Il prezzo corretto per un documento importante come l’APE

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Con il Superbonus, l'APE diventa un documento di fondamentale importanza. Come stabilire allora la giusta retribuzione per il certificatore?

Torna un nuovo redazionale riguardante l’APE, l’Attestato di Prestazione Energetica fondamentale per classificare dal punto di vista energetico un determinato immobile.

Nei precedenti articoli riguardanti il documento, avente durata massima di 10 anni, abbiamo analizzato un caso di certificazione erronea (Attestato di Prestazione Energetica (APE) erroneo: cosa fare?) e ci siamo soffermati sul catasto energetico nazionale (Il catasto energetico nazionale ed il deposito dell’APE per regione).

Ora focalizziamoci invece sulla sua importanza.

Cos’è l’APE

L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) indica la prestazione energetica di un dato edificio, suggerendone in aggiunta gli interventi migliorativi più convenienti. Tramite esso, si conoscono diverse peculiarità dell’immobile, quali: il fabbisogno energetico, la sua qualità energetica, le emissioni di anidride carbonica e l’impiego di fonti rinnovabili di energia.

Tali fattori incidono ovviamente sui costi di gestione e sull’impatto ambientale dello stabile. Conoscere queste caratteristiche porta quindi ad una scelta consapevole in caso di acquisto, locazione o recupero (ristrutturazione o riqualificazione). Con il Superbonus, introdotto dal Decreto aiuti, l’APE è inoltre diventato un documento di fondamentale importanza.

Come si determina l’Attestato

Un APE è redatto con l’aiuto di specifici software, tramite cui poter analizzare il livello energetico del fabbricato.

Per determinarne il valore, vengono presi in considerazione diversi elementi. Essi sono: le caratteristiche geometriche e di esposizione dell’immobile, gli attributi delle murature e degli infissi, la tipologia degli impianti presenti per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria, eventuali sistemi di ventilazione meccanica e di produzione di energia rinnovabile.

Primo passo da compiere è l’esecuzione del sopralluogo presso l’edificio in questione, pena il rischio di ricevere sanzioni molto pesanti. Successivamente, si elaborano i calcoli tramite un software certificato. Viene poi compilato e rilasciato il documento in questione, nel quale si sintetizzano le caratteristiche energetiche della struttura.

Il certificatore energetico

Per redigere l’Attestato, da quanto sopra intuibile, sono richieste specifiche ed elevate competenze, specificate nel DPR n. 75/2013.

Il professionista in materia è il certificatore energetico, il quale deve essere in possesso di uno dei titoli di studio indicati dal comma 3 dell’articolo 2 del decreto appena presentato. Deve essere iscritto all’ordine o collegio professionale. È necessaria inoltre l’abilitazione alla progettazione di edifici ed impianti asserviti agli immobili stessi, nell’ambito delle specifiche competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente.

In assenza dell’abilitazione, invece, è necessario ottenere un attestato di frequenza, con superamento dell’esame finale, relativo a specifici corsi di formazione per la certificazione energetica delle strutture.

In tal senso, Blumatica mette a disposizione un corso blended (online ed in aula) rivolto a professionisti quali architetti, geometri, ingegneri e periti agrari. La frequenza completa del corso permette infatti l’acquisizione dell’attestato abilitante.

 

Svalutazione di un documento importante

Nonostante la complessità e l’importanza caratterizzanti l’Attestato di Prestazione Energetica, il documento era in passato generalmente sottovalutato.

Ne è prova il famoso caso dell’Azienda Lombarda di Edilizia Residenziale (ALER) di Pavia-Lodi. L’ente, nel 2017, ha pubblicato un avviso per selezionare un professionista cui poter affidare la redazione di 98 APE. L’importo massimo stabilito messo a disposizione, tuttavia, era di 3.000 euro, cioè circa 30 euro per ogni certificazione.

Tale svalutazione, seppur in range più dignitosi, era presente sull’intero panorama nazionale. Nello stesso anno infatti, secondo una ricerca dell’Osservatorio di ProntoPro basata sul campione di un bilocale di 79 metri quadrati, il costo medio dell’APE era di 155 euro. Tra le città con il prezzo più basso trovavamo Napoli (120 euro) e Potenza (130 euro). Tra quelle con quello più alto Trento (220 euro) ed Aosta (190 euro).

