
INDICE
La Legionella è un batterio di cui si conoscono 61 specie, nell’allegato XLVI del D.lgs. 81/08 viene indicata come agente biologico di classe 2 che può comportare rischi per i lavoratori ma che ha poche probabilità di propagarsi nella comunità e per il quale sono disponibili misure di sicurezza e trattamenti terapeutici.
La Legionella pneumophila è la specie più pericolosa per l’uomo, l’infezione avviene principalmente mediante inalazione di aerosol infetto e può presentarsi con due disturbi distinti, aventi diversa intensità :Â
- Febbre di Pontiac, forma più lieve che si manifesta con sintomi simili all’influenza.
- Malattia dei legionari, forma più grave poiché può comportare un’importante sintomatologia di origine respiratoria, con tosse e sviluppo di polmonite che può avere effetti fatali per i soggetti più vulnerabili come gli anziani o i pazienti immunocompromessi.
Qual è il suo habitat naturale?
La Legionella è ampiamente diffusa in natura e ritrova le sue condizioni ideali:
- nelle acque superficiali di fiumi e laghi,
- nelle sorgenti termali,
- negli stagni e paludi.
Dalle sorgenti naturali la Legionella può colonizzare anche gli ambienti artificiali come le reti cittadine di distribuzione dell’acqua potabile, impianti idrici degli edifici, impianti di climatizzazione, piscine, fontane, ecc.
Il batterio della Legionella predilige gli habitat acquatici caldi, si riproduce ad una temperatura compresa tra i 25°C e 42°C ma è in grado di sopravvivere in un range più ampio, compreso tra i 5°C e 63°C, presenta una buona sopravvivenza in ambienti acidi e alcalini con pH compresi tra 5,5 e 8,1.
Il rischio Legionella negli stabilimenti termali
Numerosi studi evidenziano come le strutture turistico-ricettive e termali siano particolarmente esposte al rischio Legionella, queste ultime richiedono particolare attenzione perché la temperatura più o meno elevata delle acque termali e la presenza all’interno di una flora batterica intrinseca favoriscono il formarsi del biofilm che costituisce un ambiente favorevole alla proliferazione della Legionella.
L’acqua termale non può subire processi approfonditi di disinfezione al fine di non alterarne la qualità , pertanto, lo strumento principale di prevenzione è la progettazione adeguata degli impianti e l’adozione di procedure ben definite nelle Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate in Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 7 maggio 2015.
Le apparecchiature e le cure termali che sono maggiormente a rischio contaminazione sono:
- quelle dedicate alle cure inalatorie e qualsiasi altra prestazione che prevede l’utilizzo di aerosol,
- bagni con idromassaggio,
- docce d’annettamento,
- gli impianti idrosanitari e di condizionamento.
Come prevenire il rischio Legionella?
La valutazione del rischio Legionella è disciplinata dall’art. 271 del D.lgs. 81/08. In linea generale, si è obbligati ad effettuare e revisionare la valutazione del rischio Legionella ogni anno e ogni qualvolta si verifichino modifiche delle condizioni dello stato di fatto, per esempio, sono stati effettuati lavori di ristrutturazioneInterventi di ristrutturazioni importanti e riqualificazione (D.M. Requisiti Minimi 2015) Ristrutturazione importante di I Livello Intervento che interessa gli elementi e i componenti integrati costituenti l’involucro edilizio delimitanti un volume a temperatura controllata dall’ambiente esterno e da ambienti non climatizzati, con un’incidenza superiore al 50% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio e comporta il rifacimento dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva asservito all’intero edificio; Ristrutturazione importante di II Livello Intervento che interessa gli elementi e i... o rifacimento di parti dell’impianto oppure l’esame batteriologico ha dato risultato positivo con valori di concentrazione di Legionella che richiedono un intervento.
