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La trasformazione digitale delle costruzioni è ormai un tema acquisito, ma tra riconoscere l’importanza del BIM e utilizzarlo davvero in modo strutturato esiste ancora una distanza significativa. È questo il quadro che emerge dal nuovo Rapporto CNI 2026 sulla digitalizzazione e la gestione informativa delle opere pubbliche e private in Italia, che fotografa il livello di maturità digitale degli ingegneri italiani. La survey ha raccolto 3.793 partecipazioni, con 2.278 questionari compilati dagli interessati al tema.
Il dato più evidente è quasi un paradosso: l’interesse è molto alto, ma l’esperienza concreta resta limitata. Circa l’85% degli intervistati si dichiara molto o abbastanza interessato alla digitalizzazione e alla gestione informativa delle opere. Eppure il 43,3% afferma di non aver maturato alcuna esperienza in questo ambito negli ultimi cinque anni.

Un interesse che deve trasformarsi in competenza
Il divario cresce quando si passa dalle intenzioni alle competenze. Solo il 7,1% degli ingegneri considera avanzata la propria preparazione BIM. Il 50,4% parla invece di conoscenze frammentarie e non sufficienti per un utilizzo pienamente operativo, mentre il 21,2% dichiara di non avere alcuna competenza specifica.

Emergono anche differenze generazionali: tra gli under 40 le competenze avanzate raggiungono l’11,9%, ma scendono al 3,9% tra i 41 e i 55 anni e al 3% tra gli over 55.
Il punto, quindi, non è capire se il BIM entrerà stabilmente nel lavoro dei professionisti, ma con quale velocità e con quale livello di consapevolezza. La trasformazione è già in corso, ma procede a velocità diverse tra professionisti, studi, aziende e Pubbliche Amministrazioni.
Proprio sul fronte delle competenze, Blumatica propone percorsi e-learning dedicati alle principali figure e attività BIM, dai Fondamenti BIM ai corsi per BIM Specialist, BIM Coordinator, BIM Manager e CDE Manager. L’obiettivo è affiancare all’utilizzo degli strumenti una preparazione specifica sui processi e sui diversi ruoli coinvolti nella metodologia BIM.
Il BIM convince quando diventa utile
Guardando in particolare all’applicazione del BIM alle opere private, i vantaggi percepiti sono soprattutto concreti. Il 57,9% degli intervistati individua come beneficio principale la possibilità di anticipare le decisioni progettuali e intercettare le criticità prima della fase esecutiva. Seguono una migliore gestione del cantiere e una gestione più efficace delle informazioni relative all’opera.
È qui che il BIM supera il concetto di semplice rappresentazione tridimensionale e diventa un vero metodo di progettazione: il modello contiene e organizza informazioni, gli elementi possono essere gestiti in maniera parametrica, gli elaborati rimangono coordinati e più professionisti possono contribuire allo sviluppo del progetto.
A questa esigenza risponde Blumatica BIM Modeler, il software BIM Authoring sviluppato per creare e gestire il modello informativo. Disponibile in cloud e in versione on-premise desktop, permette di lavorare attraverso viste 2D e 3D, elementi parametrici, abachi e tavole, importare diversi formati BIM e CAD e produrre modelli IFC. Il worksharing nativo consente inoltre a più professionisti di lavorare contemporaneamente sullo stesso progetto.

Condividere un progetto non significa ancora gestire un ACDat
La collaborazione, tuttavia, non si esaurisce nella possibilità di lavorare insieme sul modello. Quando aumentano soggetti coinvolti, documenti, revisioni e scambi informativi, diventa necessario organizzare anche il processo attraverso cui le informazioni vengono prodotte, condivise, controllate e validate.
Ed è proprio su questo fronte che il rapporto evidenzia ancora un ampio margine di crescita: il 57,7% degli intervistati dichiara di non aver mai utilizzato un ambiente di condivisione dati.
È un dato diverso da quello relativo alla disponibilità di un software di modellazione. L’ACDat, o CDE, riguarda infatti la gestione strutturata delle informazioni e dei processi collegati all’opera.
In questo ambito si colloca Blumatica BIM Platform, piattaforma cloud dedicata alla gestione dei processi BIM e degli Ambienti di Condivisione Dati, in linea con UNI 11337 e UNI EN ISO 19650. La piattaforma consente di organizzare accessi e ruoli, gestire permessi e versioni dei contenuti informativi, tracciare le attività, condividere documenti e modelli e strutturare workflow di revisione e validazione.
Modeler e Platform rispondono quindi a due esigenze complementari: il primo permette di produrre il modello informativo; la seconda consente di governare la condivisione e la gestione delle informazioni all’interno del processo BIM.
Quasi un professionista su due non dispone di software BIM
Il passaggio più direttamente legato agli strumenti riguarda la dotazione tecnologica. Il 46,8% del campione non dispone di software per la modellazione BIM e il 60,4% non utilizza strumenti dedicati al controllo dei modelli. Oltre la metà, inoltre, non ha ancora definito un piano di acquisizione di hardware e software.

È un dato che mostra quanto la transizione digitale debba diventare anche più accessibile, soprattutto per i professionisti e gli studi di dimensioni ridotte.
Blumatica BIM Modeler si inserisce precisamente in questo passaggio: dalla disponibilità dello strumento alla possibilità di adottare concretamente un processo di BIM Authoring, attraverso un ambiente utilizzabile sia via browser sia in locale e orientato alla modellazione e alla produzione degli elaborati e del modello IFC.
La tecnologia, però, da sola non basta
Il rapporto lo rende chiaro. Per accelerare la transizione digitale, l’82,2% degli ingegneri indica come priorità la formazione, prima dello sviluppo di procedure interne e dell’acquisto di hardware e software.

È probabilmente questa la chiave di lettura più utile dell’intero rapporto: il BIM non si introduce semplicemente installando un programma. Servono competenze, strumenti adeguati e processi attraverso i quali organizzare e condividere correttamente le informazioni.
Le tre aree individuate dai dati trovano così risposte differenti ma complementari: la formazione BIM per sviluppare le competenze, Blumatica BIM Modeler per creare e gestire il modello informativo e Blumatica BIM Platform per organizzare l’ACDat e governare la condivisione delle informazioni e i relativi processi.
La sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: passare dall’interesse all’utilizzo quotidiano e rendere il BIM non qualcosa da adottare soltanto quando una commessa lo richiede, ma un modo più evoluto, coordinato e consapevole di progettare e gestire le informazioni.
Scopri le soluzioni BIM Blumatica: BIM Modeler, BIM Platform e i corsi di formazione dedicati alle figure BIM.

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