Guida Rapida Conto Termico 3.0 – Episodio 14: Pompe di calore (III.A)

redazionale
Pompe di calore e Conto Termico 3.0: requisiti, calcolo dell’incentivo e documentazione. Guida pratica all’intervento III.A tra prestazioni, verifiche e criticità istruttorie. Tutto quello che serve per impostare correttamente la pratica.

Requisiti tecnici, spese ammissibili, calcolo dell’incentivo e documentazione necessaria

Con il Titolo III entriamo nel cuore degli interventi “impiantistici” del Conto Termico 3.0. 

L’intervento III.A incentiva la sostituzione (anche parziale) di impianti di climatizzazione invernale esistenti con pompe di calore (elettriche o a gas) che utilizzano energia aerotermica, geotermica o idrotermica, con possibilità di impianti combinati anche per ACS e, in parte, per altri usi termici (processi, piscine, centri benessere) purché la climatizzazione invernale resti prevalente.

È un intervento molto praticato, ma anche molto “sensibile” in istruttoria: qui contano soprattutto sostituzione reale, utenze servite, regolazione, contabilizzazione e prestazioni minime dichiarate dal costruttore.

Conto Termico 3.0 - Requisiti Tecnici per accedere all'incentivo per gli impianti a Pompa di Calore
Conto Termico 3.0 – Requisiti Tecnici per accedere all’incentivo per gli impianti a Pompa di Calore

 

Requisiti tecnici

Per l’ammissibilità del III.A, le Regole Applicative richiedono di impostare l’intervento come una sostituzione di un impianto preesistente (non una nuova installazione) e di rispettare alcune condizioni chiave, che nella pratica vanno lette come una check-list tecnica.

  • Sostituzione dell’impianto esistente (integrale o parziale)

L’intervento deve sostituire un impianto di climatizzazione invernale già presente (immobili di qualsiasi categoria catastale tranne F). La sostituzione parziale è ammessa solo se l’impianto originario ha più generatori e se ne sostituisce almeno uno. Inoltre, la potenza termica nominale complessiva post-operam (somma di generatori nuovi e non sostituiti che riscaldano lo stesso edificio/unità) deve rimanere ≤ 2.000 kWt.

  • Utenze servite: devono coincidere con l’ante-operam

Il nuovo impianto (elettrico o a gas) deve asservire le medesime utenze della configurazione ante-operam. È uno dei punti più controllati: ampliamenti di volumi/utenze o “spostamenti” di servizio possono far ricadere l’intervento fuori dall’III.A.

  • Messa a punto dell’impianto

È richiesta la messa a punto ed equilibratura del sistema di distribuzione, regolazione e controllo: serve a dimostrare che l’intervento non è una semplice sostituzione “meccanica” ma un adeguamento a regola d’arte.

Leggi qui tutti gli episodi di RacConto Termico 3.0

  • Regolazione modulante sui terminali (valvole termostatiche o equivalente)

In linea generale è richiesta l’installazione su tutti i corpi scaldanti di regolazione modulante sulla portata (es. valvole termostatiche a bassa inerzia), salvo eccezioni ammesse:

  1. quando l’installazione è inequivocabilmente non fattibile nel caso specifico (da motivare tecnicamente)
  2. quando è presente una centralina di termoregolazione con dispositivi modulanti per la temperatura ambiente (con regole specifiche su quali terminali possano essere esclusi);
  3. per impianti progettati e realizzati con temperatura media del fluido termovettore < 45°C.

 

  • Contabilizzazione del calore: obblighi e soglie

Su impianti centralizzati a servizio di più unità/edifici è richiesta la contabilizzazione individuale dell’energia termica utilizzata.

Se la potenza termica utile è > 200 kW, oltre agli obblighi di contabilizzazione, è prevista l’installazione dei sistemi necessari e la comunicazione al GSE delle misure dell’energia termica annualmente prodotta e utilizzata, secondo le modalità operative dedicate.

