Voucher Innovation Manager: di cosa si tratta e come funziona

Maria Grazia SavoiaMaria Grazia Savoia1 Agosto 201914min2740
bim-fotoinser-4-1280x667.jpg
Contributi a fondo perduto a favore delle micro, piccole e medie imprese per consulenze specialistiche atte a promuovere l’innovazione e la digitalizzazione

Contributi a fondo perduto a favore delle micro, piccole e medie imprese per consulenze specialistiche atte a promuovere l’innovazione e la digitalizzazione

Approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) il decreto che assegna alla PMI un voucher finalizzato a sostenere il costo dell’Innovation Manager per un massimo di 40 mila euro ad impresa.

Vediamo chi è e cosa fa il responsabile della gestione dell’innovazione in azienda.

Di cosa si tratta

Si chiama Voucher Innovation Manager ed è il contributo a fondo perduto introdotto dalla Manovra 2019 per l’acquisto di prestazioni consulenziali finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale.

La misura voucher per consulenza in innovazione è l’intervento che sostiene i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti di impresa di tutto il territorio nazionale attraverso figure manageriali in grado di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa.

Chi è l’Innovation Manager

Il manager dell’innovazione è un professionista che si occupa di favorire processi di digitalizzazione e riorganizzazione aziendale per sviluppare competenze tecnico-manageriali.

A chi si rivolge

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese operanti su tutto il territorio nazionale che risultino possedere, alla data di presentazione della domanda nonché al momento della concessione del contributo, i requisiti di seguito indicati:

  • qualificarsi come micro, piccola o media impresa ai sensi della normativa vigente
  • non rientrare tra le imprese attive nei settori esclusi dall’articolo 1 del Regolamento UE n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 “De Minimis”
  • avere sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e risultare iscritte al Registro delle Imprese della Camera di commercio territorialmente competente
  • non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e risultare in regola con il versamento dei contributi previdenziali
  • non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente ai sensi della normativa vigente
  • non aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero a seguito di una precedente decisione della Commissione Europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.

Possono inoltre beneficiare del Voucher anche le reti d’impresa composte da un numero non inferiore a tre PMI in possesso dei requisiti descritti, purché il contratto di rete configuri una collaborazione effettiva e stabile e sia caratterizzato dagli elementi di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto 7 maggio 2019.

Il valore del contributo

Il contributo è rivolto alle PMI e alle reti di imprese che hanno assunto risorse manageriali per favorire processi di digitalizzazione, l’Innovation Manager appunto. Il contratto di rete dovrebbe prevedere un minimo di tre imprese.

La dotazione finanziaria stanziata per l’attuazione dell’intervento è pari a 75 milioni di euro ripartita per ciascuna delle annualità 2019, 2020, e 2021. Le imprese possono beneficiarne una sola volta.

Il voucher è diversificato in base alla tipologia di impresa che ne fa richiesta:

  • per le micro e piccole imprese il contributo arriva fino a 40.000€, nella misura del 50% delle spese ammissibili
  • per le medie è fino a 25.000 €, 30% delle spese
  • per le reti d’impresa arriva fino a 80.000 €, 50% delle spese

L’agevolazione è costituita da un contributo in forma di voucher concedibile in regime “de minimis” ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013.

Le spese ammissibili

Le spese ammissibili al contributo devono essere sostenute a titolo di compenso per le prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione qualificato, indipendente e inserito temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete.

 Spese che devono indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale attraverso l’applicazione di una o più delle seguenti tecnologie abilitanti:

  1. big data e analisi dei dati
  2. cloud, fog e quantum computing
  3. cyber security
  4. integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale
  5. simulazione e sistemi cyberfisici
  6. prototipazione rapida
  7. sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA)
  8. robotica avanzata e collaborativa
  9. interfaccia uomo-macchina
  10. manifattura additiva e stampa tridimensionale
  11. internet delle cose e delle macchine
  12. integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali
  13. programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (il cosiddetto “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati
  14. programmi di open innovation.

I voucher coprono anche una tipologia ben diverse di spesa per consulenze volte ad orientare i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, attraverso:

  1. l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa
  2. l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del capitale di rischio a investitori indipendenti, specializzati nel private equity o nel venture capital, all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’equity crowdfunding, l’invoice financing, l’emissione di minibond.

