Rapporto ENEA Detrazioni Fiscali 2026: Ecobonus e Bonus Casa in calo, i numeri della riqualificazione energetica

redazionale
Il Rapporto ENEA 2026 registra un forte calo degli interventi Ecobonus e Bonus Casa, ma conferma il peso di pompe di calore, fotovoltaico, accumulo e building automation. Dati, tecnologie e risultati del SuperEcobonus in una lettura chiara del nuovo scenario della riqualificazione energetica.

Il Rapporto ENEA 2026 fotografa un mercato della riqualificazione energetica profondamente cambiato rispetto agli anni della massima espansione degli incentivi. Ecobonus e Bonus Casa registrano una netta contrazione degli interventi, mentre pompe di calore, fotovoltaico, sistemi di accumulo e building automation confermano un ruolo sempre più rilevante nelle scelte di efficientamento degli edifici. 

Per le agevolazioni ordinarie, l’analisi riguarda gli interventi conclusi nel 2025 e comunicati entro il 31 marzo 2026; i dati restano suscettibili di modifiche e integrazioni fino alla chiusura dei termini previsti per la dichiarazione dei redditi. Per il SuperEcobonus, invece, il rapporto considera le asseverazioni finali riferite ai lavori terminati entro il 31 dicembre 2025, comprendendo quindi anche gli interventi conclusi negli anni precedenti.

Questa differenza metodologica è importante: i valori dell’Ecobonus e del Bonus Casa descrivono l’attività riferita al 2025, mentre quelli del SuperEcobonus restituiscono un quadro cumulativo dei lavori completati fino alla fine dello stesso anno.

 

Ecobonus 2025: 305 mila schede e 3,6 miliardi di investimenti

Per gli interventi conclusi nel 2025 risultano trasmesse all’ENEA 305.035 schede descrittive Ecobonus. Gli investimenti dichiarati ammontano a 3,62 miliardi di euro e il risparmio energetico stimato raggiunge 842,35 GWh all’anno.

Nel confronto con i dati 2024 disponibili alla fine di marzo 2025, il rapporto rileva una riduzione del 47,81% del numero di interventi, del 42,52% degli investimenti e del 55% del risparmio energetico stimato.

La contrazione riflette il cambiamento del quadro degli incentivi e, in particolare, il progressivo ridimensionamento della cessione del credito e dello sconto in fattura, oltre alla revisione delle aliquote di detrazione. Il 2025 rappresenta quindi un anno di passaggio verso un mercato meno sostenuto da misure straordinarie e maggiormente legato alla capacità di famiglie e imprese di finanziare direttamente gli interventi. 

La sostituzione degli infissi è la tipologia più frequente: rappresenta il 53,31% degli interventi, il 52,90% degli investimenti e il 49,48% del risparmio energetico stimato. L’isolamento dell’involucro opaco, considerando insieme pareti, coperture e pavimenti, assorbe invece il 16,77% degli investimenti e contribuisce al 26,36% del risparmio energetico.

Il confronto tra quota di investimento e risparmio prodotto evidenzia il ruolo strategico degli interventi sull’involucro. Pur rappresentando meno di un quinto della spesa complessiva, l’isolamento di pareti, coperture e pavimenti genera oltre un quarto del risparmio energetico stimato. La scelta della stratigrafia, dei materiali isolanti e degli spessori diventa quindi determinante per valutare la reale efficacia dell’intervento. 

In questa fase, strumenti di calcolo come Blumatica Energy consentono di verificare le prestazioni termiche dei componenti opachi, confrontare differenti soluzioni progettuali e valutare preventivamente il miglioramento energetico conseguibile. 

Per epoca di costruzione, la quota più elevata degli investimenti riguarda gli edifici realizzati tra il 1961 e il 1970, con il 21,56%, seguiti da quelli costruiti tra il 1971 e il 1980, con il 18,71%.

La concentrazione degli investimenti sugli edifici costruiti tra gli anni Sessanta e Settanta non è casuale. Si tratta di una parte consistente del patrimonio edilizio nazionale, spesso caratterizzata da involucri poco isolati, ponti termici diffusi e impianti ormai superati. Sono quindi edifici nei quali la diagnosi energetica può individuare margini di miglioramento particolarmente elevati. 

