Il Radon: aggiornamento normativo e come misurarlo

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Il Radon rappresenta la seconda causa di cancro ai polmoni. Blumatica collabora con un affermato laboratorio di analisi, per poterlo misurare e porre rimedio. Scopri tutti i dettagli!

Il principale riferimento normativo riguardante il Radon, il Decreto Legislativo n. 101 del 31 luglio 2020, è stato integrato con il D. Lgs. n. 203 di novembre 2022.

Ma cos’è il Radon? Come abbiamo avuto modo di chiarire in un precedente articolo (La valutazione del radon ai sensi del D. Lgs. 101/2020), è un gas naturale radioattivo che si origina nel sottosuolo. È molto pericoloso per la salute umana, tanto che rappresenta la seconda causa di cancro ai polmoni dopo il fumo di sigaretta.

Contesto normativo sul Radon

La disposizione n. 101, approfondita nel nostro redazionale sopra presentato, ha dato attuazione alla Direttiva 2013/59/Euratom del 5 dicembre 2013. Il testo ha introdotto importanti novità, riorganizzando ed armonizzando la disciplina sulla radioprotezione dei lavoratori ed integrando anche i livelli di tutela della popolazione in genere.

Nonostante i progressi, si è reso necessario un decreto correttivo che fornisse chiarimenti, precisazioni ed integrazioni. Obiettivo ultimo era infatti garantire la piena adesione a quanto previsto dalla normativa europea del 2013, in modo tale da chiudere la procedura di infrazione avviata precedentemente dalla Commissione europea per il mancato recepimento della direttiva stessa.

Ecco quindi che è stato introdotto il decreto legislativo numero 203, del 25 novembre 2022, entrato in vigore il 18 gennaio 2023.

Le novità sul tema Radon

Diverse sono le novità riguardanti il Radon introdotte recentemente.

È ad esempio stata aggiunta una definizione di luogo lavorativo sotterraneo non compresa nel testo precedente. Secondo il documento, esso è un locale o ambiente con minimo tre pareti sotto il piano di campagna, indipendentemente dalla presenza o assenza del contatto diretto con il terreno circostante.

Viene inoltre stabilito che in luoghi lavorativi semisotterranei e collocati al piano terra le misurazioni del Radon sono necessariamente da completare entro e non oltre 18 mesi dall’individuazione delle aree prioritarie.

È in aggiunta modificata la definizione di livello di riferimento, differente dal livello di azione.

Entriamo nei dettagli.

Livello di riferimento e livello di azione: caso di studio

Il testo del 25 novembre 2022 introduce una puntualizzazione di livello massimo di riferimento. Con tale termine ci si riferisce alla quantità presente in una determinata circostanza di radiazioni ionizzanti, sopra la quale non è appropriato consentire le esposizioni. Il D. Lgs. n.203 tuttavia specifica che simile livello di dose non è un limite che non può essere superato.

Giungiamo quindi alla differenza pratica tra le due terminologie, ponendo come dato di partenza una soglia massima di azione pari a 300 Becquerel per metro cubo (Bq/m3).

Per il livello di azione sono necessari interventi solo se simile quota viene superata. Diventa pertanto necessario operare solo quando si registra una concentrazione media annua di 320 Bq/m3.

Situazione diversa invece per il livello di riferimento, in cui sono richiesti interventi anche con concentrazioni inferiori, seppur sempre vicine, alla soglia posta, come nel caso di 260 Bq/m3.

Per informazioni più complete ed approfondite, invitiamo a leggere il nostro redazionale, prima presentato.

Blumatica nella tutela contro il Radon

Giunti a tal punto, rimane una domanda cui rispondere: come si misura la quantità di Radon presente nell’aria?

Come abbiamo avuto modo di presentare in un ulteriore nostro articolo concernente la tematica, Misuratori Gas Radon: attenzione alla scelta della strumentazione, i livelli di concentrazione del gas variano continuamente anche durante la stessa giornata.

Il modo migliore per valutare la dose media annua di Radon in un locale, dunque, è effettuare due misurazioni semestrali consecutive: una nel periodo invernale ed una in quello estivo. Così facendo, si riesce a calcolare la variabilità stagionale e le diverse condizioni meteorologiche.

Tendenzialmente, i dosimetri sono a 30 euro sul mercato. Il costo include la relazione con i risultati delle indagini strumentali. Blumatica, in tal senso, anche per l’anno 2022/2023 ha aggiornato la sua convenzione con un importante laboratorio di analisi: Tecnorad. L’azienda, essendo conforme alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018, è accreditata quale organismo per la misurazione delle radiazioni. Grazie a questa collaborazione, è possibile usufruire di un kit di rilevamento e servizi professionali ed efficienti a soli 13 euro + IVA.

L’offerta, imbattibile sul mercato, è riservata solo a chi acquista il software Blumatica Radon, creato appositamente per valutare l’esposizione alle radiazioni generate dal gas radioattivo, oltre che per redigere la relazione tecnica da trasmettere agli enti preposti.

Cosa aspetti?

Proteggiti con Blumatica!

Clarissa Di Gregorio

Redattrice


Un commento

  • lucio sanasi

    15 Marzo 2023 at 15:47

    bene
    noi abbiamo blumantica per il rischio chimico quanto costa l’estenzione al rischio radon?

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    • Ufficio Blumatica

      16 Marzo 2023 at 11:28

      Salve,
      A tal proposito, sarà al più presto contattato da un nostro commerciale.
      La ringraziamo per l’interessamento.
      Buona giornata.

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  • Marco

    16 Marzo 2023 at 10:02

    è ringraziando per l’aggiornamento che le auguro: buona vita!

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