La formazione continua attraverso l’utilizzo dei finanziamenti alle imprese

Maria Grazia SavoiaMaria Grazia Savoia12 Settembre 20198min1490
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Le risorse finanziarie che consentono ai lavoratori e alle imprese di tenere il passo con un mercato in continua evoluzione 

Le risorse finanziarie che consentono ai lavoratori e alle imprese di tenere il passo con un mercato in continua evoluzione.

La grande rivoluzione digitale rappresenta, per l’Italia, una delle più importanti scommesse degli ultimi anni: le potenzialità delle nuove tecnologie sono tante e tali da offrire la reale possibilità di fronteggiare quei gap strutturali che bloccano il sistema paese; d’altra parte diventa fondamentale diffondere conoscenze in relazione alle potenzialità della digitalizzazione del mondo del lavoro.

Investire nella formazione è il tassello fondamentale della conoscenza. In una strategia di Life Long Learning, la formazione continua eleva la qualità del sapere e delle competenze dei lavoratori e delle imprese.

Il valore della formazione è duplice: da un lato consente la crescita personale del lavoratore aumentando competenze e potenziando la capacità di ricollocazione nel mondo del lavoro; dall’altro ha un impatto immediato sulle imprese ampliando know-how e accrescendo produttività.

Per agevolare le imprese ad investire nella formazione, sia il Fondo Sociale Europeo che i Fondi Paritetici Interprofessionali mettono a disposizione finanziamenti/bandi/avvisi cui possono accedere lavoratori e professionisti.

Fondi Paritetici Interprofessionali nazionali per la formazione continua sono organismi di natura associativa promossi dalle organizzazioni di rappresentanza delle Parti Sociali attraverso specifici Accordi Interconfederali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentativi sul piano nazionale. Sono stati istituiti Fondi Paritetici Interprofessionali per diversi settori economici dell’industria, dell’agricoltura, del terziario e dell´artigianato.

Dal 2016 per i datori di lavoro che non aderiscono ad alcun fondo, le entrate del contributo integrativo sono versate per il 50% al fondo di rotazione per la formazione professionale e per il restante 50% al fondo sociale per l’occupazione e la formazione.

I Fondi Paritetici Interprofessionali maggiori e attivi ad oggi sono:

  • Fon.Coop – Fondo per la formazione continua nelle imprese cooperative
  • Fondo Dirigenti PMI – Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti delle piccole e medie imprese industriali
  • FAPI – Fondo per la formazione continua per le piccole e medie imprese
  • FONDIR. – Fondo per la formazione continua dei dirigenti del terziario
  • FOR.TE. – Fondo per la formazione continua del terziario
  • Fondirigenti – Fondo per la formazione alla dirigenza nelle imprese industriali
  • FON.TER – Fondo per la formazione continua dei lavoratori dipendenti nelle imprese del settore terziario: comparti turismo e distribuzione servizi
  • Fond. E.R. – Fondo per la formazione continua degli Enti Religiosi
  • Fon.Ar.Com.- Fondo per la formazione continua nei comparti del terziario, dell’artigianato e delle piccole e medie imprese
  • For.Agri – Fondo di settore per la formazione professionale continua in agricoltura
  • Formazienda – Fondo per la formazione continua nel comparto del commercio, del turismo, dei servizi, delle professioni e delle piccole e medie imprese
  • Fonditalia – Fondo per la formazione continua nei settori economici dell’industria e piccole e medie imprese
  • FondoLavoro – Fondo per la formazione continua delle Micro, Piccole, Medie e Grandi Imprese
  • Fondoprofessioni Fondo per la formazione continua negli Studi Professionali.

 

L’adesione ai Fondi Paritetici Interprofessionali è del tutto volontaria (vedi Circolare INPS 2 aprile 2003 n. 71 e s.m.i.).

Ogni azienda può aderire solo ad un Fondo e può scegliere di revocare la sua adesione e trasferire le risorse ad altro fondo in qualsiasi momento dell’anno.

La mobilità tra Fondi è subordinata comunque al rispetto delle eventuali condizioni previste da regolamenti interni e, in ogni caso, rimane garantita la possibilità di modificare la scelta precedentemente effettuata a prescindere dai limiti fissati per l’operatività del trasferimento.

Per i datori di lavoro che non aderiscono ai Fondi Paritetici Interprofessionali resta fermo l’obbligo di versare all’Inps il contributo integrativo secondo le modalità indicate dall’Istituto.

Anche la formazione obbligatoria sulla sicurezza può essere assolta con l’utilizzo dei fondi interprofessionali.

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