 

Bonus Casa: gli interventi scendono da 798 mila a 464 mila

Anche il Bonus Casa registra una riduzione del numero di interventi comunicati. Il totale passa dai 798.376 interventi definitivi del 2024 ai 463.701 rilevati per il 2025. La flessione interessa tutte le Regioni italiane.

Il dato conferma che il ridimensionamento non riguarda una singola tecnologia o una specifica area geografica, ma interessa l’intero mercato nazionale. La minore intensità degli incentivi ha ridotto il numero degli interventi, rendendo ancora più importante selezionare soluzioni capaci di assicurare un effettivo equilibrio tra costo iniziale, prestazioni e risparmio nel tempo. 

La distribuzione per tipologia mostra una netta prevalenza delle pompe di calore: 249.776 interventi, pari a circa il 54% del totale. Seguono il fotovoltaico con il 19%, gli infissi con il 12% e la building automation con il 7%.

La prevalenza delle pompe di calore conferma il progressivo orientamento del mercato verso l’elettrificazione dei consumi e l’integrazione tra impianto termico, produzione fotovoltaica e sistemi di accumulo. La convenienza di queste soluzioni, tuttavia, dipende dalle caratteristiche dell’edificio, dalla zona climatica, dai terminali di emissione e dal profilo di utilizzo. Non esiste quindi una soluzione valida in modo indistinto per ogni immobile. 

Per il fotovoltaico, ENEA registra 87.804 interventi e una potenza installata complessiva di 534.003 kWp, con una produzione energetica indicata in 742,90 GWh all’anno.

Il confronto con il 2024 evidenzia differenze marcate tra le tecnologie. Gli interventi con caldaie a condensazione diminuiscono del 96,92%; il rapporto precisa che dal 2025 queste apparecchiature, se alimentate unicamente da combustibili fossili, non sono più agevolabili e che i casi presenti nei dati 2025 riguardano spese sostenute almeno in parte entro il 31 dicembre 2024. Gli interventi con pompe di calore diminuiscono invece del 14,35%, mentre i sistemi ibridi aumentano del 58,03%.

Il crollo delle installazioni di caldaie a condensazione non rappresenta quindi soltanto una variazione statistica, ma segnala il cambiamento del quadro normativo e tecnologico. Gli incentivi si stanno progressivamente orientando verso sistemi elettrici, ibridi e alimentati da fonti rinnovabili, in coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione del patrimonio edilizio. 

 

Figura 1 - Bonus Casa 2025. Distribuzione percentuale degli interventi.
Figura 1 – Bonus Casa 2025. Distribuzione percentuale degli interventi.

 

SuperEcobonus: 481.785 edifici con lavori conclusi entro il 2025

Per il SuperEcobonus il dato è cumulativo. Le asseverazioni finali con data di conclusione dei lavori entro il 31 dicembre 2025 riguardano 481.785 edifici, contro i 466.733 registrati a fine 2024.

L’investimento complessivo associato a questi edifici ammonta a circa 119,5 miliardi di euro; l’importo ammesso a detrazione per i lavori conclusi è pari a circa 118 miliardi. La detrazione maturata, indicata da ENEA come onere a carico dello Stato, raggiunge 126,7 miliardi di euro. Il risparmio energetico riportato dal rapporto è pari a 16,2 TWh all’anno, dei quali 14,9 TWh riferiti a lavori terminati entro il 2024.

Tali valori descrivono l’impatto complessivo della misura sull’intero periodo di applicazione e non il volume degli investimenti realizzati nel solo 2025. Il SuperEcobonus ha rappresentato un’accelerazione senza precedenti per il mercato della riqualificazione, ma ha anche evidenziato la necessità di strumenti stabili, programmabili e sostenibili nel lungo periodo. 

Gli edifici unifamiliari rappresentano il 49% degli immobili interessati, gli edifici condominiali e gli altri edifici di più unità immobiliari il 27% e le unità funzionalmente indipendenti il 24%. La distribuzione degli investimenti è diversa: il 68% riguarda gli edifici plurifamiliari, il 23% gli edifici unifamiliari e il 9% le unità funzionalmente indipendenti.

