SGBIM: in arrivo le prassi di riferimento per il sistema di gestione BIM

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Il tavolo tecnico UNI/PdR in consultazione fino al 17 ottobre 2019

In arrivo i requisiti di un Sistema di Gestione BIM (SGBIM) che un’organizzazione deve attuare per migliorare l’efficienza del processo di:

  • programmazione
  • progettazione
  • produzione
  • esercizio
  • eventuale dismissione di un’opera.

L’Ente Italiano di Normazione (UNI) ha avviato la pubblica consultazione del progetto di prassi di riferimento (PdR) dal nome Sistema di Gestione BIM – Requisiti.

Si tratta di un documento che definisce i requisiti di un Sistema di Gestione BIM (SGBIM) di un’Organizzazione, sia essa un soggetto proponente o un soggetto incaricato.

Committenti, società di progettazione e imprese sono alcuni dei principali attori coinvolti assieme agli organismi di valutazione della conformità ai requisiti del modello implementato.

Lo scopo, infatti, è quello di mettere in piedi un modello di organizzazione che consenta di gestire efficacemente i processi di programmazione, produzione, esercizio ed eventuale dismissione dell’opera secondo i principi del quality management.

UNI, dando avvio allo sviluppo di una prassi di riferimento (PdR) volta alla pubblicazione di uno schema di certificazione nazionale e accreditabile da Accredia, valorizza l’importanza di creare uno strumento che disciplini l’applicazione del metodo BIM da parte di tutti gli operatori di filiera.

La consultazione sarà pubblica fino al 17 ottobre 2019 in modo da raccogliere eventuali osservazioni del mercato e procedere alla stesura della versione definitiva.  Le osservazioni possono essere inviate all’UNI all’indirizzo sviluppo.progetti@uni.com.

Le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche e che, trascorsi massimo 5 anni dalla pubblicazione, possono diventare a tutti gli effetti documenti normativi di riferimento (UNI, UNI/TS, UNI/TR).

Ricordiamo che il BIM è un campo d’azione altamente specialistico e con una normativa ancora tutta in evoluzione. Di qui si evince la volontà dell’ente normatore di individuare uno strumento ad hoc utilizzabile come schema di certificazione, pur partendo dalla ISO 9001 quale standard di riferimento.

È doveroso puntualizzare, infatti, che la norma ISO 9001 serve a strutturare e monitorare i processi aziendali al fine di garantire la soddisfazione del cliente, qualunque sia il servizio/prodotto realizzato. La certificazione SGBIM, lasciando comunque libertà all’azienda sul modus operandi, dovrebbe richiedere delle evidenze specifiche in merito a come abbia approcciato alla metodologia BIM focalizzando l’attenzione su risorse, infrastrutture, know-how e processi specifici applicati alla commessa.

L’implementazione di un modello di gestione efficace potrebbe prevedere l’affiancamento di tecnici qualificati BIM e di esperti in sistemi di gestione. Questo e tanto altro lo scopriremo dopo il 17 ottobre 2019. 

Ecco le soluzioni BIM attualmente proposte da Blumatica

 





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Maria Grazia Savoia

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