Eredità pt. 6: la successione di zii, cugini, nipoti

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Concludiamo la nostra rubrica sulla successione legittima analizzando il caso in cui l'eredità spetti a figure quali zii, cugini, nipoti

Blumatica ripropone il delicato tema della successione legittima, con un nuovo redazionale sul passaggio patrimoniale focalizzato sulle altre figure antecedentemente non prese in considerazione. Finora abbiamo infatti studiato le linee guida su come l’eredità del dante causa venga trasmessa in presenza di: coniuge, discendenti, ascendenti, fratelli o sorelle o i loro rappresentanti. Ora concentriamoci sugli altri possibili successori.

 

Il ramo di parentela collaterale

Nel corso di questa rubrica abbiamo ampiamente trattato dei rami di parentela e della loro importanza nella scala gerarchica, che stabilisce e regola la spartizione di una eredità. Si può quindi procedere con l’esplorazione del ramo collaterale, in mancanza di tutti i soggetti appena elencati poco sopra.

Se chi lascia un’eredità, non annovera tra i propri parenti superstiti:

  • figli o altri discendenti diretti (questi ultimi possono entrare in gioco grazie al diritto di rappresentazione, su cui abbiamo precedentemente disquisito),
  • coniuge,
  • ascendenti (genitori, nonni, bisnonni, ecc.),
  • fratelli o sorelle (o loro rappresentanti, sempre grazie al diritto di rappresentazione),

allora gli unici aventi diritto che la legge impone di ricercare, sono gli altri parenti del ramo collaterale.

 

Chi sono questi ulteriori eredi potenziali?

Oltre a fratelli e sorelle del dante causa, il ramo collaterale è popolato dagli zii, prozii, dai cugini e dai nipoti collaterali (figli dei fratelli del dante causa), ecc. Tutti soggetti che hanno diritto a ricevere l’eredità in mancanza delle categorie di parenti citati sopra. In linea generale essi si possono esporre graficamente come mostrato nella seguente illustrazione:

eredità successione parenti collaterali
 

Vince il parente di grado più prossimo

In simili casi, l’eredità viene devoluta a favore del parente o dei parenti di grado più prossimo senza distinzione di linea. Vale pertanto la regola che il parente di grado più prossimo esclude quello più remoto e, fra pari grado, l’eredità si divide per capi (si veda l’approfondimento riguardante la successione per capi al redazionale Eredità pt. 5: la successione legittima di fratelli e sorelle).

Quindi, a tal punto, ciò che fa la differenza è esclusivamente il grado di parentela! Ed è proprio questa caratteristica che vede prevalere i parenti più stretti rispetto a quelli più lontani.

 

Eredità, successione, parenti collaterali: esempi pratici

Risulta sicuramente più semplice spiegare simili eventualità con un paio di esempi pratici.

Mario, il dante causa, morendo lascia due cugini di parte materna ed un cugino di parte paterna (tutti soggetti di quarto grado). Posto a € 300.000,00 il valore dell’eredità, a ciascun cugino che quota spetta?

  • Al cugino materno 1, spetta un terzo della quota complessiva, per un valore di 100.000,00;
  • Al cugino materno 2, spetta un terzo del totale, per un valore di 100.000,00,
  • Al cugino paterno 2, spetta un terzo, per un valore di 100.000,00.

Praticamente, essendo tutti gli aventi diritto di quarto grado di parentela rispetto al dante causa, si dividono tra loro l’eredità per capi: essendo tre, riceveranno un terzo ciascuno.

Se Mario, il dante causa, continuando con l’esempio precedente, avesse lasciato anche uno zio (fratello di padre o madre) parente di terzo grado, a chi sarebbe spettata l’eredità?

  • Allo zio di Mario, spetta l’intera quota, per un valore di 300.000,00,
  • I cugini non hanno diritto al patrimonio.

Lo zio, parente di terzo grado del dante causa, essendo di grado a questi più vicino, esclude tutti gli altri e riceve l’intera eredità di Mario. Ciò avviene a prescindere dal numero (inteso come quantità) degli altri parenti potenziali eredi e tutto dipende unicamente dal grado.