 

APE e Superbonus

Con il Decreto Rilancio n. 34/2020 si cambia musica. Viene infatti introdotto il Superbonus, un’agevolazione che consente di acquisire detrazioni fiscali pari al 110% per interventi in ambito sia sismico che energetico. Esso comprende infatti sia l’Ecobonus, che prevede un defalcamento sulla quota totale per operazioni di riqualifica energetica degli immobili, sia il Sismabonus, il quale riguarda miglioramenti antisismici per le abitazioni collocate in aree di rischio 1,2,3.

Per poter accedere al Superbonus, è necessario che l’obiettivo dell’intervento sia quello di migliorare di due classi energetiche le prestazioni dello stabile preso in considerazione. Se non possibile, di conseguire almeno la classe energetica più elevata da poter raggiungere. Dimostrare di aver conseguito simili risultati è dunque fondamentale per ottenere simile agevolazione.

Ecco perciò che entra in gioco l’Attestato di Prestazione Energetica. Il documento è infatti da redigere correttamente sia prima che dopo gli interventi eseguiti, per certificare la compiutezza dei miglioramenti. Pena, in caso di errori, la perdita della detrazione.

 

Differenza tra APE standard e convenzionale

Focalizziamoci un momento sulla differenza riguardante le due diverse tipologie di certificazione esistenti.

Una è quella standard, necessaria in caso di compravendita e locazione. Si riferisce ad un’unica unità immobiliare e deve essere consegnata alla Regione per essere inserita nel catasto energetico nazionale (oggetto del precedente redazionale, Il catasto energetico nazionale ed il deposito dell’APE per regione).

Altra tipologia è invece l’APE convenzionale, legato unicamente alla pratica Superbonus. Tale attestato è necessario per testimoniare il raggiungimento degli obiettivi introdotti dal Decreto Rilancio, sopra descritti. Riguarda l’intero edificio. Considera pertanto la somma degli Attestati di tutti gli appartamenti presenti in un dato immobile. Eccezione è fatta per la singola unità funzionalmente indipendente e con almeno un accesso autonomo (art. 119). Simile certificazione non viene presentata alla regione, ma allegata all’asseverazione del tecnico in forma di dichiarazione sostitutiva d’atto notorio. È dunque da presentare unicamente ad ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Per valutare il raggiungimento degli obiettivi prefissati, infine, vengono redatti due Attestati: uno ante intervento, per avere ben chiaro il quadro della situazione e sapere i consumi effettivi di uno stabile, ed uno post intervento, il quale dimostra il conseguimento di una migliore efficienza energetica dello stabile in questione.

Quanto vale un Attestato?

Come stabilire allora la giusta retribuzione che spetta al professionista, in base alla complessità ed importanza riguardanti la certificazione?

Innanzitutto, partiamo con il presupposto che il prezzo di un attestato non può essere fisso. La quota dipende infatti da diversi fattori, quali: estensione dell’unità immobiliare, regolarità e complanarità dell’appartamento, destinazione d’uso, distanza dall’ufficio ed urgenza.

È pur vero che esistono dei range di riferimento cui potersi attenere. La Rete delle Professioni Tecniche (RPT) ha infatti costituito un gruppo di lavoro, il quale ha disposto precise Linee Guida per la determinazione dei corrispettivi riguardanti le prestazioni professionali connesse al Superbonus. Uno dei documenti utili per fissare il prezzo della certificazione energetica convenzionale è il DM 17 giugno 2016. Le stesse Linee Guida sono poi anche funzionali per stabilire il giusto valore dell’attestato standard. In più, il valore di quest’ultima tipologia di APE è determinato anche dal DM n. 140 del 20 luglio 2012, sostituente le precedenti tariffe professionali.

In linea generale, si può tuttavia anticipare che il costo di una certificazione energetica riferito ad una casa o un appartamento va dai 200 euro per i monolocali ai 400 euro per le villette a due piani. Per un negozio, invece, il prezzo oscilla dai 200 euro per le piccole botteghe fino ad arrivare ai 450 euro per i centri di 200 metri quadrati di superficie. In caso di grandezze superiori, occorre far realizzare un preventivo specifico. Per i capannoni industriali, infine, si va dai 1.000 euro fino a raggiungere i 3.000 euro.

