
INDICE
La recente e definitiva sentenza della Corte di Cassazione sul disastro ferroviario di Viareggio, che ha confermato la condanna a 5 anni di reclusione per l’ex Amministratore Delegato di FS e RFI Mauro Moretti, segna uno spartiacque storico nel diritto penale d’impresa e nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro. La decisione dei giudici di legittimità lancia un messaggio inequivocabile a tutto il tessuto industriale e manageriale italiano: la complessità e la vastità di una struttura aziendale non possono più essere utilizzate come uno “scudo” dietro cui nascondersi o per giustificare deficit organizzativi.
Al contrario, il “caso Moretti” apre uno scenario del tutto inedito e mette in massima allerta qualsiasi imprenditore, a tutti i livelli. Se l’alta direzione viene chiamata a rispondere direttamente delle carenze sistemiche nel controllo dei rischi, soprattutto all’interno di strutture enormi e ramificate, l’approccio alla governance della sicurezza deve cambiare radicalmente.
L’illusione della conformità: il pericolo dei file frammentati
Troppo spesso, all’interno delle aziende, la gestione della salute e della sicurezza viene ancora affidata a una galassia disordinata e frammentata di documenti cartacei, file Excel, fogli Word ed email sparse tra diversi reparti.
Questa gestione “artigianale” crea una pericolosa illusione di conformità: il management si illude che avere il “documento scritto” o la firma su un foglio basti a mettersi al riparo dalle responsabilità.
Tuttavia, quando si verifica un’ispezione approfondita o, peggio ancora, un evento avverso come un infortunio o un decesso questo caos documentale si rivela fatale. Davanti ad un organo giudicante, dimostrare di avere un modello di organizzazione e gestione efficace diventa matematicamente impossibile se i dati non si parlano, se le scadenze della formazione, delle visite mediche o delle manutenzioni di macchine/impianti si perdono nei meandri di un foglio di calcolo modificabile da chiunque e se manca una reale tracciabilità dei flussi informativi.
Senza una totale informatizzazione e centralizzazione dei processi, la governance della sicurezza si azzera, trasformandosi in una bomba ad orologeria per l’impresa e per i suoi amministratori.
Il crollo dell’esimente del D.Lgs. 231 e il nodo delle deleghe
L’impatto di questa disorganizzazione si abbatte sulla responsabilità amministrativa degli enti/imprese disciplinata dal D.Lgs. 231/2001. La condizione di esimente, che solleva l’azienda dalle sanzioni pecuniarie e interdittive qualora dimostri di aver adottato ed efficacemente attuato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG), decade con estrema facilità se mancano prove tangibili, certe, storicizzate e immodificabili della sua reale efficacia ed applicazione quotidiana.
Non bastano le dichiarazioni d’intenti, i manuali e le procedure custodite in un cassetto. Il sistema adottato deve dimostrare di saper prevenire attivamente i reati colposi di omicidio o lesioni gravi legati alla violazione delle norme antinfortunistiche.
In questo contesto, assume un ruolo cruciale la catena delle responsabilità: senza un idoneo, rigoroso e formalizzato sistema di deleghe di funzioni la responsabilità penale risale inesorabilmente i gradini dell’organigramma fino a colpire il vertice apicale, indipendentemente dalla distanza fisica dal luogo dell’evento.
Dalla burocrazia al rigore tecnico
Un altro grande errore strutturale che il caso Viareggio mette a nudo è l’abitudine di trattare la salute e sicurezza sul lavoro come un mero adempimento burocratico o legale. La sicurezza non si fa “con la carta” solo per evitare le sanzioni degli organi di vigilanza; la sicurezza si affronta in maniera rigorosamente e puramente tecnica.
Nel caso specifico, i giudici hanno individuato il fulcro della colpa di Moretti proprio nell’aver avallato, o comunque non eliminato, una rischiosa prassi aziendale che esentava da verifiche stringenti i convogli e i carri merci provenienti dall’estero. Consentire la circolazione sulla rete nazionale di vagoni stranieri, di fatto privi di una reale tracciabilità tecnica, omettendo i dovuti controlli al momento del loro ingresso nel sistema ferroviario italiano, ha rappresentato una violazione causale fatale.
Secondo la ricostruzione giudiziaria, dietro la mancata vigilanza sulla bontà della manutenzione di questi componenti esteri si nascondeva una precisa politica aziendale finalizzata al contenimento dei costi e degli impegni di spesa nel settore merci.
Prevenire gli infortuni e i disastri industriali significa, al contrario, analizzare i rischi con criteri ingegneristici, monitorare l’usura di tutti i componenti di macchine ed impianti, strutturare piani di manutenzione predittiva, formare e addestrare il personale in modo rigoroso e tracciabile e, soprattutto, basare ogni decisione aziendale su dati oggettivi e aggregati. Se la salute e sicurezza non entra a far parte del DNA dei processi produttivi dell’azienda, qualunque modello organizzativo risulterà privo di sostanza e del tutto vulnerabile sotto il profilo legale.
Scatta l’“Effetto Moretti”: la corsa ai modelli HSE di Blumatica
Questa nuova consapevolezza circa i severi risvolti penali e societari sta spingendo il management italiano ad una profonda revisione dei propri assetti. Si sta assistendo a quello che gli esperti del settore hanno già ribattezzato come l’“effetto Moretti”: una vera e propria presa di coscienza collettiva che sta scatenando un’ondata senza precedenti di richieste rivolte a Blumatica, leader nello sviluppo di soluzioni software per la sicurezza sul lavoro e i sistemi di gestione.
Le aziende, dalle PMI fino ai grandi gruppi multinazionali caratterizzati da strutture complesse, stanno chiedendo in modo massiccio il supporto di Blumatica per applicare e implementare il modello HSE a tutti i livelli dell’organizzazione. La necessità prioritaria è quella di abbandonare definitivamente la frammentazione di Word ed Excel per migrare verso piattaforme software integrate, uniche e cloud-based.
Solo attraverso la tecnologia di Blumatica SHEQ è, infatti, possibile automatizzare i processi HSE, centralizzare la valutazione dei rischi, monitorare in tempo reale l’efficacia delle misure adottate, gestire scadenzari complessi e blindare il Modello 231 attraverso prove documentali inoppugnabili e un sistema di deleghe digitalizzato e incontestabile.
Il caso Moretti ha dimostrato che il tempo delle scuse, della complessità aziendale usata come alibi e della burocrazia difensiva è definitivamente tramontato. La sicurezza sul lavoro richiede una svolta tecnologica e manageriale immediata: solo chi digitalizza e ingegnerizza la gestione della salute e sicurezza potrà garantire la continuità del proprio business, la tutela dei lavoratori e la serenità legale dei propri vertici aziendali.
Non aspettare che un evento avverso ti faccia dire “se avessi agito prima…” scegli Blumatica SHEQ.

R&D Manager QHSE Sector

