Nuova UNI 10200: cambia la ripartizione spese impianti centralizzati

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Vediamo le modalità di ripartizione nei casi di: contabilizzazione indiretta (ripartitori), tubazioni correnti nelle singole unità immobiliari, condomini composti da più fabbricati

Ecco finalmente la nuova revisione della UNI 10200 dopo due inchieste pubbliche ed il coinvolgimento di oltre 40 aziende e 50 esperti di settore nella commissione tecnica 271 del CTI.

La revisione risolve le criticità ed alcuni refusi della versione 2015 che, negli anni scorsi, hanno generato interpretazioni discordanti e notevoli difficoltà.

La nuova norma consente una ripartizione della spesa molto più accurata: grazie ad una specifica sezione, la UNI descrive le modalità di ripartizione per tutta una serie di “casi particolari” (condomini composti da più fabbricati, tubazioni correnti nelle singole unità immobiliari, unità prive di contabilizzazione, ecc.).

Di seguito le principali novità.

  1. Migliorata la determinazione del consumo involontario nel caso di contabilizzazione indiretta

calcolato ora in funzione del grado di occupazione dell’edificio (sulla base del fattore d’uso dell’edificio): in questo modo è possibile calcolare correttamente la quota involontaria nel caso di edificio ad utilizzo parziale o saltuario.

Cerchiamo di approfondire un po’ questo concetto.

Nel caso di contabilizzazione indiretta (quindi con ripartitori installati su tutti i radiatore delle diverse unità immobiliari che costituiscono il condominio) il consumo involontario totale (Qinv) non può essere determinato per differenza (come invece in presenza di contabilizzazione diretta, ovvero nel caso di contatori di calore installati all’ingresso di ciascuna unità immobiliare) bensì deve essere stimato a priori come frazione dell’energia prodotta (erogata dalla centrale termica ed immessa in rete):

Qinv = Qtot x finv

dove:

Qtotè il consumo totale [kWht];

finv    è la frazione del consumo totale da attribuire alla componente involontaria.

La prima differenza rispetto alla precedente versione della norma riguarda l’applicazione del fattore finv non al fabbisogno ideale bensì all’energia stagionale effettiva, erogata dalla centrale termica ed immessa in rete di anno in anno.

Inoltre, la frazione finv non è più un valore fisso, deducibile dalla tabella riportata sulla norma stessa, ma dipende dal grado di utilizzazione dell’edificio (inteso come grado di occupazione), espresso dal cosiddetto “fattore d’uso” (fuso). In particolare, quanto minore è il grado di utilizzazione tanto più incide la componente involontaria.

Si definisce fattore d’uso dell’edificio (fuso) il rapporto tra il consumo totale effettivo della stagione di riferimento (Qtot) e il fabbisogno teorico in ingresso alla distribuzione (Qdis,in), calcolato in condizioni di uso standard dell’edificio:

fuso = Qtot / Qdis,in

L’aspetto più importante è che il calcolo del fattore d’uso deve essere effettuato annualmente al fine di quantificare adeguatamente la frazione finv. In base al valore del fattore d’uso, si distinguono i seguenti due casi:

Edifici normalmente utilizzati (pieno utilizzo)

fuso > 0,8

Edifici a utilizzazione discontinua o saltuaria

fuso ≤ 0,8

La frazione finv si pone pari al corrispondente valore di pieno utilizzo (f*inv), che può essere a sua volta determinato:
  • In maniera analitica, come rapporto tra le perdite di distribuzione totali (Qdis,ls) e il fabbisogno in ingresso alla distribuzione (Qdis,in): f*inv = Qdis,ls / Qdis,in
  • In maniera semplificata, dai valori tabulati riportati nel prospetto della norma:

Edifici normalmente utilizzati

Il fattore finv si corregge in funzione del fattore d’uso, ipotizzando che tra di essi intercorra una dipendenza sostanzialmente lineare:

finv = 1- [(1 – f*inv) / 0,8] x fuso

dove:

f*inv è la frazione del consumo involontario a piena utilizzazione (tabellata o analitico).

