Il racconto della Successione: ecco il libro che chiarisce la dicotomia tra aspetto giuridico e fiscale

Sergio Schettini12 Agosto 202126min44872
succ-libro-1280x667.jpg
Facciamo un "viaggio" in Giurilandia, il paese delle regole, e Fiscania, la valle dei tributi, per conoscere le risposte a tutte le domande più frequenti.

C’è un libro che spiega e chiarisce bene la dicotomia tra i due aspetti fondamentali di questa interessantissima materia professionale.

In principio c’è la Legge

In principio c’è l’aspetto giuridico che costituisce un intero libro del nostro codice civile. Poi, a quest’ultimo collegato, c’è l’aspetto fiscale che corre su un binario parallelo ma distaccato dal primo.

La successione

L’istituto giuridico della successione regola e stabilisce, con una serie di passaggi codificati, il trasferimento dei diritti che facevano capo al de cuius, ai propri aventi causa o, in mancanza di questi ultimi, a un predisposto sistema sostitutivo che indica, in ogni caso, la strada che gli operatori giuridici coinvolti devono seguire per dirimere tutte le vicende. Il tutto viene innescato da questo evento naturale che è la morte.

La dichiarazione di successione

L’aspetto fiscale collegato, in quanto tale, regolamenta l’iter tributario finalizzato al pagamento delle imposte eventualmente dovute da chi riceve beni e diritti costituenti l’eredità. Questi adempimenti fiscali vanno dichiarati con un documento, oggi telematico, che va sotto il nome di Denuncia di Successione.

La dichiarazione non è la successione

Ora, il problema è che molti confondono la successione con la dichiarazione; attribuendo valore giuridico a degli aspetti fiscali che non esisterebbero nemmeno in mancanza del primo! Allora si crede che al momento della presentazione, o dell’invio telematico, della dichiarazione maturano i diritti degli eredi. Nulla di più falso: la successione e non la dichiarazione è quella che stabilisce e conferisce ogni cosa. La dichiarazione, è ribadito in tante occasioni, non vale nemmeno come accettazione dell’eredità essendo un puro e mero adempimento fiscale.

Il libro

Il libro “La Dichiarazione di Successione da zero” spiega al lettore tutto quello che c’è da sapere, accompagnandolo in due ipotetici viaggi che attraversano Giurilandia, il paese delle regole, e Fiscania, la valle dei tributi, conoscerà le risposte a tutte le domande che incontrerà durante il percorso.

 

Giurilandia – il paese delle regole

Preparati adesso farai un viaggio: andrai a Giurilandia! Il paese dove sono nate le norme giuridiche che regolano la successione. Qui conoscerai tanti simpatici personaggi che vivono onestamente e non vedono l’ora di mostrarti queste regole. Alcuni, per farlo, moriranno per te! No, non ti preoccupare è solo un gioco che ti consentirà di imparare divertendoti.

Gli abitanti di questo luogo hanno un grande libro, lo chiamano “Codice civile”. In esso sono scritte tutte le regole da seguire fedelmente; lo consultano quotidianamente per dirimere tutte le questioni legate alla successione e sapere come comportarsi in ogni evenienza.

Ma cos’è la successione?

Nel nostro mondo il termine “successione” indica il susseguirsi nel tempo di un determinato evento. A Giurilandia, invece, il termine “successione” identifica il subentro di un’altra persona in situazioni giuridiche che prima appartenevano a un soggetto diverso.

Ma questo è solo il principio! Sì, proprio così perché la successione è una cosa molto più complessa che si articola in vari aspetti. Primo fra tutti il fatto che questo “passaggio” rileva anche ai fini dell’imposizione fiscale.

Ma non spaventarti! Questo sarà lo scopo di un altro interessante viaggio che farai più avanti. Ora, spesso capita anche qui, che qualcuno muore mentre deteneva dei diritti su beni immobili o mobili.

Nel Grande libro c’è scritto che questi diritti non possono esistere senza un soggetto che li esercita, quindi bisogna necessariamente trovare qualcun altro che succeda nei diritti del “de cuius”.

