Linee Guida CNAPPC per la formazione architetti: cosa cambia per il triennio 2023-2025?

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Ecco tutte le specifiche del CNAPPC per l'ottenimento dei crediti formativi professionali (CFP) per gli architetti

Il CNAPPC adotta le nuove linee guida e di coordinamento per l’aggiornamento e lo sviluppo professionale continuo per la formazione architetti. A partire dal 1 gennaio 2024 gli architetti iscritti regolarmente al proprio ordine di appartenenza dovranno far riferimento alle nuove disposizioni. 

Scopriamo nel dettaglio cosa riguardano e quali sono le modifiche apportate a quanto in vigore fino allo scorso triennio (2020/2022).

Fin dall’introduzione della Riforma degli ordinamenti professionali, attuata con il DPR 137/2012, è stato previsto per tutti i professionisti l’obbligo di curare un continuo aggiornamento delle proprie competenze relative alla propria professione e alle attività svolte nel settore di riferimento, anche, eventualmente, all’estero.

Formazione architetti Triennio 2023-2025: quanti CFP acquisire?

Durante il triennio attualmente in corso, e che terminerà con le attività di verifica delle attività di formazione e aggiornamento continuo svolte entro il 31/12/2025, ogni iscritto deve acquisire 60 crediti formativi professionali (CFP). Di questi, almeno 12 devono essere derivanti da attività sui temi della deontologia, delle discipline ordinistiche, dell’etica e della legalità nella professione.

Nonostante non siano previsti obblighi di raggiungimento di crediti minimi annuali, è consigliato acquisire competenze di aggiornamento professionale con continuità.

Coloro che, al termine del triennio formativo, hanno maturato crediti formativi in eccesso potranno trasferire tali CFP al triennio successivo, nel limite di:

  • 40 CFP per i crediti “ordinari”;
  • 8 CFP su temi della Deontologia.

I soggetti che si iscrivono ad un Ordine territoriale per la prima volta devono adempiere all’obbligo formativo a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello dell’iscrizione. I CFP da maturare devono essere calcolati annualmente, nella misura di 20 CFP complessivi annui, di cui 4 in deontologia e discipline ordinistiche, etica e legalità nella professione.

Se, invece, un professionista, dovesse decidere di iscriversi all’Ordine, dovrà essere valutato il deficit di crediti da sanare. Invece, in caso di trasferimento da un Ordine territoriale, i CFP maturati verranno trasmessi al nuovo Ordine ricevente, previa verifica della situazione formativa.

Come acquisire i CFP

Per tutti i corsi di formazione, sia frontali che a distanza, che sono accreditati secondo quanto stabilito dall’art. 8 del Regolamento, viene assegnato un credito formativo professionale (CFP) per ogni ora di corso frequentata. Tuttavia, è riconosciuto un limite massimo di 30 CFP – e non più 20 CFP come nel triennio precedente – per la partecipazione ad ogni singolo corso che superi le 30 ore di durata.

Affinché il corso sia considerato valido per l’ottenimento dei relativi CFP, è necessario che:

  • la frequenza non sia inferiore all’80% del totale delle ore previste;
  • qualora sia prevista una prova finale, questa deve essere superata con successo.

Gli eventi di formazione organizzati da un Ordine prevedono l’accreditamento diretto in piattaforma entro 30 giorni. Per eventi organizzati da enti terzi, accreditati al CNAPPC, invece, i CFP saranno inseriti in piattaforma dall’ente entro 60 giorni.

In generale, i crediti formativi, ai fini del Regolamento e delle linee guida del 2024, possono essere acquisiti tramite:

  • attività formative; 
  • autorizzazione degli eventi formativi organizzati da soggetti diversi dagli Ordini Territoriali;
  • corsi abilitanti;
  • corso di aggiornamento e sviluppo professionale continuo;
  • credito formativo professionale;
  • curriculum individuale della formazione;
  • deontologia, discipline ordinistiche, etica e legalità nella professione;
  • dottorato di ricerca;
  • evento formativo autorizzato;
  • formazione a distanza sincrona e asincrona;
  • master universitario di I e II livello;
  • percorso formativo convenzionato;
  • requisiti minimi dei corsi di aggiornamento;
  • seminario, convegno, conferenza, workshop, tavola rotonda e simili;
  • altre attività.

Per le specificità delle singole attività occorre consultare le linee guida sulla formazione 2024 del CNAPPC.

Autocertificazioni: come funziona il caricamento delle istanze in piattaforma

L’inserimento delle istanze di riconoscimento dei CFP maturati avviene tramite la Piattaforma Formativa, alla sezione ESONERI E CERTIFICAZIONE. Ivi si dovrà:

  • “creare una nuova richiesta”;
  • compilare tutti i campi necessari per procedere alla richiesta;
  • corredare l’istanza con tutta la documentazione necessaria al riconoscimento.

Gli iscritti dovranno provvedere al caricamento, nella propria anagrafe formativa, entro il triennio in corso

Le attività o eventi formativi per cui è possibile effettuare l’autocertificazione sono:

  • esercitazioni e mobilitazioni di Protezione Civile, di cui all’art. 5.2.2;
  • master e formazione post laurea, specializzazioni, di cui all’art. 5.3;
  • attività di cui all’art. 5.4, quindi:
    • mostre, fiere, visite ed altri eventi assimilabili inerenti le aree tematiche di cui al punto 3;
    • pubblicazione di  articoli e saggi scientifici o di natura tecnico-professionale;
    • viaggi di studio organizzati/promossi dagli Ordini e/o da Federazioni di Ordini territoriali e/o da soggetti terzi accreditati dal CNAPPC;
    • premi e menzioni per la partecipazione a concorsi di progettazione (per ogni partecipante al gruppo costituito);
    • brevetti nell’ambito dell’architettura e del disegno industriale;
  • formazione erogata da Enti Pubblici ai propri dipendenti di cui all’art. 5.5.

Esoneri: quando è possibile?

Alcuni iscritti possono richiedere l’esonero, anche parziale, dallo svolgimento dell’attività formativa, in alcuni casi di cui:

  • maternità, paternità, adozione e affidamento. L’obbligo formativo in questo caso si ridurrà a 32+8 CFP;
  • malattia grave o infortunio che determinino l’interruzione dell’attività professionale anche parziale;
  • altri casi di documentato impedimento derivante da cause di forza maggiore e situazioni di eccezionalità;
  • docenti universitari a tempo pieno iscritti nell’elenco speciale (L. 382/1980) ai quali è precluso lo svolgimento della professione;
  • non svolgimento della professione.

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Cynthia Fiorillo


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