L’andamento della frazione finv in funzione del fattore d’uso è rappresentato nella figura seguente: in particolare l’incidenza della componente involontaria tende ad essere tanto maggiore quanto minore è il fattore d’uso.

Edifici a utilizzazione discontinua o saltuaria

 

A quanto appena riportato, va effettuata un’ulteriore precisazione: la frazione tabulata (f*inv,tab) si intende rappresentativa della sola distribuzione di utenza interna al fabbricato ed è valutata in assenza di altre perdite significative. In presenza di ulteriori perdite (dovute ad esempio alla distribuzione esterna al fabbricato, all’accumulo o alla distribuzione primaria), queste vanno aggiunte. La frazione del consumo involontario a piena utilizzazione (f*X,inv) può essere pertanto calcolata, nell’ipotesi predetta, nel seguente modo:

f*inv = [(Qdis,in – Qdis,agg,ls,ls) ´ f*inv,tab + Qdis,agg,ls,ls] / Qdis,in

dove:

Qdis,in è il fabbisogno in ingresso alla distribuzione [kWht];

Qdis,agg,ls sono le perdite dovute a distribuzioni differenti da quella interna al fabbricato [kWht].

 

  1. Revisione della procedura per la formulazione del prospetto previsionale

Revisione della procedura per la formulazione del prospetto previsionale per ovviare all’erronea sottostima del consumo involontario: come già avveniva nella vecchia norma per il calcolo della rendicontazione stagionale nel caso di contabilizzazione indiretta, nel prospetto previsionale il consumo involontario totale deve essere stimato a priori per poi ottenere il consumo volontario per differenza.

In particolare, noto il consumo totale del condominio (Qtot), pari al corrispondente fabbisogno teorico in ingresso alla distribuzione (Qdis,in), occorre calcolare anzitutto il consumo involontario come frazione del fabbisogno teorico:

Qinv = Qdis,in * f*inv

dove, f*inv è la frazione del consumo involontario a piena utilizzazione (ricavata pertanto dal prospetto della norma o calcolata in maniera analitica).

A questo punto, il consumo volontario totale si ottiene per differenza:

Qvol = Qtot – Qinv

da cui si ottiene il consumo volontario della singola unità immobiliare (Qvol,ui) ripartendo il consumo totale tra le unità in proporzione ai rispettivi fabbisogni teorici:

Qvol,ui = Qvol x (Qsys,out / ΣQsys,out)

 

  1. Gestione differente delle tubazioni correnti nelle singole unità immobiliari.

La norma distingue le tubazioni correnti nelle unità in due differenti tipologie:

  • Di pertinenza dell’unità immobiliare (poste a valle del punto di distacco dall’impianto condominiale) comprendenti, ad esempio, il caso di anello monotubo
  • Non di pertinenza dell’unità immobiliare (poste a monte del punto di distacco dall’impianto condominiale) come ad esempio i montanti verticali a vista.

Vediamo che incidenza hanno tali tubazioni sul calcolo della spesa.

Tubazioni di pertinenza

(es. anello monotubo)

Tubazioni di pertinenza

(es. montanti verticali a vista)

Tali tubazioni sono equiparabili a corpi scaldanti aggiunti e, pertanto, costituiscono una quota aggiuntiva della potenza installata e quindi dei millesimi dell’unità immobiliare a cui appartengono.

Inoltre di tali tubazioni occorre calcolare, in caso di contabilizzazione indiretta (ripartitori), le rispettive emissioni costituenti una sorta di prelievo “obbligato” (Qobb). In caso di contabilizzazione diretta ciò non è invece necessario in quanto le emissioni delle tubazioni sono già ricomprese nella misura del contatore di calore.

Ovviamente nell’intera procedura di calcolo tale contributo deve essere decurtato dal consumo involontario totale. Ovvero, il consumo involontario totale (Qinv) si determina al netto delle emissioni dovute alle tubazioni di pertinenza:

Qinv = Qtot * finv – ΣQobb,ui

E pertanto anche il consumo volontario totale deve essere corretto nel seguente modo:

Qvol = Qtot – Qinv – ΣQobb,ui

Il consumo derivante da tali perdite darà origine ad un’ulteriore spesa dell’unità immobiliare (sobb,ui) ovvero la spesa individuale per consumo obbligato.

Tali tubazioni, pur correndo nell’unità immobiliare, non ne costituiscono una proprietà bensì una servitù.

Le emissioni di tali tubazioni, da ricomprendersi nella quota involontaria, si ripartiscono quindi a millesimi tra le unità immobiliari.

Nonostante sulla UNI sia riportata la seguente nota:

è necessario prestare particolare attenzione nel caso le emissioni delle tubazioni non di pertinenza siano così rilevanti che il progettista ne ha già tenuto conto nel dimensionamento dei corpi scaldanti (radiatori più piccoli)”.

questa rappresenta un’importantissima novità rispetto alla precedente versione della norma che sicuramente genererà non poche dispute condominiali e interpretazioni differenti tra gli addetti ai lavori.

Infatti, nonostante l’unità immobiliare si avvantaggi direttamente dalla presenza di tali tubazioni, la spesa derivante dalle sue emissioni sarà ripartita tra tutte le altre unità del condominio.

  1. Condomini con più fabbricati

La nuova UNI 10200 chiarisce come adattare il metodo di calcolo nel caso di presenza di più edifici in quanto alcuni passaggi della ripartizione devono riferirsi all’intero condominio (ad es. il consumo totale, la spesa energetica totale, il costo unitario dell’energia e la spesa gestionale) mentre altri devono essere eseguiti per ciascun edificio (consumo volontario, consumo involontario e spesa gestionale).

La ripartizione della spesa deve essere effettuata distintamente per ciascuno di essi, tenendo conto sia della distribuzione comune (da ripartirsi tra i fabbricati) sia dei tratti di distribuzione interna a ciascun fabbricato. In particolare, in funzione della posizione dei contatori di calore posti in ingresso a ciascun edificio, possono distinguere 3 casistiche:

  • Linee dedicate con contatore all’arrivo: in tal caso le perdite delle tubazioni sono ripartite in proporzione alle dispersioni delle distribuzioni esterne afferenti ai singoli fabbricati
  • Linee dedicate con contatore di partenza: essendo assente una reta interposta tra la centrale termica e i contatori dei singoli edifici, le perdite sono nulle
  • Anello comune con contatori in punto di diramazione: le perdite delle tubazioni sono ripartite in proporzione ai fabbisogni di energia utile complessivi dei singoli edifici.

 

  1. Esplicito richiamo all’obbligo di effettuare una diagnosi energetica

La norma precisa i parametri energetici teorici che occorrono per il calcolo riportando per ciascuno di essi anche la modalità di valutazione da utilizzare.

In particolare sulla norma si legge quanto segue:

La formulazione del prospetto millesimale, previsionale e a consuntivo richiede il reperimento di alcuni parametri teorici, da determinarsi in conformità alle specifiche tecniche UNI/TS 11300 (parti 1, 2 e 4) e adottando, secondo lo scopo, una specifica modalità di valutazione (A2 o A3). Tali parametri sono reperibili attraverso un calcolo apposito oppure, ricorrendo alle necessarie correzioni ed impostazioni, da calcoli energetici precedentemente eseguiti, quali, ad esempio, quelli di diagnosi (in caso di edificio esistente) o quelli finalizzati al progetto ed alla redazione dell’APE (in caso di nuova costruzione, ristrutturazione o compravendita).

Le modalità di calcolo e le impostazioni da adottare si differenziano in base alla tipologia e allo scopo dei parametri, finalizzati ai millesimi o ai prospetti previsionale e a consuntivo. Nel prospetto D.1 si sintetizzano le modalità di valutazione in funzione della tipologia dei parametri. Nel prospetto D.2 si sintetizzano i principali parametri da reperire (le modalità ed i casi in cui devono essere adottati sono specificate nelle pertinenti parti del presente documento).”

 

Prospetto D.1 – Quadro di sintesi degli scenari di modellazione dell’edificio

Tipologia di parametri Modalità di valutazione
Dati finalizzati ai millesimi A2
Dati finalizzati al prospetto previsionale A3
Dati finalizzati al prospetto a consuntivo A3

 

Prospetto D.2 – Riassunto dei principali dati energetici necessari per la ripartizione delle spese

Simbolo Descrizione UM Scopo / modalità di valutazione
QX,sys,out,j Fabbisogno ideale della singola unità immobiliare kWht Prospetto millesimale (A2) / previsionale (A3)
qve,mn,eff,j Portata effettiva della singola unità immobiliare m3/h Prospetto millesimale (A2)
QX,sys,out Fabbisogno ideale dell’edificio kWht Prospetto previsionale / a consuntivo (A3)
QX,gen,out Energia utile fornita dalla generazione (valore teorico) kWht Prospetto previsionale / a consuntivo (A3)
QX,sol,out Energia utile fornita dal solare termico (valore teorico) kWht Prospetto previsionale / a consuntivo (A3)
QX,di,ls Perdite della distribuzione interna al fabbricato kWht Prospetto previsionale / a consuntivo (A3)
QX,de,ls Perdite della distribuzione esterna al fabbricato kWht Prospetto previsionale / a consuntivo (A3)
QX,dc,ls Perdite della distribuzione comune (alimentante più fabbricati) kWht Prospetto previsionale / a consuntivo (A3)
QX,s,ls Perdite di accumulo kWht Prospetto previsionale / a consuntivo (A3)
QX,dp,ls Perdite di distribuzione primaria kWht Prospetto previsionale / a consuntivo (A3)
QX,tub,ls,j Emissioni delle tubazioni di pertinenza della singola unità immobiliari kWht Prospetto previsionale / a consuntivo (A3)
EX,k Consumo teorico del singolo vettore energetico UM Prospetto previsionale / a consuntivo (A3)
hX,gen,k Rendimento termico del singolo generatore o gruppo di generatori Prospetto a consuntivo (A3)

 

La complessità della materia e le notevoli modifiche introdotte dalla normativa impongono, quindi, uno standard elevato in termini di competenza tecnica.

Risulta fondamentale, pertanto, formarsi in tempi molto rapidi o avvalersi di strumenti di lavoro in grado di fornire tutte le informazioni indispensabili a produrre una documentazione professionale e completa.

In tal senso Blumatica mette a disposizione i software:

Blumatica UNI 10200

che, in un’unica soluzione, consente di gestire quanto connesso alla contabilizzazione del calore, alla ripartizione delle spese condominiali e al progetto di termoregolazione.

 

Blumatica Diagnosi Energetica

consente di valutare in modo chiaro qual è lo stato di fatto dell’edificio e quindi gli interventi di miglioramento energetico da attuare.

Il software consente di valutare i consumi reali dell’edificio, effettuando una valutazione energetica adattata all’utenza (tailored rating) definendo l’uso effettivo del sistema fabbricato-impianto definendo il profilo di occupazione (per i giorni festivi e feriali), i diversi parametri che incidono sui fabbisogni (apporti interni, schermature mobili e chiusure oscuranti, acqua calda sanitaria, illuminazione, ventilazione, ecc.), la conduzione dell’impianto (continua, intermittente, attenuazione), le condizioni al contorno (temperature esterne ed interne, ecc.).

Effettuata la validazione del modello di calcolo con i consumi reali desunti dalle bollette, si definiscono i diversi scenari di miglioramento energetico, ciascuno costituito da differenti tipologie di intervento (componenti opachi, finestrati, generatori, sottosistemi impianto lato utenza, fonti rinnovabili, illuminazione, ventilazione, ecc.).

Per ciascuno scenario, il software effettua un’analisi dei costi e dei benefici, calcolando i risparmi energetici, la riduzione di emissioni di inquinanti, indicatori economici (VAN, IP, TIR) e un dettagliato computo metrico estimativo.

 

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Luca Cocozza

Luca Cocozza

Responsabile tecnico presso Blumatica S.r.l.


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