Chi è il de cuius?

A Giurilandia, come in tutti gli altri posti del mondo, le persone hanno un nome proprio: Antonio, Filippo, Matteo, Giacomo e così via; ma quando muoiono vengono tutti chiamati: de cuius. È un modo di dire che deriva da un’antica espressione latina che significa la persona “della cui” eredità si tratta. Un nome univoco e uguale per identificare tutte le persone decedute.

In questo modo i cittadini di Giurilandia avranno una regola generale da seguire e sapranno quali passaggi successivi compiere, al momento di apertura della successione.

Cos’è l’apertura della successione?

L’apertura della successione coincide con la morte del de cuius. A questo preciso momento si riferiscono gli effetti della trasmissione dei diritti ereditari e l’istante dal quale decorrono i termini prescritti per l’espletamento delle varie formalità previste dalla normativa vigente, tra le quali quelle di carattere fiscale. Al momento della morte, quindi, viene scattata “l’istantanea” che fotografa la situazione corrente della persona deceduta e il “codice civile” dispone che vengano individuati i “chiamati” a succedere nei diritti del defunto.

Chi sono i chiamati?

Il Grande libro concede tanta libertà operativa ai suoi cittadini nello stabilire chi debba succedere, e in che misura, nella propria eredità attraverso uno strumento chiamato “testamento”. Tuttavia se il de cuius non ha disposto nulla o ha stabilito solo in parte, la legge individua precisamente i soggetti chiamati a succedere, cioè coloro che possono subentrare nei diritti del de cuius attraverso una fase che viene definita “delazione”.

Cos’è la delazione?

La delazione è la fase in cui l’eredità viene concretamente “offerta” ai chiamati. Normalmente la delazione coincide con il momento di apertura della successione, ma talvolta si verificano dei casi in cui la delazione è differita nel tempo, perché magari chi deve ricevere non sia ancora nato (vedrai nel seguito come sia possibile il verificarsi di questa evenienza) e quindi solo al momento della nascita si verificherà la delazione ereditaria nel luogo di apertura della successione.

Dove si apre la successione?

Il luogo dove si apre la successione è quello dell’ultimo domicilio del defunto.

  • Domicilio, è il luogo in cui il de cuius aveva stabilito il centro dei propri affari e interessi
  • Residenza, è il luogo riportato nei registri dell’Anagrafe civile
  • Dimora, è il luogo in cui ci si trova temporaneamente: albergo, estero, ecc.

Il luogo di apertura della successione è quindi quello in cui il de cuius aveva stabilito il centro dei propri affari e interessi. Questo dato è rilevante, ad esempio, per conoscere la sede del tribunale a cui rivolgersi per eventuali azioni giudiziarie di natura ereditaria o la semplice presentazione di dichiarazioni di accettazione o rinuncia all’eredità o in cui, tra l’altro, è tenuto il Registro delle Successioni.

Se qualcuno è vissuto nell’ultimo periodo della propria esistenza o, magari, da sempre a Torino e muore in ospedale a Milano, qual è il luogo di apertura della successione?

Ovviamente hai risposto Torino. Giusto! Milano è il luogo del decesso. Dato, quest’ultimo, che viene riportato sul certificato di morte e su determinati documenti da allegare alla dichiarazione di successione come vedrai più avanti. Altro dato fondamentale è sapere quando si apre la successione.

Quando si apre la successione?

La data di apertura della successione è una data importantissima alla quale riferirti in tutti i successivi passaggi che scoprirai tra qualche pagina. Tuttavia, però, si potrebbero verificare dei casi in cui questa data non si conosce. È il caso, ad esempio, della morte presunta.

Cosa s’intende per morte presunta?