Blumatica Corrispettivi

Blumatica mette a disposizione Corrispettivi, una vasta gamma di sistemi utili per calcolare il compenso previsto per ciascun professionista all’interno di un unico progetto. Tali applicazioni, cloud, non richiedono alcuna installazione. Sono quindi accessibili ogni volta che l’utente lo desideri. È necessaria infatti una semplice connessione ad Internet. Sono in aggiunta usufruibili sia tramite MAC che su qualsiasi sistema operativo. Vediamoli nel dettaglio.

Con Blumatica Corrispettivi Bonus Fiscali si può calcolare il corrispettivo professionale partendo anche dal computo metrico. Permette inoltre la redazione del preventivo per gli interventi ammessi alle detrazioni fiscali, oltre che il calcolo automatico di spese accessorie ed oneri. Prevista anche la stampa del presuntivo e del contratto.

Compensi CTU si rivolge invece a periti, consulenti tecnici d’ufficio, interpreti e traduttori. L’obiettivo è infatti determinare la loro retribuzione rispetto le operazioni eseguite su disposizione dell’autorità giudiziaria in materia civile e penale (D.M. 30 maggio 2002).

La nostra azienda, grazie alla collaborazione con il CNI, rende in aggiunta disponibili Corrispettivi Opere Pubbliche ed Opere Private. Il primo applicativo consente la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici. Il secondo invece è utile per la redazione del preventivo e del contratto tipo previsto dalla normativa vigente per la committenza privata.

 

 

Concludiamo infine tale redazionale sull’APE con Blumatica Energy: il nostro software, accessibile al prezzo più basso del mercato, utile per la certificazione energetica. Il programma, al momento tra i più completi ed utilizzati, è aggiornato al nuovo D. Lgs. 199/2021 (cd. RED II). Provalo gratis per 30 giorni!

Clarissa Di Gregorio


  • Per. Ind. Enrico Salvini

    15 Marzo 2023 at 16:10

    Buongiorno Faccio il Termotecnico da 34 anni (quando ho iniziato c’era la L.373/’76 qualcuno non sa nemmeno cosa sia) credo che sia stato un grande errore con un corsettino abilitare tutti a redigere (non a fare) un APE, quando c’era molta più serietà e onestà intellettuale c’erano le competenze oggi tutti fanno tutto senza sapere cosa stanno facendo. Accostare l’APE necessario per il 110% che se fatto come si deve scaturisce da una analisi energetica che infatti era richiesto che la facesse un Termotecnico (Per. Ind. e/o Ing.) con comprovata esperienza di almeno 5 anni ecc ecc non è certo come fare un APE per una compravendita ecc che lo fanno tutti anche con il famoso programmino scaricato gratuitamente da internet … o altri che con pochi dati da inserire danno il risultati finale (APE veloce …) e che possono fare tutti (su groupalia li mandano a casa al costo di 40 €). E’ lodevole quello che cercate di fare ma occorre conoscere i propri limiti e competenze essere seri corretti ed onesti pretendere il giusto compenso (che certamente non è ne 50 € ma nemmeno 250 bensì molto di più !) ma essere molto professionali e lasciar fare a chi lo sa fare veramente partendo da una L.10/’91 fatta bene poi come fù detto inizialmente quando uscì la questione AQE, ACE, poi APE partire da almeno 700 / 800 € in poi (non dimentichiamoci anche le responsabilità che si assume il certificatore)

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  • Per. Ind. Enrico Salvini

    15 Marzo 2023 at 16:15

    P.S. tutti questi “tecnici” incompetenti che hanno abbattuto i costi degli APE e che li hanno fatti fasulli, tutti in classe “G” hanno anche fatto un danno all’intera nazione infatti ora con la normativa europea che probabilmente uscirà e riguarda la case green risulta che l’Italia ha una media molto bassa e forse non è nemmeno vero ! certamente non sarà elevata ma magari non in G e come diceva Totò … “e io pago”

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  • cristina

    16 Marzo 2023 at 05:51

    Molto utile. C’è tanto lavoro per redigere un’APE e nessuno considera tutte le varianti in corso d’opera che il progettista deve gestire, in quanto viene quantificato solo un APE finale.

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  • Elio Bonomi

    25 Novembre 2023 at 22:19

    Serve formare termotecnici veri con regolari corsi di studio, superamento dell’esame di stato e praticantato. Oltre a tanta, tanta esperienza. Tra stupidi Ecobonus e “tecnici” abilitati con un corso di poche ore continueremo ad essere il fanalino di coda dell’Europa e il risparmio energetico rimarrà il solito busines in mano ai soliti furbetti.

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