Efficienza energetica

Luca CocozzaLuca Cocozza17 Febbraio 2020
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APE per un opificio con annessi locali uffici (cat. catastale C3), il capannone è privo di impianti ACS e riscaldamento mentre gli uffici sono dotati di ACS e riscaldamento. Nel redigere l’APE bisogna inserire 2 distinte zone climatiche con le relative classi (E.2 e E.8) e con i relativi impianti?

Giusto: si divide l’edificio in due zone termiche, ciascuna con la propria destinazione d’uso e servizi energetici (impianti).

Luca CocozzaLuca Cocozza13 Febbraio 2020
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Occorre presentare la Relazione ex. Legge 10 o l’APE per l’Ecobonus, nel caso della ristrutturazione di un appartamento singolo in un edificio plurifamiliare, nel quale vengono cambiati infissi e impianti termici (rispettando i valori massimi di legge)?

La documentazione da predisporre per l’ecobonus è riportata nelle linee guida dell’agenzia delle entrate disponibile cliccando qui.

Troviamo in sintesi a pag 29 del documento:

L’APE non è richiesto per i seguenti interventi:

  • dal 1° gennaio 2008, sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (per questi interventi non è più richiesto l’allegato E firmato dal tecnico abilitato, ma solo l’allegato F a firma del richiedente)
  • dal 15 agosto 2009, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione
  • acquisto e posa in opera delle schermature solari
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
  • acquisto e installazione di dispositivi multimediali.

La relazione ex. Legge 10, pur non essendo necessaria per le detrazioni, va ad ogni modo redatta per tutti i casi di riqualificazione energetica (es. sostituzione infissi, sostituzione generatore).

Ovviamente in questo caso si tratterà una relazione “semplificata”, in quanto si dovrà semplicemente dimostrare che le trasmittanze e/o i rendimenti dell’impianto soddisfino i requisiti di legge.

Luca CocozzaLuca Cocozza3 Settembre 2019
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Per il calcolo dei millesimi di riscaldamento si devono considerare i fabbisogni di energia termica utile delle singole unità immobiliari, senza quindi considerare le perdite dell’impianto.

Infatti, in funzione della tipologia di impianto occorre seguire, in linea generale, i seguenti criteri:

  1. Nel caso di impianti dotati di termoregolazione, la spesa deve essere ripartita in base ai millesimi di fabbisogno di energia termica utile delle singole unità immobiliari;
  2. Nel caso di impianti privi di termoregolazione, la spesa va ripartita:
  • In base ai millesimi di potenza termica installata nelle singole unità immobiliari se il sottosistema di emissione sia costituito da radiatori o piastre radianti;
  • In base ai millesimi di fabbisogno di energia termica utile delle singole unità se il sottosistema di emissione sia costituito da termoconvettori, ventilconvettori, bocchette ad aria calda, pannelli radianti ed altri sistemi

Per il calcolo del consumo involontario invece la situazione è un po’ diversa, in quanto le perdite dell’impianto non possono essere trascurate.

Con il contatore a valle della caldaia si riesce a misurare in maniera diretta il valore di energia termica utile fornita da quest’ultimo (Qgn,out = L2 – L1). Infatti nel caso in cui non fosse stato installato tale contatore, tale energia doveva essere calcolata in funzione del consumo di combustibile e del rendimento del generatore (Qgn,out = (L2 – L1)*PCI * ηgen)

dove:

  • L1 : è la lettura iniziale del contatore (nella prima formula) e di combustibile (nella seconda formula) dedicato al singolo generatore;
  • L2 : è la lettura finale del contatore (nella prima formula) e di combustibile (nella seconda formula) dedicato al singolo generatore;
  • PCI : è il potere calorifico inferiore del combustibile;
  • ηgen : è il rendimento termico del singolo generatore.

Aver installato un contatore di calore a valle del generatore, però, non significa avere una contabilizzazione di tipo diretto (che si ottiene esclusivamente mediante l’installazione di contatori di calore per ciascuna unità immobiliare).

Essendo un impianto a colonne montanti la contabilizzazione è di tipo indiretta e la determinazione dei consumi volontari dei singoli utenti è basata sull’utilizzo dei ripartitori.