Potrebbe capitare che una persona scompaia senza che ne venga rinvenuto il corpo. Qual è la data di morte in questo caso? La data riportata nella dichiarazione di morte presunta! Infatti, trascorsi dieci anni da cui si è avuta l’ultima notizia dell’assente, coloro che ne sarebbero eredi testamentari o legittimi, ovvero coloro che vantino diritti in conseguenza della sua morte, nonché il Pubblico Ministero, possono chiedere al Tribunale del luogo dell’ultima residenza dell’assente, che ne sia dichiarata la morte presunta nel giorno a cui risale l’ultima notizia. Quando la sentenza dichiarativa della morte presunta sia divenuta inoppugnabile, i legittimi successori del presunto morto e coloro che vantano legittimamente diritti in conseguenza della morte di quest’ultimo, potranno disporre liberamente dei beni loro spettanti. Probabili obbligati nei confronti del presunto morto saranno liberati e verranno meno eventuali cauzioni e/o cautele imposte a carico di detti soggetti con la sentenza dichiarativa dell’assenza. Il coniuge del presunto morto potrà contrarre nuovo matrimonio.

E se successivamente viene provata una data diversa?

Gli effetti della successione si fanno risalire alla nuova data.

E se lo scomparso ritorna?

Gli effetti della successione si risolvono. Se, quindi, successivamente alla sopravvenuta inoppugnabilità della sentenza, colui che è stato dichiarato morto ritorna ovvero si hanno notizie certe sulla sua attuale esistenza, potrà essere pronunciata sentenza dichiarativa dell’esistenza della persona e dunque potrà recuperare i propri beni, ovvero il prezzo di quelli alienati, nonché conseguire l’adempimento delle obbligazioni non estinte ed il nuovo matrimonio, eventualmente contratto dal coniuge, sarà dichiarato nullo. In tutti i casi, comunque, bisogna capire che tipo di successione si è aperta.

Quanti tipi di successione esistono?

Il codice civile prevede due diversi tipi di successione:

  • legittima
  • testamentaria

La rappresentazione nella successione dei discendenti

Mario, vedovo, dopo aver perso uno dei suoi tre figli avuti nel corso della sua esistenza, muore lasciando gli altri due figli e due nipoti:

  • Marco, il primo figlio, che nel frattempo ha avuto a sua volta una figlia
  • Matteo, il secondo figlio, che non si è ancora sposato e senza prole


i due nipoti, figli di suo figlio Giovanni, morto prima del padre (Mario) e che aveva fatto in tempo a continuare la propria stirpe generando questi due nipoti che adesso lo rappresentano

Chi ha diritto oggi all’eredità di Mario?

aventi diritto quota
Marco – il primo figlio che esclude la propria figlia per vicinanza di grado col de cuius 2/6
Matteo – il secondo figlio 2/6
i due nipoti figli del premorto Giovanni che succedono per rappresentazione dividendosi tra loro la quota che sarebbe spettata al padre (1/3) 1/6

1/6

Ricorda che i fratelli o sorelle del de cuius, gli ascendenti e tutti gli altri parenti possono diventare eredi, in una successione legittima, soltanto se il defunto non aveva figli. Quindi non sono possibili ipotesi di concorso tra i figli e i fratelli del defunto o tantomeno tra figli e ascendenti o altri parenti entro il sesto grado. Affinché si parla di successione legittima questi altri parenti subentrano solo in caso di assenza dei figli. E chi segue a ruota sono proprio gli ascendenti.

 

Fiscania – la valle dei tributi

Benvenuto! Non fare caso al fatto che qui a Fiscania si prendono tutti un po’ troppo sul serio. È che sono molto presi dal lavoro: calcolano continuamente importi, applicano norme fiscali, controllano e ricontrollano tutto. Sai sono loro che garantiscono le entrate dello Stato che grazie a questo può erogare tutti i servizi ai cittadini.

Se hai deciso di occuparti di successioni, questo è il posto migliore in cui potevi capitare per imparare tutto, ma proprio tutto, ciò che devi sapere in materia fiscale. Infatti è l’altro aspetto che occuperà le tue giornate lavorative, impegnando la tua pratica professionale quotidiana regalandoti grande soddisfazione.

Tutto quello che devi sapere per poter svolgere questa attività: normativa fiscale di riferimento, aliquote da applicare, tributi da calcolare, agevolazioni da sfruttare, ecc. alla fine si condenserà in un unico documento: la dichiarazione di successione.