 

Figura 2 - Ripartizione degli edifici oggetto di intervento e dei relativi investimenti per lavori conclusi entro il 31/12/2025.
Figura 2 – Ripartizione degli edifici oggetto di intervento e dei relativi investimenti per lavori conclusi entro il 31/12/2025.

 

Classi energetiche: il confronto tra situazione iniziale e finale

Il SuperEcobonus prevedeva, tra i requisiti di accesso, il miglioramento di almeno due classi energetiche oppure, quando ciò non fosse possibile, il conseguimento della classe più elevata. La verifica avviene attraverso gli APE convenzionali ante e post operam.

Prima degli interventi, il 31,89% degli edifici oggetto di SuperEcobonus era in classe G e il 28,15% in classe F: complessivamente, quindi, circa il 60% si collocava nelle due classi meno efficienti.

Dopo gli interventi, oltre il 65% degli edifici raggiunge una classe del gruppo A. In particolare, il 30,35% risulta in classe A4, il 12,04% in A2, l’11,68% in A1 e l’11,55% in A3. Il rapporto sottolinea che gli edifici inizialmente collocati nelle classi più basse mostrano un generale spostamento verso classi energetiche più elevate.

 

Figura 3 - Distribuzione nazionale delle classi energetiche ante operam e post operam degli edifici oggetto di SuperEcobonus.
Figura 3 – Distribuzione nazionale delle classi energetiche ante operam e post operam degli edifici oggetto di SuperEcobonus.

 

Impianti termici: sistemi ibridi e pompe di calore concentrano la quota maggiore

Nelle asseverazioni relative agli impianti termici conclusi entro la fine del 2025, i sistemi ibridi rappresentano il 32% degli investimenti, le pompe di calore il 27% e le caldaie a condensazione il 22%. Il solare termico copre il 9% della spesa.

La distribuzione del risparmio energetico stimato presenta percentuali diverse: il 43% è associato ai sistemi ibridi, il 30% alle pompe di calore e il 15% alle caldaie a condensazione. ENEA rileva inoltre differenze tra le zone climatiche: nelle zone B e C prevalgono le pompe di calore, mentre in zona D assumono maggiore peso sia i sistemi ibridi sia le pompe di calore; in zona F le caldaie a condensazione risultano la principale voce di investimento.

 

Figura 4 - Ripartizione nazionale degli investimenti e dei risparmi energetici per tecnologia installata negli impianti termici.
Figura 4 – Ripartizione nazionale degli investimenti e dei risparmi energetici per tecnologia installata negli impianti termici.

 

Building automation: oltre 151 mila interventi

Le asseverazioni con lavori conclusi entro il 31 dicembre 2025 attestano 151.623 interventi di building automation, riferiti a circa 16,8 milioni di metri quadrati di superficie utile e a una spesa complessiva di 1,29 miliardi di euro.

Per quanto riguarda la classe di automazione, il 69,2% degli interventi presenta il passaggio dalla classe D alla B e un ulteriore 17,4% dalla D alla A. Nell’86,6% dei casi la classe iniziale è D. Il servizio più frequentemente gestito dai sistemi installati è il solo riscaldamento, con il 39,4% degli interventi, seguito dalla combinazione riscaldamento e acqua calda sanitaria con il 29,8%.

Fotovoltaico e accumulo nel SuperEcobonus

Nel capitolo dedicato a fotovoltaico, sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica, il rapporto considera gli interventi conclusi entro il 31 dicembre 2025. Le asseverazioni riguardano 515.299 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di circa 3.238 MW, e 493.268 sistemi di accumulo, per una capacità complessiva di circa 7.020 MWh. Le infrastrutture di ricarica risultano 349.848.

La spesa per il fotovoltaico ammonta a 7,50 miliardi di euro e rappresenta il 50,2% del totale delle tre categorie; i sistemi di accumulo assorbono 6,81 miliardi, pari al 45,6%, mentre le infrastrutture di ricarica rappresentano il restante 4,2%. ENEA evidenzia che l’investimento negli accumuli equivale al 90,8% di quello destinato al fotovoltaico e segnala che l’installazione dei pannelli si accompagna sistematicamente a quella delle batterie, in un’ottica di autoconsumo.

