L'energia elettrica diventa energia primaria rinnovabile

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Energia elettrica da rete, l'energia rinnovabile che non ti aspettavi

Perché nell’APE trovo un indice di prestazione energetica rinnovabile diverso da zero anche se nell’edificio non sono installati impianti che utilizzano fonti rinnovabili?

La motivazione risiede nei fattori di conversione in energia primaria dei diversi vettori energetici fissati nella Tabella 1 del decreto Requisiti Minimi (D.M. 26/06/2015).

La prestazione energetica degli edifici è determinata sulla base della quantità di energia necessaria annualmente per soddisfare le esigenze legate a un uso standard dell’edificio e corrisponde al fabbisogno energetico annuale globale in energia primaria per i diversi servizi energetici (riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, produzione di acqua calda sanitaria e, nel settore non residenziale, per l’illuminazione, gli impianti ascensori e scale mobili).
In particolare, il fabbisogno energetico è l’energia primaria utilizzata per produrre l’energia fornita ai sistemi tecnici relativi a tutti i servizi dell’edificio e si calcola in base alle quantità consegnate ed esportate dei vettori energetici complessivamente impiegati utilizzando fattori di conversione che tengano conto dell’energia necessaria per l’estrazione, la lavorazione, lo stoccaggio, il trasporto, la generazione, la trasformazione, la trasmissione, la distribuzione e le altre operazioni necessarie alla consegna all’edificio in cui viene utilizzata.

Esaminando i valori del decreto, si scopre che il vettore incriminato è l’“energia elettrica da rete” che ha un fattore di conversione in energia primaria rinnovabile pari a 0,47.
Pertanto, qualsiasi fabbisogno di energia dell’edificio di natura elettrica (derivante da pompe di circolazione, ventilatori, illuminazione, ausiliari di generazione, ecc.) deve essere moltiplicato per tale fattore, dando origine a un valore diverso da zero per l’indice di prestazione energetica rinnovabile.

Blumatica Energy effettua automaticamente la trasformazione in energia primaria, calcolando tutti gli indici di prestazione energia (rinnovabile, non rinnovabile e globale), la quantità annua consumata in uso standard di ciascun vettore energetico nonché le emissioni di CO2.

Per ulteriori informazioni http://www.blumatica.it/software/certificazione-energetica/

Luca Cocozza

R&S Area Energia


  • Andrea Caccina

    27 Febbraio 2021 at 17:26

    Buongiorno. Per quanto riguarda il TELERISCALDAMENTO è possibile inserire su Blumatica Energy in coefficiente fornito dal produttore ? A Torino, ai fini del calcolo della prestazione energetica degli edifici e delle unità immobiliari, il fattore di conversione in energia primaria del vettore energetico “teleriscaldamento” fornito alle utenze da Iren Energia è pari
    fP,tot = fP,nren + fP,ren = 0,945
    dove:
    fP,nren : fattore di conversione in energia primaria non rinnovabile = 0,945
    fP,ren : fattore di conversione in energia primaria rinnovabile = 0
    Il software da invece un valore fisso e pari a 1,5 ?

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    • Ufficio Stampa Blumatica

      1 Marzo 2021 at 17:48

      Salve,

      può personalizzare i fattori di conversione in energia primaria nel menu “Archivi di Base – Combustibili”.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti

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  • maurizio

    26 Gennaio 2022 at 09:34

    Buongiorno,
    a riguardo degli edifici serviti da Teleriscaldamento, a di cui a tutt’oggi non è consentito accedere al Superbonus 110, nel caso di dismissione dal teleriscaldamento e passaggio a caldaia a condensazione secondo Lei è possibile accedere alle detrazioni statali.
    Grazie.

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    • Ufficio Blumatica

      28 Gennaio 2022 at 09:18

      Salve,

      per gli edifici serviti da teleriscaldamento risulta difficile accedere alle detrazioni fiscali in quanto il fattore di conversione in energia primaria per molti di questi impianti risulta notevolmente basso, con conseguente incremento della prestazione energetica di partenza.

      Quindi dimostrare la convenienza degli interventi, in termini di risparmio energetico, risulta davvero molto difficile.

      Inoltre, va sottolineato che la trasformazione da impianto centralizzato ad autonomo risulta essere un intervento non incentivabile; quindi in primis occorrerebbe effettuare tale intervento a proprie spese, per poi procedere con gli ulteriori interventi ammessi a detrazione.

      Premesso ciò, nel suo caso sarebbe possibile comunque usufruire delle detrazioni, ma occorre valutare attraverso un’analisi specifica costi-benefici, se l’intero intervento riesce a garantire un effettivo risparmio.

      Restiamo a disposizione per qualsiasi evenienza.
      Cordiali saluti.

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