 

  • Prestazioni minime della pompa di calore e norme di prova

Le prestazioni devono rispettare i requisiti minimi Ecodesign (calcolati in zona “average”) e devono essere dichiarate e garantite dal costruttore con prove conformi alle norme richieste:

  • Pompe di calore elettriche valori minimi di ηs% e SCOP secondo le tabelle di riferimento, prove secondo UNI EN 14825.
Requisiti minimi Ecodesign per pompe di calore elettriche
Requisiti minimi Ecodesign per pompe di calore elettriche

 

Requisiti minimi Ecodesign per pompe di calore geotermiche
Requisiti minimi Ecodesign per pompe di calore geotermiche

NOTE: 

Cos è il GWP?

Il GWP misura il potenziale contributo all’effetto serra di un gas (es. un refrigerante) rispetto alla CO₂, posta convenzionalmente pari a 1, su un orizzonte temporale standard (tipicamente 100 anni). A parità di massa rilasciata in atmosfera, più il GWP è alto, maggiore è l’impatto climatico potenziale. Per le pompe di calore il parametro è rilevante perché i refrigeranti ad alto GWP sono oggetto di limitazioni e riduzioni progressive in ambito UE (quadro F-gas), con ricadute pratiche su immissione sul mercato, disponibilità, manutenzione e gestione a fine vita. In molte schede tecniche e tabelle prestazionali la soglia GWP 150 viene utilizzata come discriminante tra famiglie di refrigeranti e relativi requisiti.Il valore di GWP va desunto dalla documentazione del produttore (scheda tecnica/etichettatura del refrigerante) e riportato coerentemente nella pratica, insieme alle prestazioni dichiarate secondo le condizioni richieste dalle norme e dai regolamenti applicabili.

 

Differenza COP e SCOP

ll COP (Coefficient of Performance) misura l’efficienza della pompa di calore in una singola condizione di prova (temperature e regime fissati). È quindi un valore “puntuale”: utile per capire come la macchina rende in uno specifico scenario, ma non descrive da solo il comportamento lungo tutta la stagione. Lo SCOP (Seasonal COP) rappresenta invece l’efficienza media stagionale in riscaldamento: deriva da un insieme di condizioni e pesi che simulano l’uso reale durante la stagione, includendo funzionamento a carico parziale e variazione delle temperature esterne. È il parametro che, in ottica Conto Termico/Ecodesign, risulta più vicino alla prestazione attesa “in esercizio”. Quando nelle schede e nelle verifiche si parla di zona climatica “average”, significa che i valori stagionali (come lo SCOP e i requisiti minimi Ecodesign correlati) sono calcolati e dichiarati rispetto a un profilo climatico standard europeo “medio”. In pratica, non è la zona climatica italiana (A–F) dell’edificio, ma una condizione convenzionale usata per rendere confrontabili i prodotti e verificare i requisiti minimi su base uniforme.

  • Pompe di calore a gas: valori minimi di ηs% e SPER; prove secondo:
  1. UNI EN 12309:2015 per PdC a gas ad assorbimento (valori su PCI),
  2. UNI EN 16905 per PdC a gas con motore endotermico.

Sono inoltre previsti limiti emissivi NOx (espressi come NO₂) riferiti all’energia termica prodotta: < 120 mg/kWht per assorbimento e < 240 mg/kWht per endotermiche.

Requisiti minimi Ecodesign per pompe di calore a gas
Requisiti minimi Ecodesign per pompe di calore a gas

 

  • Casi particolari: VRF/VRV e split

Per sistemi VRF/VRV è ammesso l’accesso agli incentivi anche sostituendo solo l’unità esterna, mantenendo circuito frigorifero e unità interne. La stessa logica è richiamata per split/multisplit e per PdC con scambio interno ad acqua quando l’unità interna non costituisce il generatore oggetto di sostituzione.

 

  • Obbligo di diagnosi e APE per grandi impianti

Se l’intervento riguarda un intero edificio con impianto preesistente di potenza nominale totale ≥ 200 kWt, ai fini dell’incentivo sono obbligatori diagnosi energetica ante-operam e APE post-operam, pena decadenza.

 

  • Imprese ed ETS economici

Per imprese ed ETS economici non sono incentivabili le pompe di calore a gas, in applicazione delle disposizioni specifiche richiamate dal Decreto.