Cos’è la dichiarazione di successione?

Tutti sanno, più o meno, cos’è una dichiarazione di successione. È un documento fiscale in cui, prima o poi, chiunque s’imbatte e che serve a dichiarare, appunto, dei fatti fiscalmente rilevanti.

La dichiarazione non è la successione

Come hai già letto in precedenza, esiste una notevole differenza tra l’aspetto giuridico e quello fiscale ad esso collegato. Con la compilazione e la successiva presentazione della dichiarazione di successione adempirai agli obblighi fiscali previsti dalla legge. Comunque la dichiarazione di successione altro non è che:

  • un atto di parte che gli obbligati sono tenuti a presentare entro un anno dall’apertura della successione
  • un puro adempimento fiscale che non vale come accettazione dell’eredità

Chi è obbligato a presentarla?

Gli obbligati a presentare la dichiarazione sono:

  • i chiamati, sia per legge che per testamento, anche se non hanno ancora accettato l’eredità, purché non vi abbiano espressamente rinunziato
  • gli eredi
  • i legatari
  • i loro rappresentanti legali
  • gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza o in caso di dichiarazione di morte presunta
  • gli amministratori dell’eredità
  • i curatori delle eredità giacenti
  • gli esecutori testamentari
  • i trustee

Chi rinuncia all’eredità è obbligato a presentarla?

Nel caso di rinuncia dell’eredità o dell’avvenuta nomina di un curatore, l’erede o il legatario, per usufruire dell’esonero di presentazione della dichiarazione, deve darne notizia all’Ufficio delle entrate competente mediante lettera raccomandata.  Alla comunicazione deve essere allegata una copia autentica della dichiarazione di rinuncia all’eredità, oppure una copia dell’istanza di nomina del curatore, autenticata dal cancelliere dell’ufficio giudiziario competente.

Come si redige la dichiarazione di successione?

Dal 23 gennaio 2017 esistono due diverse modalità di redazione della dichiarazione di successione:

  • Modello 4
  • Telematica

E dal 1° gennaio 2019 non puoi più liberamente scegliere quale utilizzare, ma dovrai obbligatoriamente adeguarti alla metodologia prevista in funzione della data di apertura della successione:

  • Modello 4 – se la data di apertura della successione è precedente al 3 ottobre 2006
  • Telematica – se la data di apertura della successione è dal 3 ottobre 2006 in poi

Come sempre accade nel mondo della successione, tutto dipende da alcune date e periodi rilevanti e nulla di già presente scompare definitivamente. Inoltre, un provvedimento successivo non cambia mai quelli precedenti. Quindi, come hai avuto già modo di vedere, se ti capita di dover redigere una dichiarazione relativa a una successione apertasi tempo fa, non puoi far altro che calarti in quel periodo e applicare le norme e i parametri vigenti all’epoca. La stessa modalità di redazione della dichiarazione segue questa regola! Userai, allora, sempre il Modello 4 e le sue regole di compilazione per tutte quelle pratiche apertesi prima del 3 ottobre 2006. Segui bene le istruzioni di compilazione di questa particolare tipologia di dichiarazione di successione, tuttora valide e che tali resteranno per sempre.

Compilazione del Modello 4 di dichiarazione

Per le successioni che si sono aperte prima del 3 ottobre 2006, compilerai sempre, a pena di nullità, le relative dichiarazioni sul Mod. 4. Un modulo distribuito dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate o reperibile sul sito internet dello stesso ente. Potrai utilizzare anche un modulo conforme, riprodotto in fotocopia o elaborato in formato elettronico e poi stampato. Assicurati, comunque, che la firma di uno degli obbligati o di un suo rappresentante legale sia apposta in originale su tutte le copie presentate.

Numero di copie:

  • oltre all’originale, va presentata almeno una copia per la valutazione
  • tante copie per quanti sono i comuni dove sono siti gli eventuali immobili
  • tante copie quante sono le Agenzie del Territorio nella cui circoscrizione cadono gli eventuali immobili presenti in dichiarazione

Queste ultime copie, convalidate con gli estremi di avvenuta presentazione, ti saranno restituite per effettuare le successive operazioni di voltura catastale.

