In caso di fattore d’uso molto basso (< 0,8, rif. UNI 10200) conviene dichiarare che l’impianto centralizzato è poco conveniente e suggerirne uno autonomo?

Vediamo cosa conviene fare
Luca CocozzaLuca Cocozza5 Giugno 20191min499
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Il fattore d’uso non cambia la spesa totale dell’edificio ma riproporziona solamente la quota di involontario rispetto al reale utilizzo dell’edificio. Scostamenti del fattore d’uso da valori normali di solito vanno associati alla stagione (più o meno favorevole) o alla gestione dell’impianto più o meno oculata. Inoltre, valori molto bassi del fattore d’uso dipendono anche dal fatto che il più delle volte la contabilizzazione viene effettuata partendo da un calcolo dei fabbisogni in modalità standard (ovvero considerando 24 ore di funzionamento dell’impianto per tutta la stagione di riscaldamento) che porta a stimare dei valori molto lontani da quelli che poi sono i consumi reali delle diverse stagioni. Ciò ovviamente può essere limitato partendo da valori teorici basati su una diagnosi energetica.

Con un impianto autonomo sicuramente si avrebbero dei vantaggi sia per quel che riguarda il calcolo sia per la stessa committenza; tuttavia occorre ricordare anche le problematiche e gli svantaggi che l’installazione di tanti impianti autonomi comporta, in virtù anche dell’eccesso di potenza installata.

 

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