 

Spese ammissibili

Per l’III.A, l’incentivo non nasce come “quota percentuale” delle fatture: è calcolato principalmente sulla producibilità (energia termica annua incentivata). Le spese accessorie sono considerate nei coefficienti di valorizzazione dell’energia (Ci). Detto questo, le voci tipicamente riconducibili all’intervento (IVA inclusa se costo) sono:

  • Smontaggio e dismissione del generatore/impianto esistente (totale o parziale).
  • Fornitura, trasporto e posa delle apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, incluse le opere idrauliche e murarie necessarie alla sostituzione a regola d’arte (e, se previsto, integrazione per ACS e altri usi ammessi).
  • Sistemi di contabilizzazione: globali (quando obbligatori) e individuali; eventuali interventi su rete di distribuzione, trattamento acque, dispositivi di controllo/regolazione, sistemi di emissione.
  • Opere di captazione per pompe di calore geotermiche (sonde e infrastrutture correlate).
  • Prestazioni professionali connesse all’intervento.

 

Calcolo dell’incentivo

Per le pompe di calore (elettriche o a gas) l’incentivo non è una percentuale “secca” della spesa, ma deriva dalla producibilità dell’intervento: in pratica, il GSE valorizza l’energia termica incentivata annua mediante specifici coefficienti (Ci) definiti in Tabella 9 dell’Allegato 2. Il risultato è un incentivo annuo, che poi viene corrisposto in più rate (oppure in unica soluzione nei casi previsti).

 

Pompe di calore elettriche

Per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche (anche abbinate a ACS, calore di processo o piscine/benessere), l’incentivo annuo si calcola come:

Ia,tot = Ei * Ci

  • Itot: incentivo annuo, erogato in 2 o 5 rate annuali costanti in funzione della potenza della PdC elettrica dell’intervento combinato (≤ 35 kW oppure > 35 kW), oppure in un’unica soluzione se l’incentivo totale è ≤ 15.000 € (o per gli aventi diritto);

 

  • Ci: è il coefficiente di valorizzazione (€/kWht) associato alla tecnologia installata (Tabella 9 del Decreto). Se sono presenti più generatori della stessa tipologia, il coefficiente si individua sulla base della somma delle potenze dei generatori analoghi.

 

  • Ei: è l’energia termica incentivata annua, determinata a partire dal calore prodotto e dal rendimento stagionale:

Ei = Qu * [1-1/SCOP] * kp

  • dove:
    SCOP: coefficiente di prestazione stagionale della pompa di calore, dedotto dai dati del produttori (in zona “average”);
    Qu: calore totale prodotto dall’impianto, calcolato come Prated × Quf,
    dove Prated</sub è la potenza alle condizioni standard dichiarata dal produttore e Quf è il coefficiente di utilizzo legato alla zona climatica (Tabella 8 del decreto);
    Kp: coefficiente di premialità dato dal rapporto tra l’efficienza stagionale dichiarata e quella minima Ecodesign (ηs / ηs,min,Ecodesign).

Caso specifico – sistemi fixed double duct
Per questa configurazione, ai fini del calcolo di Ei si fa riferimento al COP (in luogo dello SCOP), mantenendo l’impianto logico Qu = Prated × Quf e applicando un coefficiente di premialità kp pari a 2,6.

 

Pompe di calore a gas

Per la sostituzione con pompe di calore a gas (sempre anche in combinazione con ACS/processo/piscine), l’impostazione resta la stessa:

Ia,tot = Ei * Ci

con le seguenti particolarità operative:

  • Ei: viene calcolata tenendo conto dello SPER (in zona “average”, coerente con Ecodesign), e del coefficiente di conversione CC = 2,5, utilizzato per riflettere la conversione energetica secondo l’impostazione richiamata dalla direttiva 2012/27/UE.

Ei = Qu * [1-1/SPER * CC] * kp

 

  • kp: resta un fattore premiale legato al rapporto tra efficienza stagionale dichiarata e valore minimo Ecodesign applicabile.