 

La successione legittima non può superare il sesto grado di parentela

Come è facile dedurre da quanto sopra esposto, la successione legittima (cioè quella che segue i dettami di legge), non può andare oltre il sesto grado. E se chi muore lasciando un autentico patrimonio non ha parenti compresi entro il sesto grado, cosa accade?

 

La successione dello Stato

La successione legittima non ha luogo in favore di parenti oltre il sesto grado. In questo caso l’eredità passa allo Stato che eredita:

  • di diritto senza bisogno di accettazione,
  • non può rinunciare all’eredità,
  • non risponde dei debiti e dei legati oltre il valore dell’eredità.

Se non sono presenti parenti entro il sesto grado, l’eredità si devolve allo Stato con le modalità illustrate sopra.

Ebbene sì. Se qualcuno muore senza lasciare parenti tra quelli conosciuti nelle varie puntate di questo blog, l’eredità viene trasferita allo stato con modalità previste e codificate del tutto particolari.

 

La successione degli affini

Due parole, a conclusione di questo articolo, vanno spese per segnalare un’ulteriore categoria di soggetti contemplati dalla legge: gli affini. Questi non sono parenti ed entrano in successione esclusivamente per disposizioni testamentarie. Vediamo bene di chi si tratta.

L’affinità è il tenue vincolo che in seguito al matrimonio lega il coniuge con i parenti dell’altro coniuge, vale a dire tra la moglie e i parenti del marito e viceversa. In tal caso, il grado di parentela corrisponde a quello stesso che lega il proprio coniuge ai suoi genitori oppure ai fratelli e sorelle, se si vuol conoscere la relazione di parentela con questi. Quindi suoceri e genero, suoceri e nuora sono parenti affini di primo grado in linea retta, poiché i suoceri sono parenti di primo grado con il proprio figlio o figlia sposata. I cognati e cognate sono parenti affini di secondo grado in linea collaterale, dato che il coniuge è legato a essi (tra loro sono fratelli o sorelle) da parentela di secondo grado in linea collaterale. È inoltre importante notare che:

  • L’affinità non cessa per la morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva,
  • Un affine non ha alcun titolo sulla successione legittima. Esso può partecipare a una successione solo se beneficiario testamentario.

 

Blumatica al fianco dei cittadini

Bene, si è riusciti ad esporre, si spera chiaramente, l’avvincente mondo delle questioni ereditarie in tutte le sue sfaccettature. Almeno quello legato alla successione legittima, si intende. Si è attraversato a volo d’uccello un mondo vicino a chiunque. Un tema che da sempre costituisce una parte importante e delicata della vita di ciascuno di noi, ma che alimenta purtroppo anche accese dispute tra parenti. Questa serie di articoli non ha la pretesa di spiegare ogni cosa riguardo tale aspetto, ma solo l’intento genuino di accrescere il sapere del cittadino che desidera informarsi e conoscere un po’ meglio le regole della società attuale.

 

Se tuttavia non hai avuto modo di seguire gli scorsi approfondimenti riguardanti l’eredità, non temere! Sul nostro blog trovi i precedenti articoli riguardanti la successione legittima del coniuge (Eredità pt. 1: la successione legittima del coniuge), i relativi discendenti e gradi di parentela (Eredità pt. 2: discendenti e gradi di parentela nella successione legittima), il diritto di rappresentazione (Eredità pt. 3: il diritto di rappresentazione), la successione legittima di genitori e ascendenti (Eredità pt. 4: la successione legittima di genitori e ascendenti) e di fratelli e sorelle (Eredità pt. 5: la successione legittima di fratelli e sorelle).

Scopri infine il nostro software per la gestione delle procedure per la redazione delle pratiche di successione, oltre che delle volture catastali!

