Interrogare il modello: guida alla creazione del primo Abaco in BIM Modeler

redazionale
Gli abachi di Blumatica BIM Modeler interrogano il modello, filtrano le informazioni e organizzano i dati in modo immediato. Nella guida scopri come creare il primo abaco e usarlo anche per controllare qualità e completezza del progetto.

Se stai iniziando a utilizzare Blumatica BIM Modeler, tra le funzionalità che vale la pena conoscere fin da subito ci sono gli abachi. A prima vista possono sembrare semplici tabelle, ma il loro ruolo nella progettazione è molto più interessante: permettono di interrogare direttamente il modello, selezionare le informazioni che ci interessano e organizzarle in una forma immediatamente leggibile.
In altre parole, l’abaco ci permette di passare dalla rappresentazione del modello alla lettura dei suoi dati.

In questa mini-guida vedremo come creare un primo abaco in BIM Modeler, partendo da un esempio molto semplice: l’elenco delle finestre presenti nel modello.

L’obiettivo non è costruire un abaco completo e definitivo, ma capire la logica di funzionamento e acquisire il metodo necessario per crearne poi di più articolati.

 

Prima di iniziare: cosa serve?

Per seguire l’esempio è sufficiente avere un progetto BIM Modeler nel quale siano presenti alcune finestre. Non è necessario preparare preventivamente una tabella o inserire manualmente i dati. Questo è infatti uno dei concetti fondamentali da comprendere: 

L’abaco non è un elenco compilato manualmente, ma una lettura organizzata delle informazioni già presenti nel modello.

BIM Modeler mette a disposizione abachi intelligenti che consentono di filtrare, ordinare e classificare i dati del modello.

 

Cosa costruiremo

Nel nostro esempio vogliamo ottenere una tabella nella quale ogni riga corrisponda a una finestra presente nel modello e nella quale siano riportate alcune informazioni utili, ad esempio:

    • tipo di finestra;
    • larghezza;
    • altezza;
    • piano ospitante;
    • eventuali altre proprietà disponibili nel modello.

Il risultato sarà quindi una sorta di fotografia informativa delle finestre del progetto.

Ma, a differenza di una tabella tradizionale, l’abaco rimane collegato al modello: se il modello cambia, cambia anche ciò che l’abaco restituisce.

 

Creiamo il primo Abaco

 

1. Apri la gestione degli Abachi

Per prima cosa accedi al browser di Progetto e clicca sul nodo  Abachi, da qui puoi gestire gli abachi del progetto e crearne di nuovi. Se è la prima volta che utilizzi questa funzionalità, il consiglio è di partire da un abaco molto semplice: meno informazioni inseriamo inizialmente, più sarà facile comprendere il meccanismo.

 

Figura 1 - Aggiunta di un nuovo abaco in Blumatica BIM Modeler
Figura 1 – Aggiunta di un nuovo abaco in Blumatica BIM Modeler

 

2. Crea un nuovo Abaco

Ora, aggiungi un nuovo elemento al nodo Abachi, procedendo dal menu contestuale  o cliccando sul bottone “Aggiungi nuovo” . Assegna al nuovo abaco un nome che permetta di identificarne immediatamente il contenuto. Nel nostro caso possiamo utilizzare:

“Abaco Finestre”.

 

3. Decidi quali elementi vuoi leggere

Già in fase di creazione dell’abaco (o anche successivamente dal pannello delle proprietà) è possibile scegliere un tipo, ovvero un template di abaco da applicare.
Questo è il passaggio più importante. Un modello può contenere centinaia o migliaia di elementi. Un tipo di abaco, invece, deve rispondere a una domanda precisa.
Nel nostro caso la domanda è:

“Quali sono le finestre presenti nel modello?”

Per questo dobbiamo impostare il criterio che consenta all’abaco di individuare soltanto gli elementi che ci interessano. 

Selezioniamo quindi la categoria relativa alle Finestre (1- 2) e selezioniamo i relativi Contenuti (3) che ci interessano, ovvero le proprietà che vogliamo impiegare.

Possiamo, ad esempio, scegliere di visualizzare:

    • Tipo
      per identificare la tipologia della finestra;
    • Larghezza
      per conoscere la dimensione dell’apertura;
    • Altezza
      per completare le informazioni dimensionali;
    • Piano
      per sapere dove si trova l’elemento all’interno dell’edificio.

 

Figura 2 - Tutti i tipi di finestra in Blumatica Bim Modeler
Figura 2 – Tutti i tipi di finestra in Blumatica Bim Modeler

 

A questo punto sarà possibile inserire un Filtro (1), basato su una di queste proprietà.
Ad esempio, selezioniamo l’”Altezza” come parametro di filtro e come regola “”Maggiore o uguale a”, inserendo poi un “valore di riferimento”.