Le specifiche circa contenuto e finalità delle prestazioni consulenziali, nonché durata e compenso, devono risultare da un contratto di consulenza sottoscritto dalle parti successivamente alla data di presentazione della domanda di ammissione al contributo.

 

Elenco dei Manager dell’innovazione 

Il decreto indica i requisiti per potersi iscrivere all’elenco delle società e dei manager qualificati abilitati.

Potranno iscriversi le persone fisiche, le società di consulenza, i competence center, i centri di trasferimento tecnologico e gli incubatori.

Le persone fisiche che chiedono di iscriversi all’elenco dei manager qualificati dovranno:

  • essere accreditati negli albi o elenchi dei manager dell’innovazione istituiti presso Unioncamere, presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni di rappresentanza datoriali
  • essere accreditate negli elenchi dei manager dell’innovazione istituiti presso le regioni ai fini dell’erogazione di contributi regionali o comunitari.

Fra i requisiti per iscriversi figurano:

  1. dottorato di ricerca in settori relativi ad una delle seguenti aree: Scienze matematiche e informatiche; Scienze fisiche; Scienze chimiche; Scienze biologiche; Ingegneria industriale e dell’informazione; Scienze economiche e statistiche
  2. master universitario di secondo livello in settori relativi ad una delle aree di cui sopra, nonché lo svolgimento documentabile di incarichi, per almeno 1 anno, presso imprese negli ambiti tecnologici inclusi fra le spese ammissibili
  3. laurea magistrale in settori relativi ad una delle aree indicate nel primo punto, nonché lo svolgimento documentabile, per almeno tre anni, di incarichi presso imprese negli ambiti tecnologici inclusi fra le spese ammissibili
  4. svolgimento documentabile, per almeno sette anni, di incarichi presso imprese negli ambiti tecnologici inclusi fra le spese ammissibili.

Per quanto riguarda le società di consulenza che forniranno i manager dell’innovazione, i requisiti da rispettare sono:

  • essere innanzitutto costituite nella forma di società di capitali
  • avere sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e risultare iscritte al registro delle imprese della camera di commercio territorialmente competente
  • non essere sottoposte a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, liquidazione anche volontaria, amministrazione controllata, di concordato preventivo e non aver subito condanne
  • essere accreditate negli albi o elenchi dei consulenti in innovazione istituiti presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni di rappresentanza datoriali, oppure presso regioni che erogano contributi con le stesse finalità. In alternativa, aver eseguito progetti di consulenza o formazione in una o più delle aree tecnologiche incluse fra le spese ammissibili ed essere costituite da almeno 24 mesi.

Anche i competence center, i centri di trasferimento tecnologico e gli incubatori di startup innovative potranno fare domanda per fornire i manager dell’innovazione.

Presentazione delle domande

Con successivo decreto, da emanarsi entro 30 giorni dalla data di pubblicazione (nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 1 luglio 2019 e nel sito in data 2 luglio 2019) del presente decreto, è approvato il modello di domanda di ammissione al contributo e sono stabiliti i termini per la presentazione; saranno stabiliti, inoltre, i criteri di valutazione delle domande e per l’assegnazione prioritaria delle risorse disponibili.

Nella domanda di ammissione al contributo, l’impresa dovrà indicare il manager dell’innovazione di cui intende avvalersi, tra i soggetti individuati.

Per la formazione dell’elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza, per la presentazione delle domande di ammissione al contributo, per la valutazione e gestione delle stesse, per la comunicazione del loro esito e per la successiva erogazione del voucher, il ministero dello sviluppo economico si avvarrà di un apposito sistema informatico dell’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo.

L’incentivo dovrebbe essere pienamente operativo dal mese di settembre 2019. 

 

Scopri tutti i Software Blumatica, innova il tuo sapere e investi in ciò che puoi gestire meglio: il tuo tempo!





Vuoi essere aggiornato su questo argomento e su tutte le novità in materia di edilizia e sicurezza?
Iscriviti GRATIS alla Newsletter

Maria Grazia Savoia

Maria Grazia Savoia