Sergio Schettini


Un commento

  • Nicola

    11 Ottobre 2023 at 15:43

    Buongiorno,
    ho letto i Vostri articoli ma ho un dubbio….esempio…io sono sposato con moglie e figlia minorenne.in vita c’è anche mia madre che ha un fratello.io e mia madre proprietari in quota di immobile.se io dovessi venire a mancare prima di mia madre, a mia figlia spetterebbe qualcosa una volta che si verificherà il decesso di mia madre?se no quale potrebbe essere la soluzione per escludere il fratello di mia madre?Grazie

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    • Ufficio Blumatica

      11 Ottobre 2023 at 17:06

      Salve,
      la successione si apre al momento della morte di qualcuno e, se non si è disposto con testamento, l’eredità passa automaticamente ai legittimi eredi: nell’ipotesi da Lei formulata, erediterebbero, la Sua quota dell’immobile in comproprietà con Sua madre, Sua moglie e Sua figlia.
      Poi, qualora in seguito dovesse venire a mancare Sua madre, l’erede che riceverà questa ulteriore quota sarà Sua figlia in quanto discendente di figlio premorto e pertanto in grado di rappresentarLa e di escludere il fratello di Sua madre ancora in vita.
      I discendenti escludono direttamente i collaterali come fratelli o altri soggetti. Sua figlia è comunque un discendente diretto di Sua madre e perfettamente in grado di escludere il fratello ancora in vita. Così come se dovesse venire a mancare prima Sua madre, ci sarebbe Lei, discendente diretto, ad escludere il fratello anche se ancora in vita.
      La invito a leggere attentamente gli articoli del nostro blog e vedrà che le risposte ad eventuali dubbi sono già tutte pronte e chiare.
      Cordiali saluti.

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  • Francesca

    3 Novembre 2023 at 09:55

    Buongiorno,
    il de cuius in questione (una persona nata negli anni ’40) non ha coniguge (deceduta e precedentemente divorziati), non ha fratelli ed ovviamente non ha genitori.
    Devo ricostruire l’albero fino al 6° grado, come posso fare? E’ risolvibile con l’aiuto dell’anagrafe di stato?

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    • Ufficio Blumatica

      3 Novembre 2023 at 14:44

      Salve,
      la risposta al suo quesito è contenuta nel libro: La Dichiarazione di Successione da Zero edito da Blumatica, che contiene dei quadri con cui è possibile ricostruire l’albero genealogico fino al sesto grado di chiunque.
      Cordiali saluti.

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  • claudia

    4 Gennaio 2024 at 11:59

    Buongiorno,
    devo inserire in successione due eredi che entrano per rappresentazione al posto del padre premorto. Le eredi in questione hanno cittadinanza britannica e non hanno un codice fiscale italiano.
    La Risposta n. 407/2023 dell’ade afferma che “In sostituzione del codice fiscale italiano assente, i cittadini stranieri eredi del soggetto defunto, residente in Italia, devono indicare nella dichiarazione di successione cognome e nome, luogo e data di nascita, nonché domicilio estero”.
    Ho dunque inserito solamente i dati richiesti nella risposta n.407/2023 (cognome e nome, luogo e data di nascita, domicilio estero) ma il programma continua a richiedermi il codice fiscale.
    Come posso risolvere in questo caso?
    Inoltre dal passaporto britannico, mi risluta che le eredi in questione non abbiano più il cognome del padre ma dei rispettivi mariti.
    Ringrazio anticipatamente

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    • Ufficio Blumatica

      8 Gennaio 2024 at 09:48

      Salve,
      generalmente se ci sono delle cose specifiche da chiedere sul funzionamento dei software, Le consigliamo di aprire un ticket di assistenza gratuito direttamente dal software o dalla seguente pagina: https://www.blumatica.it/supporto/assistenza-base/

      Tuttavia, in riferimento alla Sua domanda, per le vie brevi Le diciamo che in casi del genere va richiesto un Codice fiscale “temporaneo” all’Agenzia delle Entrate che Le consente di compilare correttamente e completamente la dichiarazione di successione da inviare.

      Cordiali saluti.

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