Il dato conferma il passaggio da una progettazione basata sui singoli impianti a una logica di sistema. Fotovoltaico, accumulo, pompa di calore e sistemi di controllo devono essere dimensionati in modo coordinato, tenendo conto dei profili di consumo e produzione dell’edificio. Un impianto sovradimensionato o non correttamente integrato può infatti ridurre i benefici energetici ed economici attesi. 

 

Figura 5 - Potenza nominale degli impianti fotovoltaici e capacità di accumulo complessiva per zona climatica.
Figura 5 – Potenza nominale degli impianti fotovoltaici e capacità di accumulo complessiva per zona climatica.

 

Il quadro di mercato riportato nel Rapporto ENEA

Il capitolo conclusivo del rapporto raccoglie contributi e interviste di operatori, ricercatori e rappresentanti delle principali filiere del settore. I dati e le valutazioni contenuti in questa parte sono attribuiti ai soggetti intervistati e alle rispettive fonti.

Secondo CRESME, il confronto tra le offerte immobiliari del 2018 e quelle del 2025 mostra che gli immobili ristrutturati rimangono in offerta per un periodo più breve. Il differenziale medio di prezzo tra abitazioni usate e abitabili e abitazioni ristrutturate passa dal 30% del 2018 al 42% del 2025. Lo stesso contributo precisa tuttavia che il dato risente anche dell’aumento dei costi di ristrutturazione. Oltre a ciò, gli immobili maggiormente riqualificati tendono ad avere caratteristiche edilizie e localizzazioni di valore più elevato.

L’Osservatorio Internet of Things & Smart Home del Politecnico di Milano, richiamato nel rapporto, stima per il 2025 un mercato italiano della Smart Home pari a 1 miliardo di euro, in crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. All’interno di questo mercato, i dispositivi per il risparmio energetico valgono 142 milioni di euro, pari al 14% del totale, con un valore stabile rispetto al 2024.

Per il comparto dei serramenti e delle facciate, UNICMI descrive un mercato 2025 in ridimensionamento rispetto al biennio 2022-2023 ma ancora su livelli superiori a quelli precedenti la pandemia. Il contributo evidenzia, per la domanda di mercato, un maggiore orientamento verso qualità, innovazione ed elevate prestazioni tecnologiche.

Il rapporto mantiene distinti i diversi periodi di riferimento. Ecobonus e Bonus Casa descrivono gli interventi conclusi nel 2025, mentre i dati del SuperEcobonus sono cumulativi fino al 31 dicembre 2025.

I dati del Rapporto ENEA mostrano che il mercato della riqualificazione energetica è entrato in una nuova fase. Il numero degli interventi incentivati si riduce rispetto agli anni della massima espansione del Superbonus. Cresce l’importanza di una progettazione capace di integrare involucro, impianti, fonti rinnovabili e sistemi di controllo.

In un contesto caratterizzato da incentivi meno generosi e da una maggiore attenzione ai costi, il professionista deve poter valutare preventivamente le prestazioni energetiche. Deve, poi, confrontare soluzioni alternative, verificare il miglioramento di classe e stimare l’investimento necessario. Gli strumenti Blumatica supportano questo processo, dalla progettazione energetica con Blumatica Energy alla valutazione economica e alla gestione delle lavorazioni con Blumatica Pitagora.

Di fatti, la riqualificazione energetica richiede oggi un approccio integrato, capace di unire verifiche prestazionali, confronto tra soluzioni progettuali e controllo dei costi.

  • Blumatica Energy supporta il professionista nella diagnosi energetica, nella redazione dell’APE e della relazione tecnica, nella simulazione degli interventi e nella verifica del miglioramento di classe.
  • Blumatica Pitagora consente di redigere computi metrici, utilizzare prezzari, analizzare i costi e gestire gli aspetti economici dei lavori.

L’integrazione tra valutazione energetica ed economica permette di individuare interventi non soltanto conformi ai requisiti normativi, ma anche realmente sostenibili e convenienti.

Attilio Alvino

Digital Marketing Specialist


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