Pertanto, per poter effettuare la ripartizione delle spese secondo la UNI 10200 occorre innanzitutto stimare il consumo involontario, valutando quelle che sono tutte le perdite dell’impianto:

UNI 10200

  • Perdite della distribuzione interna al fabbricato: stimabile anche in maniera semplificata mediante il coefficiente finv* riportato nel prospetto 7 della norma
  • Perdite della distribuzione esterna al fabbricato (Qde,ls);
  • Perdite della distribuzione comune da attribuirsi al singolo fabbricato (Qdc,ls);
  • Perdite dell’eventuale sistema di accumulo (Qs,ls);
  • Perdite di distribuzione primaria da attribuirsi al singolo fabbricato (Qdp,ls);
  • Perdite di eventuali tubazioni non di pertinenza delle unità immobiliari (quali ad esempio i montanti verticali a vista che, in base alla UNI 10200:10200, pur correndo nell’unità, non ne costituiscono una proprietà, bensì una servitù).

 

 

 

 

Luca CocozzaLuca Cocozza22 Luglio 2019
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Secondo la UNI 10200, l’energia termica utile fornita dal singolo generatore o gruppo di generatori può essere misurata in modo diretto (se si dispone di un contatore di calore in uscita dal generatore) oppure calcolata (in funzione del consumo di combustibile o di energia elettrica).

Secondo il caso, si adottano le seguenti formule:

Contatore di calore L2 – L1
Contatore combustibile (L2 – L1) x PCI x ηgen Generatori a combustione
(L2 – L1) x COP Pompe di calore

dove

L1 : lettura iniziale del contatore

L2 : lettura finale del contatore

PCI  : potere calorifico inferiore del combustibile

ηgen : rendimento del generatore

In Blumatica UNI 10200, nel menu “Dati generali >  Impianto > Informazioni generali” è possibile gestire tale casistica mediante il campo “Contabilizzazione in centrale”, selezionando una delle seguenti opzioni proposte dal menu a tendina:

  • Per singolo servizio: qualora esista un contatore diretto di calore dedicato al servizio energetico (riscaldamento) e comune a tutti i generatori ed edifici;
  • Per singolo generatore: qualora esista una contabilizzazione per il singolo generatore. In tal caso, nel menu “Dati generali > Impianto > Vettori e Generatori” occorrerà definire per ciascun generatore dedicato a tale servizio la tipologia di contabilizzazione:
    • di calore: nel caso in cui il singolo generatore sia dotato di un contatore di calore in uscita;
    • di combustibile: nel caso in cui il generatore a combustione sia dotato di un contatore di combustibile in ingresso;
    • di energia elettrica: nel caso in cui il generatore (pompa di calore) sia dotato di un contatore di energia elettrica in ingresso;
    • nessun contatore: il generatore è completamente privo di contabilizzazione. In tale caso il contributo di energia erogato dal generatore dovrà essere stimato, per ciascun servizio, tramite valori teorici.
  • Assenza di contabilizzazione: qualora non sia previsto alcun tipo di contabilizzazione (né di calore né di combustibile)

Pertanto, nel caso di presenza di soli contatori di combustibili occorre semplicemente selezionare nel menu “Dati generali >  Impianto > Informazioni generali” come tipo di “Contabilizzazione in centrale” l’opzione “Per singolo generatore”.

A questo punto nel menuDati generali >  Impianto > Vettori e Generatori” occorre indicare come “Tipologia di contabilizzazione” l’opzione “Contatore di combustibile” e specificare il tipo di “Combustibile”, il “Rendimento / COP” del generatore e il “Potere calorifero inferiore” (proposto in automatico dal software in funzione del combustibile selezionato)

Luca CocozzaLuca Cocozza14 Maggio 2019
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Per la redazione dell’APE non va presa in considerazione la correzione per riscaldamento intermittente in quanto il calcolo è fatto in regime standard, ovvero in funzionamento continuo.
Infatti il fattore di ripresa viene visualizzato a video solo in caso di attivazione della sezione dedicata al calcolo della potenza invernale.
Tuttavia, anche se tale parametro venisse compilato, il software in automatico non lo considererebbe nel calcolo dell’APE (evitando così ogni possibilità di errore).
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