Le principali misure di gestione per la mitigazione del rischio negli impianti d’acqua termale sono:
- la mappatura della rete con la descrizione dettagliata di tutti i tratti, al fine di identificare percorsi ed eventuali punti di stagnazione, prestando particolare attenzione alle cure inalatorie,
- la disinfezione con mezzi chimici e fisici nel rispetto della qualità dell’acqua termale,
- la pulizia, la decalcificazione e la sostituzione dei soffioni delle docce di annettamento,
- regolare manutenzione dei filtri con eventuale rigenerazione e/o sostituzione, così come disposto dai produttori,
- sostituzione di almeno metà dell’acqua delle vasche per idromassaggio collettive, in caso di elevato utilizzo, oppure nel caso in cui il monitoraggio microbiologico abbia individuato rischi specifici,
- rimozione dello strato di biofilm prevedendo la pulizia approfondita delle vasche, dei dispositivi di idromassaggio e degli skimmer,
- monitoraggio microbiologico degli impianti termali almeno ogni 6 mesi e in seguito a ogni periodo di chiusura, provvedendo a operazioni di disinfezione nel caso le indagini rilevino la presenza di Legionella,
- sostituzione o sterilizzazione dei dispositivi di trattamento individuale dopo ogni utilizzo per le terapie inalatorie,
- disinfezione periodica (di regola settimanale) degli impianti dedicati alle cure inalatorie al fine di rimuovere il biofilm ed eventualmente prevedere una rotazione nell’utilizzo durante la stagione termale,
- prevedere sorveglianza sanitaria e formazione del personale impiegato.
Vasche idromassaggio
Negli stabilimenti termali richiedono particolare attenzione le vasche idromassaggio.
L’elevata temperatura che caratterizza l’acqua di riempimento delle vasche idromassaggio, generalmente superiore ai 30 °C, e il costante movimento dell’acqua generano un continuo rilascio di aerosol che, in caso di contaminazione batterica, si trasforma in un potenziale e immediato veicolo di infezione per gli ospiti.
L’acqua non viene cambiata dopo ogni utilizzo ma filtrata e trattata, tuttavia in condizioni di elevato utilizzo e qualora il monitoraggio microbiologico abbia individuato rischi specifici, nel caso di vasche con volume uguale o inferiore a 10 m3, occorre prevedere la sostituzione di almeno metà dell’acqua.
In particolare per le piscine termali e le vasche idromassaggio occorre prevedere ogni tre mesi il campionamento della Legionella raccogliendo almeno un litro d’acqua dalla piscina e dalla vasca di compenso, se presente, e contestualmente occorre prevedere anche l’ispezione delle tubature per verificare la presenza di biofilm. Infatti, si è rilevato molto spesso che la concentrazione della Legionella, risultata molto bassa nelle acque delle vasche, si presentasse particolarmente elevata nelle tubazioni a causa della scarsa penetrabilità dei prodotti di disinfezione.
Al fine di mantenere la qualità e la sicurezza dell’acqua termale ed evitare la presenza di ulteriori microrganismi, oltre alla Legionella, è fondamentale anche la conta mensile della carica microbica aerobica totale, coliformi, E. coli e Pseudomonas aeruginosa.

Valutazione del rischio Legionella con Blumatica
Onere fondamentale dei gestori degli impianti termali è garantire la sicurezza e la salute degli ospiti e dei lavoratori impiegati. Il datore di lavoro deve preoccuparsi che venga effettuata una rigorosa valutazione del rischio e che vengano applicati tutti i protocolli e procedure contenute nelle Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi.
Blumatica mette a disposizione Blumatica Rischio Legionella che consente di eseguire la valutazione preliminare del rischio da Legionella, secondo quanto stabilito nell’Allegato 12 delle Linee guida. È possibile determinare con l’algoritmo di calcolo avanzato il livello di rischio e individuare nella banca dati le misure specifiche di prevenzione da attuare.
Scopri l’intera suite Blumatica Rischi Specifici e provala gratuitamente per 30 giorni!


Technical Support Engineer

