: il diritto di rappresentazione

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Approfondiamo insieme il diritto di rappresentazione, che fa subentrare all'eredità i discendenti di un ascendente premorto o rinunciatario

Continuiamo l’interessante viaggio all’interno dell’eredità legittima, studiando il diritto di rappresentazione ed il caso in cui l’erede sia mancato prima del dante causa.

Regole certe e garantite, riguardanti l’eredità, scritte nei codici legislativi

Le norme che regolano il trasferimento dell’eredità prevedono un sistema di risposte certe e adeguate a qualsiasi evenienza. Non lasciano infatti mai nulla al caso, stabilendo sempre come comportarsi nei diversi passaggi. È compresa pertanto anche l’eventualità in cui l’erede sia mancato prima del dante causa o, se vivente al momento del trasferimento dell’eredità, voglia comunque rinunciare alla successione. Il diritto contemplato nei codici, che consente al figlio o alla figlia premorti -morti cioè prima del dante causa, il quale ha lasciato il patrimonio- di essere “rappresentati” alla successione del proprio genitore -morto postumo dai suoi discendenti diretti- è appunto il diritto di rappresentazione.

Cos’è il diritto di rappresentazione?

La rappresentazione è quel particolare tipo di diritto che fa subentrare i discendenti nei diritti riconosciuti dalla legge al loro ascendente, il quale non è potuto -perché premorto– o non ha voluto -perché rinunciatariopartecipare alla successione.

 

albero schematico eredità rappresentanza

 

La rappresentazione tuttavia non opera in tutti i casi, ma solo se i primi chiamati all’eredità sono:

  • i figli del defunto;
  • fratelli o sorelle del deceduto (questo particolare caso sarà trattato quando si affronterà la successione legittima dei fratelli o sorelle del dante causa);
  • la rappresentazione opera all’infinito superando anche il sesto grado di parentela;
  • nella successione legittima dei discendenti, quando cioè non c’è il passaggio diretto da padre in figlio, ma da nonno a nipote o pronipote, abnipote, ecc. In tal caso il passaggio del patrimonio avviene sempre per rappresentazione;
  • un postero di grado qualsiasi, venuto alla successione per rappresentazione, è comunque in grado di escludere tutti gli altri parenti, ad eccezione dell’eventuale coniuge superstite, così come se ci fosse un figlio in luogo del rappresentante.

Risulta quindi ormai evidente: un figlio o una figlia premorti o rinunciatari, per poter godere del diritto di rappresentazione, devono aver generato in vita dei propri discendenti in grado di rappresentarli.

La rappresentazione nell’eredità dei posteri: caso di studio

Continuiamo a spiegare questo peculiare aspetto della successione legittima con un esempio pratico e calzante.

Mario, vedovo, dopo aver perso uno dei suoi tre figli, muore lasciando gli altri due figli e due nipoti: Marco, il primogenito, che nel frattempo ha avuto a sua volta una figlia; Matteo, il secondo, che non si è ancora sposato ed è senza prole; i due nipoti, generati da Giovanni (il terzogenito, premorto perché perito antecedentemente a Mario, ma rappresentato dalla propria prole).

 

eredità diritto rappresentazione
 

Data tale situazione, oggi chi ha diritto all’eredità di Mario?

 

tabella caso studio eredità rappresentazione

 

Si ricorda che i fratelli o sorelle del de cuius, gli ascendenti e tutti gli altri parenti possono diventare eredi, in una successione legittima, soltanto se il defunto non aveva figli. Quindi non sono possibili ipotesi di concorso tra i figli e i fratelli del defunto, o tantomeno tra figli e ascendenti, o altri parenti entro il sesto grado. Affinché si possa parlare di successione legittima, altri soggetti subentrano solo in caso di assenza dei figli. Chi segue a ruota sono proprio gli ascendenti, che tuttavia vedremo per bene nella prossima puntata.

 

Se però ti sei perso gli scorsi approfondimenti riguardanti l’eredità, non temere! Qui trovi i precedenti articoli riguardanti la successione legittima (Eredità: tutto quello che c’è da sapere sulla successione legittima) ed i relativi discendenti e gradi di parentela (Eredità pt. 2: discendenti e gradi di parentela nella successione legittima).

 

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Sergio Schettini


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