Infortuni sul lavoro, il bilancio 2025 conferma l’emergenza: le costruzioni tra i settori più colpiti

Anna Grompone12 Marzo 202614min4800
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Il 2025 conferma come il tema degli infortuni sul lavoro continui a rappresentare una criticità importante per il contesto italiano, in particolare nei settori come l’edilizia, l’impiantistica e le infrastrutture, rappresentando una delle principali sfide per la salute pubblica.

Il 2025 conferma come il tema degli infortuni sul lavoro continui a rappresentare una criticità importante per il contesto italiano, in particolare nei settori come l’edilizia, l’impiantistica e le infrastrutture, rappresentando una delle principali sfide per la salute pubblica.

L’analisi dei dati disponibili messi a disposizione dall’Istat evidenzia un quadro particolarmente complesso, caratterizzato da differenze territoriali, settoriali e demografiche; tali condizioni impongono un approccio sempre più mirato alla prevenzione.

Gli infortuni sul lavoro: una piaga nazionale

Anche nel 2025 il fenomeno degli infortuni sul lavoro in Italia continua purtroppo a rappresentare un’emergenza nazionale, confermandosi una criticità importante.

Secondo le statistiche ufficiali fornite dall’Istat il totale degli infortuni in generale, o nel peggiore dei casi infortuni mortali, sui luoghi di lavoro o nel tragitto casa-lavoro ha raggiunto anche nel corso dello scorso anno livelli preoccupanti mettendo in evidenza l’urgenza di interventi mirati e soprattutto più efficaci in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. 

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail nel 2025 sono state 416.900, in aumento dello 0,5% rispetto alle 414.853 del 2024.

In sostanza, nel corso del 2025, il numero complessivo di infortuni denunciati si mantiene su livelli elevati ma stabili rispetto all’anno precedente. Le dinamiche più critiche riguardano principalmente:

  • Lavorazioni ad alto rischio fisico;
  • Attività svolte su cantieri temporanei o mobili;
  • Attività svolte con bassa standardizzazione dei processi;
  • Forza lavoro anziana.

I numeri della crisi

Si è registrato sulla nostra penisola un totale di 1.093 vittime sul lavoro, comprensivo sia degli incidenti sul luogo di lavoro (798 casi) sia di quelli “in itinere”, quindi lungo il tragitto casa-lavoro (295 casi in aumento rispetto ai 285 dell’anno precedente). 

Nel 2025 si registrano 798 decessi verificatisi in occasione di attività lavorative; i settori più esposti risultano essere: 

  • 148 – Costruzioni (settore con il maggior numero di decessi sul lavoro), 
  • 117 – Attività manifatturiere,
  • 110 – Trasporto e magazzinaggi, 
  • 68 – Commercio.

I settori dell’edilizia e delle costruzioni si confermano tra i comparti con maggiore incidenza infortunistica (grave e/o mortale) a causa della presenza in contemporanea di rischi fisici, operativi e organizzativi.

 

Quali sono le fasce più colpite?

Le vittime risultano essere così suddivise: 616 italiani e 182 stranieri, di cui 752 uomini e 46 donne.

Un altro dato preoccupante è legato all’occupazione del genere femminile che registra un incremento del tasso di infortuni del 2.0% a differenza del – 0.2% di quello maschile.

 

Regioni più colpite: trend in aumento e in diminuzione

Si evidenzia un calo delle denunce rispetto all’anno precedente a Nord Ovest (-1.4%) e a Sud (-0.03%), un aumento al Centro (+2.9%), nelle Isole (+2.5%) ed a Nord-Est (+0.5%).

Per le regioni abbiamo dei decrementi in: 

  • Liguria (-3.7%)
  • Provincia Autonoma di Trento (-2.7%)
  • Toscana (-2.3%) 
  • Campania (-1.7%)

Incrementi invece per 

  • Lazio (+11.7%), 
  • Provincia Autonoma di Bolzano (+6.6%), 
  • Sicilia (+4.2%) 
  • Molise (+2.9%)

Le analisi sono state svolte sia dal punto di vista applicativo che geografico, mettendo in evidenza come in alcune regioni si rilevi un maggior rischio per incidenza di mortalità rispetto alla media nazionale, sottolineando un tasso variabile territoriale che rispecchia le condizioni produttive e le pratiche di sicurezza adottate localmente. 

In sintesi, nel 2025:

  • La mortalità complessiva rimane elevata ma stabile rispetto al 2024; 
  • Le denunce di infortunio totali nel 2025 mostrano un lieve aumento (+1,4%), passando da 589.571 a 597.710 (studenti compresi). 
  • La fascia d’età 50–64 anni resta quella più colpita con un’incidenza di mortalità decisamente maggiore rispetto alle fasce più giovani. 
  • Il rischio di morte sul lavoro per operatori stranieri è più che doppio rispetto agli occupati italiani. 

Questi dati evidenziano come la probabilità di infortunio non è legata solo al volume di lavoro, ma anche alle tecniche organizzative, alla pianificazione e al controllo dei criteri di sicurezza adottati.

Questi numeri mettono in chiaro un aspetto grave, nonostante gli sforzi di prevenzione e le normative vigenti, gli incidenti mortali sul lavoro non accennano a diminuire in misura significativa, richiedendo interventi più mirati in particolari settori e categorie di lavoratori

Edilizia e sicurezza: fattori e criticità

Come abbiamo visto il settore edile è quello più esposto agli infortuni mortali sul luogo di lavoro.

Le principali cause di infortunio risultano essere ancora oggi riconducibili a:

  • cadute dall’alto
  • mancato utilizzo dei DPI o utilizzo improprio;
  • interferenze tra lavorazioni e lavoratori;
  • valutazione dei rischi carente o errata;
  • formazione dei dipendenti insufficiente.

A questi fattori si aggiunge spesso una errata integrazione tra progettazione, pianificazione e gestione della sicurezza.

Prevenzione e protezione: come ridurre i rischi con Blumatica

La lettura dei dati regionali e settoriali evidenzia come gli strumenti tradizionali di prevenzione, se non supportati da processi ben strutturati, non siano più sufficienti. La riduzione degli infortuni passa sempre di più da attività quali:

  • analisi dettagliata dei rischi;
  • attento monitoraggio delle attività di cantiere;
  • formazione degli operatori;
  • impiego corretto dei DPI;
  • aggiornamento continuo e dinamico della documentazione in materia di sicurezza.

L’analisi degli infortuni in Italia nel 2025, porta ad una conclusione evidente: una prevenzione davvero efficace richiede un netto cambio di approccio.

Non basta solo erogare i corsi di formazione, occorre formare gli operatori; non basta produrre solo i documenti di valutazione dei rischi, occorre rispettare le norme e adottare le misure di sicurezza.

La documentazione non può essere standardizzata indistintamente per tutti i cantieri, ma deve essere elaborata in modo specifico in relazione alle caratteristiche del singolo contesto operativo. Alle disposizioni in essa contenute deve, inoltre, corrispondere una puntuale attuazione delle misure di sicurezza generali e specifiche da parte degli operatori coinvolti.

Le soluzioni software a tal proposito rappresentano un alleato chiave, permettendo di trasformare gli obblighi normativi in processi operativi concreti rendendo il processo il più semplice possibile.

Per ridurre al minimo i rischi occorre quindi:

  • Passare ad una digitalizzazione della gestione della sicurezza, per limitare gli errori rispetto ad una gestione manuale;
  • Garantire l’integrazione tra progettazione, cantiere e sicurezza, con strumenti condivisi tra tutti gli attori;
  • Aggiornamento continuo della documentazione.

In un settore come quello delle costruzioni, caratterizzato da un’alta imprevedibilità dei processi e delle attività da svolgere, la tecnologia diventa elemento cardine per la prevenzione degli infortuni, migliorando la sicurezza di lavoratori e imprese.

Esempio pratico di SAAT (Software as a Teacher)

In Blumatica, leader consolidato nel settore della sicurezza sul lavoro, l’innovazione dei software e il rigore normativo sono un impegno costante. Siamo guidati dalla ferma convinzione che prevenire gli infortuni non sia solo un dovere, ma un investimento strategico nel futuro e nel benessere delle persone.

A tal proposito le nostre soluzioni software permettono di gestire tutta la documentazione necessaria in materia di salute e sicurezza garantendo ai nostri utenti rigore normativo.

Blumatica crede molto anche nella formazione e in tal senso ha sviluppato i propri software, tramite l’innovativa logica SAAT (Software As A Teacher) che consente al professionista di utilizzare al meglio il programma e di essere costantemente aggiornato rispetto alla normativa vigente tramite specifici help contestuali contenenti informazioni tecniche circa norme UNI, standard ISO e linee guida di riferimento per la valutazione dei rischi specifici.

 

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Anna Grompone

Technical Support Engineer


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