 

A questo punto BIM Modeler può utilizzare queste informazioni come filtro per costruire automaticamente l’elenco. Ed è proprio qui che emerge la differenza rispetto a una tabella compilata manualmente: non stiamo dicendo quali finestre inserire nell’abaco; stiamo dicendo al software quali elementi del modello deve leggere.

 

4. Organizza le informazioni

A questo punto abbiamo definito gli elementi da includere e i dati da visualizzare, possiamo quindi organizzare le informazioni secondo l’ordine che riteniamo più utile. Un abaco efficace non è necessariamente quello con più colonne, è quello che rende più facile leggere e controllare il modello. L’esempio è volutamente semplice, ma in un progetto reale potremmo avere molte più informazioni: BIM Modeler permette infatti anche di ordinare, raggruppare e classificare i dati del modello, trasformando una grande quantità di informazioni in una lettura organizzata.
È sufficiente accedere al menu Ordinamento e configurare uno o più Criteri (1-2). Successivamente è anche possibile attivare e personalizzare un Piè di pagina che fornisca titolo / conteggio / totali relativamente ai dati presenti in tabella.

 

5. Il tuo Abaco è pronto

A questo punto abbiamo creato il nostro primo abaco, che potremmo ulteriormente affinare intervenendo sulla resa grafica e sulla formattazione dei testi, grazie ai menu Formato  e Grafica. Ma la cosa più importante non è il risultato grafico della tabella, bensì capire da dove arrivano i dati: l’abaco non costituisce un archivio parallelo al progetto, ma una modalità diversa di leggere lo stesso patrimonio informativo.Questo significa che possiamo modificare il modello e verificare come cambia la lettura tabellare.

 

Impieghi dell’abaco, dalla documentazione al controllo

Gli usi di un abaco possono essere molteplici. Innanzitutto, possiamo utilizzare l’abaco nella documentazione di progetto. BIM Modeler, infatti, permette sia l’esportazione nei formati standard (.csv o .xlsx), sia l’inserimento degli abachi all’interno delle tavole insieme alle viste. In questo ultimo caso, gli elaborati si aggiornano automaticamente seguendo l’evoluzione del modello. 

Fin qui abbiamo utilizzato gli abachi per ottenere informazioni. Ma possiamo utilizzarli anche per controllare il modello. Immaginiamo, ad esempio, che tutte le finestre del progetto debbano avere una determinata proprietà compilata.
Invece di controllare manualmente ogni singolo elemento, possiamo utilizzare un abaco per visualizzare quella proprietà e verificare rapidamente quali elementi presentano un valore e quali invece ne sono privi.

Lo stesso approccio può essere utilizzato per controllare:

    • classificazioni;
    • tipologie;
    • proprietà informative;
    • dimensioni;
    • quantità;
    • elementi appartenenti a determinati piani o categorie.

In questo modo l’abaco diventa una vera e propria finestra di controllo sul modello: può essere uno strumento che il progettista utilizza durante la modellazione per verificare la qualità e la completezza dei dati.

 

Il passo successivo: creare il tuo standard

Ora che hai creato il primo abaco, puoi iniziare a chiederti quali informazioni controlli più frequentemente nei tuoi progetti. Queste esigenze possono diventare la base per costruire una vera libreria di abachi. E qui entra in gioco un altro concetto fondamentale del BIM: lo standard. Un abaco (così come avviene per un infisso o una stratigrafia) che utilizzi frequentemente può essere configurato come riferimento per i progetti successivi, evitando di costruire ogni volta da zero gli stessi criteri di lettura e controllo.
In BIM Modeler, è sufficiente accedere all’editor dell’Abaco, costruire i tipi di abachi secondo necessità ed archiviarli nella Libreria Utente.

Il vantaggio non è soltanto risparmiare tempo, ma anche fare in modo che il modello venga controllato sempre secondo gli stessi criteri, rendendo più coerente il lavoro del team.

 

In conclusione

Creare un abaco in Blumatica BIM Modeler è semplice: si tratta essenzialmente di stabilire quali elementi vogliamo leggere e quali informazioni vogliamo visualizzare.
Ma dietro questa operazione apparentemente semplice c’è un concetto molto più importante. L’abaco ci permette di sfruttare concretamente il principio di unicità e continuità del dato BIM.
L’informazione viene inserita e gestita nel modello e può essere successivamente interrogata, organizzata, controllata e trasformata in documentazione senza dover essere ricreata. Per questo vale la pena iniziare a utilizzare gli abachi fin dalle prime fasi della progettazione.
Non aspettare di aver finito il modello per chiederti quali dati contiene. Inizia a interrogarlo mentre lo costruisci.
È proprio così che un modello BIM smette di essere soltanto una rappresentazione dell’edificio e diventa, a tutti gli effetti, un patrimonio informativo da utilizzare durante tutto il processo progettuale.

Scopri tutta la potenza di Blumatica BIM Modeler

Valentina Piermatteo

Senior R&D Engineer


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