Di seguito le tabelle da utilizzare per i calcoli:

Tabella 8 del Decreto – Coefficiente di utilizzo
Tabella 8 del Decreto – Coefficiente di utilizzo

 

Tabella di utilizzo per i calcoli
Tabella di utilizzo per i calcoli

 

Si applicano inoltre le seguenti precisazioni:

  • Per imprese ed ETS economici, l’intensità è regolata anche dal Titolo V del Decreto, secondo le specificità richiamate nelle Regole Applicative (clicca qui per maggiori dettagli);
  • Per interventi su edifici pubblici di cui all’art. 11, comma 2, del Decreto (ovvero su edifici di comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti oppure scuole ed ospedali) la percentuale incentivata della spesa ammissibile può essere pari al 100%, secondo le specificità del paragrafo 4.2 delle Regole Applicative.

 

Documentazione necessaria

Prima dell’invio della scheda-domanda sul Portaltermico è essenziale predisporre un set documentale completo e coerente, perché la correttezza degli allegati e la loro tracciabilità incidono direttamente sull’ammissibilità dell’istanza e sui tempi istruttori.

Documentazione da allegare alla richiesta di accesso all’incentivo

  • Documentazione comune a tutte le tipologie di intervento.
  • Generatori ≤ 35 kW non a Catalogo: l’asseverazione non è obbligatoria; è sufficiente la certificazione del produttore che attesti il rispetto dei requisiti minimi previsti da Decreto e Regole Applicative, per interventi con incentivo > 3.500 €.
  • Generatori > 35 kW: è richiesta l’asseverazione di tecnico abilitato (par. 12.5) più la certificazione del produttore sul rispetto dei requisiti minimi, per interventi con incentivo > 3.500 €.
  • Generatori 100 kW: serve anche una relazione tecnica di progetto, timbrata e firmata, con schemi funzionali d’impianto (per geotermia: includere anche lo schema di posizionamento delle sonde). 
  • Generatori destinati anche ad altri usi oltre al riscaldamento (ACS/processo/piscine/benessere): occorre una relazione tecnica di progetto che descriva l’impianto e chiarisca l’uso prevalente, evidenziando che i carichi termici in riscaldamento sono prevalenti rispetto alle altre destinazioni d’uso.
  • Dossier fotografico in PDF, con immagini chiare e coerenti, che includano:
  • targhe dei generatori sostituiti e installati (di ciascuna unità che compone il generatore);
  • i generatori sostituiti e installati;
  • centrale termica/locale ante-operam e post-operam;
  • valvole termostatiche o sistemi di regolazione modulante della portata.

Nota: se il generatore sostituito è già una pompa di calore, è necessario trasmettere una foto della targa da cui si legga la potenza in riscaldamento. Se la targa non consente la verifica, va allegata documentazione tecnica equivalente che dimostri potenza e destinazione d’uso (climatizzazione invernale).

Documentazione da conservare a cura del Soggetto Responsabile

  • Per interventi non a Catalogo e/o con incentivi ≤ 3.500 €: certificazione del produttore e scheda tecnica del generatore (anche come parte della certificazione), oltre alla documentazione relativa a termoregolazione/valvole se di nuova installazione.
  • Smaltimento del generatore sostituito: certificato di corretto smaltimento o documento equivalente (par. 12.7).
  • Dichiarazione di conformità dell’impianto, se prevista, ai sensi del DM 37/08.
  • Libretto di centrale/d’impianto, come da normativa vigente.
  • Per generatori ≥ 35 kW e < 100 kW: relazione tecnica di progetto timbrata e firmata con schemi funzionali (per geotermia: schema sonde).
  • Per impianti geotermici < 35 kW: schema di posizionamento delle sonde.
  • Titolo autorizzativo/abilitativo, ove richiesto.
  • Per impianti su interi edifici con potenza nominale totale del focolare ≥ 200 kW (art. 15, c.1):
    APE post-operam + diagnosi energetica ante-operam.

Iscrizione al catasto regionale impianti, ove previsto.

 

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Luca Cocozza

Responsabile Ricerca e Sviluppo Area Energia


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