Dove si presenta?

Le presenterai all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza del defunto.

Se il defunto non aveva la residenza in Italia, presenterai la denuncia di successione all’ufficio dell’Agenzia nella cui circoscrizione era stata fissata l’ultima residenza italiana nota che può, ad esempio, essere attestata da un certificato di iscrizione all’AIRE. Se non si è a conoscenza di quest’ultima, la denuncia va presentata all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di “ROMA 6“, in Via Canton 20 – 00144 Roma.

Potrai presentarla anche a mano e al momento della presentazione ti sarà consegnata una ricevuta dall’ufficio. Se spedirai la dichiarazione per posta raccomandata, sarà considerata presentata nel giorno stesso della spedizione (fa fede il timbro postale apposto su di essa).

La dichiarazione di successione va sempre presentata?

Non c’è obbligo di dichiarazione se l’eredità è devoluta al coniuge e/o ai parenti in linea retta del defunto, l’attivo ereditario ha un valore non superiore a € 100.000,00 e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Tempo fa questo limite ammontava a € 25.823,00 (i vecchi 50 milioni di lire).

Esiste un termine per la presentazione?

A partire dal 26 maggio 2003 hai un anno di tempo per presentare la dichiarazione riferendoti alla data di apertura della successione. Precedentemente il termine era fissato in sei mesi. Il termine decorre per:

  • i rappresentanti legali degli eredi o dei legatari, per i curatori di eredità giacenti e per gli esecutori testamentari, dalla data in cui hanno avuto notizia della loro nomina
  • nel caso di fallimento del defunto, in corso alla data di apertura della successione o dichiarato entro sei mesi, dalla data di chiusura del fallimento
  • in caso di dichiarazione di assenza o morte presunta, dalla data di immissione nel possesso dei beni oppure, se non vi è stata anteriore immissione nel possesso dei beni, dalla data in cui è divenuta eseguibile la sentenza dichiarativa di morte presunta
  • in caso di accettazione con beneficio d’inventario, dalla scadenza dei termini per la redazione dello stesso
  • in caso di rinuncia all’eredità o al legato, dalla data della rinunzia o dalla diversa data in cui gli altri obbligati dimostrino di averne avuto notizia

 

LA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE DA ZERO – Il libro che mancava

Non perdere l’occasione di leggere questo interessante strumento di aggiornamento e formazione professionale da tutti acclamato come un autentico best seller del settore.

Vai al sito per maggiori dettagli e per l’acquisto: clicca qui


Recensito positivamente da autorevoli organi di informazione tecnica:


Sergio Schettini


  • Roberto

    24 Giugno 2022 at 07:46

    Buongiorno, ho presentato una successione testamentaria, dove erano presenti solo dei beni immobili. Adesso devo presentare una successione sostitutiva (2) perchè l’erede mi ha detto che ci sono dei fondi Postali (4) da inserire. Avendo già pagato le imposte della prima come faccio a dedurre quanto pagherà per i fondi una volta inseriti nel quadro EO?
    Grazie, Roberto.

    Commenta

    • Ufficio Blumatica

      24 Giugno 2022 at 17:12

      Salve,
      quanto già pagato in occasione della presentazione della prima dichiarazione, attiene alle imposte in autoliquidazione dovute esclusivamente sui beni immobili trasferiti. Quindi la seconda dichiarazione (dichiarazione sostitutiva) inviata col codice 2 non presenterà più cifre da versare a titolo di imposte in autoliquidazione. Se sui nuovi beni dichiarati nella seconda dichiarazione, risulteranno da versare delle imposte di successione (cosa diversa dalle imposte in autoliquidazione) le stesse saranno notificate dall’ufficio entro i tre anni dalla presentazione. Comunque per questa particolare tipologia di imposte sono previste ampie franchigie di esenzione che, probabilmente, eviteranno il pagamento di ulteriori imposte.
      Cordiali saluti.

      Commenta

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati *