Piano di manutenzione delle opere e delle sue parti: contenuti e obblighi ai sensi dell’art. 27 dell’Allegato I.7 al D.Lgs. 36/2023

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L’entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023 ha confermato ulteriormente l’importanza della gestione del ciclo di vita dell’opera pubblica. In tale ottica il Piano di Manutenzione dell’Opera (PMO) rappresenta non solo un adempimento burocratico, ma un vero e proprio strumento strategico, complementare al progetto esecutivo, volto a pianificare e programmare le attività di manutenzione dell’opera e delle sue parti.

Il quadro normativo e la finalità del Piano

L’ art. 27 dell’Allegato I.7 del D.Lgs. 36/2023 definisce le finalità e il contenuto del Piano. Nella sezione III del predetto è descritto che il Piano di Manutenzione dell’opera «è un documento complementare al progetto esecutivo che prevede, pianifica e programma, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi, l’attività di manutenzione dell’opera e delle sue parti, al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l’efficienza e il valore economico».

L’obiettivo è prevenire il degrado strutturale e funzionale dell’opera, ottimizzando i costi di gestione lungo l’intero ciclo di vita.

 

I contenuti del Piano di Manutenzione dell’Opera e i soggetti responsabili

I contenuti del PMO si differenziano in relazione all’importanza e alla specificità dell’intervento. Tuttavia, salvo diversa motivata indicazione dell’Amministrazione, il Piano di Manutenzione dell’Opera si compone dei seguenti documenti operativi:

  • il Manuale d’uso;
  • il Manuale di manutenzione;
  • il Programma di manutenzione.

 

Il Manuale d’uso contiene le informazioni necessarie che consentono all’utente di conoscere le modalità per il miglior utilizzo del bene, limitando quanto più possibile i danni derivanti da uso improprio. Esso fornisce quegli elementi di conoscenza indispensabili per evitare azioni che potrebbero compromettere la durabilità del bene o invalidare le garanzie sui materiali.
In particolare, il Manuale d’uso deve contenere le seguenti informazioni:

  1. la collocazione nell’intervento delle parti menzionate;
  2. la rappresentazione grafica;
  3. la descrizione;
  4. le modalità di uso corretto.

 

Il Manuale di manutenzione fa riferimento alla manutenzione delle parti significative del bene, con particolare attenzione agli impianti tecnologici. In base alle diverse Unità Tecnologiche, alle caratteristiche dei materiali o dei componenti interessati, fornisce le indicazioni necessarie per la corretta manutenzione. In particolare, contiene le seguenti informazioni:

  1. la collocazione nell’intervento delle parti menzionate;
  2. la rappresentazione grafica;
  3. la descrizione delle risorse necessarie per l’intervento manutentivo;
  4. il livello minimo delle prestazioni;
  5. le anomalie riscontrabili;
  6. le manutenzioni eseguibili direttamente dall’utente;
  7. le manutenzioni da eseguire a cura di personale specializzato.

 

Nel caso di interventi complessi, oltre a quanto indicato in precedenza, il Manuale di manutenzione deve contenere anche:

  1. la descrizione delle risorse necessarie, riprendendo le voci del computo metrico estimativo e definendo le obsolescenze e i rimpiazzi in un tempo programmato e con l’indicazione dei relativi costi; deve quindi essere calcolata la manutenzione costante e il costo di tale manutenzione – rimpiazzo lungo il ciclo di vita del manufatto;
  2. il programma delle manutenzioni, mediante la predisposizione di database per la verifica e l’implementazione di quanto indicato alla lettera c);
  3. l’attivazione dei controlli sistematici sottoprogramma dei controlli al fine di stabilire le modalità di controllo sul permanere del rischio di disponibilità in capo all’operatore economico;
  4. la tracciabilità degli interventi di rimpiazzo effettuati sottoprogramma interventi di manutenzione.

 

Il Programma di manutenzione definisce le scadenze degli interventi, i controlli periodici da effettuare per monitorare lo stato di conservazione dell’opera. Esso si articola in tre sottoprogrammi:

  1. il sottoprogramma delle prestazioni, che prende in considerazione, per classe di requisito, le prestazioni fornite dal bene e dalle sue parti nel corso del suo ciclo di vita;
  2. il sottoprogramma dei controlli, che definisce il programma delle verifiche comprendenti, ove necessario, anche quelle geodetiche, topografiche, fotogrammetriche, geotecniche, sismiche e ambientali, al fine di rilevare il livello prestazionale (qualitativo e quantitativo) nei successivi momenti della vita del bene, individuando la dinamica della caduta delle prestazioni aventi come estremi il valore di collaudo e quello minimo di norma;
  3. il sottoprogramma degli interventi di manutenzione, che riporta in ordine temporale i differenti interventi di manutenzione, al fine di fornire le informazioni per una corretta conservazione del bene.

 

La redazione del PMO è un obbligo in capo al Progettista sulla base della specifica tipologia di intervento. La Stazione Appaltante, d’altro canto, ha il compito di verificare che il Piano sia esaustivo e coerente con il progetto, poiché la sua assenza o incompletezza può compromettere il collaudo e la successiva corretta gestione del bene pubblico.

 

Come redigere il Piano di Manutenzione dell’Opera con Blumatica PMO?

Per redigere correttamente il Piano di Manutenzione dell’Opera e delle sue parti, in conformità con le attuali norme di riferimento, un valido strumento di supporto è Blumatica PMO: un unico software che consente di redigere:

  • il Piano di Manutenzione dell’Opera ai sensi dell’art. 27 dell’Allegato I.7 del D.Lgs. 36/2023;
  • il Piano di Manutenzione della parte strutturale secondo le NTC 2018.

 

Perché scegliere Blumatica PMO? I vantaggi derivanti dall’impiego di Blumatica PMO, a confronto con soluzioni software alternative, sono molteplici. 

Vediamoli insieme:

  1. Creare il Piano di Manutenzione dell’Opera (D.Lgs. 36/2023) e il Piano di Manutenzione della parte strutturale (NTC 2018), all’interno di un unico file di lavoro
  2. La presenza di un Archivio a corredo dell’applicazione che si compone di circa 100 Unità Tecnologiche (suddivise per Corpi d’Opera), circa 1.000 elementi da manutenere con quasi 2.000 interventi di manutenzione e circa 1.500 verifiche; oltre alla possibilità di creare un archivio personalizzato.
  3. La creazione di un Piano di Manutenzione partendo dal Computo Metrico di Blumatica Pitagora nel quale sono state definite le lavorazioni che a loro volta sono associate a Gruppi e Sottogruppi Blumatica; quest’ultimi consentono l’individuazione automatica delle Categorie d’Opera, delle Unità Tecnologiche e degli Elementi da Manutenere;
  4. La presenza di un CAD integrato per definire le tavole generali dell’opera e la rappresentazione grafica dell’elemento manutenibile;
  5. La presenza di un Word processor integrato per la personalizzazione dei contenuti.

 

Blumatica PMO è la soluzione ideale per professionisti (ingegneri, architetti, geometri) che operano nei lavori pubblici e privati, offrendo funzionalità avanzate a un prezzo competitivo. Provalo gratuitamente per 30 giorni e scopri le offerte dedicate!

 

Dal Piano di Manutenzione al Facility Management: la gestione digitalizzata dell’opera in ambiente BIM

L’impiego di Blumatica PMO per la creazione del Piano di Manutenzione dell’Opera consente di trasferire l’intera programmazione della manutenzione nella piattaforma Blumatica Facility Management e Blumatica Digital Twin, entrambi integrati in Blumatica BIM Platform.

Grazie a questo ecosistema, è possibile collegare automaticamente gli asset del Piano di Manutenzione al Digital Twin, definendo contratti di manutenzione, workflow operativi e segnalazioni. Il risultato è una gestione centralizzata, dinamica e automatizzata dell’intero iter manutentivo, sia per le attività programmate che per quelle straordinarie.

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Mariangela Cardiello

Senior R&D Engineer


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